Sembra che secondo la Book Industry Subject and Category, siano 239 i generi di libri in cui ogni testo pubblicato possa trovare la sua classificazione. Naturalmente comprendono anche sottogeneri dati da contaminazioni e dal coniare nuove parole atte a ramificare di volta in volta i generi conosciuti. Il dato, dunque, può variare da un momento all’altro, anche perché è diventato difficile trovare un libro che risponda a un unico genere letterario.
In realtà – a prescindere dai generi di libri da leggere – è sempre più difficile districarsi nel marasma delle pubblicazioni oramai quotidiane: sapete quanti titoli vengono pubblicati in un giorno nel nostro paese? Poco meno di 300!
I generi di libri da leggere: come orientarsi
Sul come orientarsi tra generi, sottogeneri e contaminazioni si potrebbe parlare all’infinito. Vorremmo semplificare il discorso mostrandovi quali sono i generi più affrontati, in modo tale da potervi fornire una guida per orientarvi tra narrativa, saggistica e tanto altro.
Un denominatore comune: la verità
Potremmo cominciare questa guida raggruppando le biografie romanzate, il romanzo storico e il giornalismo narrativo grazie a un denominatore comune: la verità.
In ognuno di questi tre generi si racconta qualcosa di realmente accaduto, che altri spesso conoscono, condendo le storie mediante l’intuito, l’empatia, un po’ di fantasia e di logica. Ma proviamo a esaminarli più nel dettaglio.
Nella biografia romanzata, si racconta la storia di qualcuno (in genere conosciuto o famoso) condendola con l’immaginazione, ovvero ipotizzando pensieri, motivazioni, dialoghi, emozioni. È un suggestivo e affascinante modo per sviluppare qualcosa di già esistente, che l’autore conosce bene, rendendolo più completo e ricco e dunque più coinvolgente. Naturalmente serve creatività ma anche studio del personaggio che si vuole indagare o raccontare.
Realtà e finzione tra i libri da leggere
Fonde realtà e finzione anche il romanzo storico, sempre ambientato in epoche passate. Per questa ragione necessita – così come la biografia romanzata – di un approfondito studio dell’argomento, di ricerche accurate. Può includere personaggi realmente esistiti a cui affiancarne di immaginari in piena libertà, ma la stessa libertà non può essere esercitata nei riguardi dell’epoca a cui si riferisce: usi, costumi, mentalità, cultura, atmosfere devono rispondere al periodo storico che si sceglie, inoltre sembra debba essere scritto almeno 50 anni dopo i fatti narrati, perché faccia parte di questa classificazione di libri. Per dirla con le parole di Manzoni è un componimento misto di storia e invenzione, e lui lo sapeva bene, vista l’importanza del suo I promessi sposi nel nostro panorama letterario.
Grandi osservatori della realtà
Il giornalismo narrativo, così come appare ovvio dalla sua classificazione, è una mescolanza tra giornalismo e narrazione, ovvero anche qui tra verità e romanzo.
Nasce con Truman Capote (autore di Colazione da Tiffany), nel 1965 con il suo A sangue freddo, che per la prima volta nella narrativa approfondisce un fatto di cronoca mediante l’ingare sulla personalità di due assassini, sul loro vissuto e su ciò che forse li ha portati ad essere ciò che sono. Si tratta quindi di cercare nei fatti una verità differente che lascia spazio alle emozioni, che va oltre il fatto stesso. Tra saggisitca e finzione, il giornalismo narrativo è uno sguardo, una maniera differente di addentrarsi nelle storie, di argomentare, collegare, mettendo in primo piano gli esseri umani piuttosto che le loro azioni e nient’altro.
Informare il lettore: la saggistica
Parlando di verità, non possiamo non citare la saggistica, genere di libri che si pone come scopo l’informare i lettori su uno specifico argomento, analizzandolo sotto ogni aspetto ma garantendo credibilità e accuratezza, poiché questi tipi di libri si basano necessariamente sulla realtà, su fatti che chiunque può verificare. Il linguaggio è diretto e chiaro, lo stile non prevede infatti un linguaggio evocativo ma diviene strumento per suscitare interesse nel lettore risvegliando il suo senso critico.
Troviamo in questo genere letterario testi filosofici, scientifici, storici, biografici, critici, ma anche libri che toccano argomenti di attualità e costume.
E le autobiografie? Altro tassello dei generi di libri
Ebbene in questo genere letterario l’autore è insieme protagonista e narratore interno. Infatti una autobiografia è scritta in prima persona singolare e tutto si svolge in un tempo passato che è ben definito, nonché ambientato in luoghi reali. I dialoghi sono quasi inesistenti a favore di riflessioni, emozioni, sentimenti, giudizi. Si tratta in fondo di un racconto di vita narrato dal protagonista stesso, disposto a esplorare e condividere la sua intera esistenza o dei periodi di essa per lui significativi.
Nella nostra classificazione di libri non possiamo non citare il diario. È un tipo di testo di carattere ancor più privato, i cui brani sono le pagine, i giorni sono i capitoli, il resoconto del quotidiano spesso puntuale. Ma non dimentichiamo che anche il diario può diventare umoristico quanto drammatico finendo per essere inserito in altri generi letterari.
Proviamo a spaziare nella narrativa: il giallo e i suoi amici
Il termine giallo viene dalla copertina di una collana che vide la luce nel 1929 (ricordate i libri gialli Mondadori?) Di solito, in questo genere di libri abbiamo un delitto o un crimine, si disseminano indizi per tutta la storia e il lettore lavora insieme all’investigatore per risolvere il caso. Enigma, logica, intuito, movente, indizi: un lavoro più profondo rispetto ai sottogeneri, quasi più elegante, ma soprattutto si snoda senza fretta e stimola la nostra razionalità. Uno degli elementi essenziali è che il male venga sconfitto e la giustizia trionfi.
A proposito di sottogeneri, possiamo citare il poliziesco. Il confine è labile, troviamo gli elementi del giallo, ma in questi tipi di libri ci si concentra molto su più delitti e i metodi di investigazione sono più scientifici, inoltre gli investigatori coinvolti possono essere numerosi.
E il noir?
Con il noir siamo al cospetto di un romanzo più cupo, misterioso. In genere si evidenzia la caratterista di una volontà autodistruttiva del protagonista, il quale non è l’investigatore ma il sospettato, o una vittima, o il colpevole. Non è detto che il male vinca sul bene e spesso il principale detective è in piena crisi esistenziale, riflette sui suoi guai in monologhi frequenti. E poi piove di continuo, sui marciapiedi metropolitani e sul degrado ambientale e morale… Non di rado c’è anche una bella donna con dei comportamenti poco chiari a ingarbugliare la storia.
Generi di libri da leggere per rabbrividire
In questa classificazione di libri non poteva mancare il thriller (il termine la dice tutta perché viene da to thrill – rabbrividire). I veri protagonisti della storia sono la tensione, la suspense, la paura e i crimini sono violenti, compiuti spesso da psicopatici o serial killer. Rispetto al giallo, che mette in moto la razionalità, questo genere di lettura fa lavorare i nostri stati d’animo, le emozioni. In base alle ambientazioni ecco che spuntano i sottogeneri come legal thriller, medical thriller e così via.
Si distinguono dal genere horror in maniera netta. In questi tipi di libri l’orrore è protagonista, l’irrazionale si immette nel razionale, alimentando le paure legate alla morte, al buio, alle fobie, facendo risaltare elementi legati sempre al paranormale, al soprannaturale.
Censura e restrizioni: il romanzo erotico
Tra i generi di libri da leggere, incontriamo anche il romanzo erotico, che naturalmente si differenzia da tutto ciò che viene definito hard, poiché qui tutto si gioca sul non esplicito, l’erotismo si respira e la difficoltà vera dell’autore sta nel dosare l’emotività con l’efficacia delle scene: coinvolgimento dei sensi senza inutili descrizioni fini a se stesse. Qui l’erotismo può essere associato a un percorso di conoscenza di se stessi e delle infinite sfaccettature del desiderio, e tra i libri da leggere è stato in passato un genere assoggettato a considerevoli restrizioni.
Nuovi mondi e scenari per il lettore fantasioso: altro aspetto dei vari generi di libri
Andare oltre la realtà alla ricerca di insolite realtà, è là che ci conducono due generi letterari differenti nelle loro caratteristiche ma entrambi capaci di farci visitare nuovi mondi e scenari: la fantascienza e la narrativa fantasy.
La fantascienza ha come tema fondamentale l’impatto che una scienza o una tecnologia (attuale o immaginaria) avrà sulla società o sull’individuo. I personaggi possono essere umani ma anche alieni, robot, cyborg o mutanti. La storia può essere ambientata nel passato, nel presente o ancor più di frequente nel futuro e spesso gli scenari possono anche essere plausibili. In generale nella narrativa fantastica si inseriscono nel mondo reale elementi impossibili. La magia, il mito, la fiaba possono esserne perno su cui ruotano le storie, e tutto si svolge in mondi immaginari.
A proposito della fiaba, anche questo tipo di antica narrativa è ricca di elementi avventurosi e magici (fate, maghi, orchi, streghe, castelli incantati e luoghi terrificanti o meravigliosi) e sebbene sia spesso caratterizzata da un lieto fine, contiene di solito delle lezioni di vita per grandi e piccini.
I giovani adulti e le tana sicura della letteratura
La narrativa per ragazzi, è dedicata ai lettori che stanno percorrendo l’infanzia per poi approdare nell’adolescenza. Può comprendere altre classificazioni di libri, come i romanzi d’avventura, quelli di formazione, i fantasy, le fiabe, la fantascienza e tanto altro, ma essendo storie soltanto ai giovanissimi dedicate, si tratta di tipi di libri che non devono risultare portatori di messaggi diseducativi ma partecipare attivamente al delicato percorso di crescita dei ragazzi, avvincendoli e coinvolgendoli con storie a loro adatte.
Se invece vogliamo parlare di young adult, entriamo nella fascia d’età che va dai 14 ai 18 anni. In questo genere di narrativa, troviamo storie in cui i ragazzi possono riconoscere i loro problemi, le emozioni, i disagi, i sentimenti o le paure di un’età delicata e ricca di contraddizioni. Una letteratura insomma in cui trovare rifugio e conforto.
Azione e avventura: cos’hanno in comune questi generi di libri?
I romanzi d’avventura sono quei tipi di libri che regalano movimento, sfide da superare, osannando il coraggio e la determinazione o ancora quell’ingegnarsi per affrontare e vincere ostacoli e difficoltà (elementi appena visti nelle fiabe anche se in questo caso utilizzati in modo differente). Sono racconti di viaggi temerari e rocamboleschi, storie di guerra o legate allo sport e tanto altro si riveli… avventuroso.
In questa classificazione di libri possiamo considerare un’estremizzazione dei romanzi d’avventura i romanzi d’azione. Tipi di libri dinamici, le cui storie spesso contengono inseguimenti, sparatorie, non c’è mai un attimo di tregua per i poveri protagonisti e tutto va velocissimo lasciando volutamente poco spazio alla psicologia dei personaggi.
Il genere introspettivo/psicologico
Molto affascinante e profondo il genere letterario introspettivo/psicologico. Qui si raccontano stati d’animo, emozioni, pensieri intimi. Le storie si sviluppano in profondità, svelano la psicologia dei personaggi e le loro vulnerabilità, dunque in questi sono libri da leggere se siete amanti più dell’interiorità dei personaggi che della storia in cui si muovono. I veri protagonisti sono i meccanismi mentali, i processi psichici, una narrazione che può fondersi anche con il flusso di coscienza, i monologhi interiori.
Amore, leggerezza, risate o lacrime: generi e sottogeneri della commedia
Potremmo al contrario cercare in un libro un po’ di leggerezza, e anche qui abbiamo l’imbarazzo della scelta. I romanzi di genere umoristico per esempio, seppur con una varietà di stili e di temi, si pongono come obiettivo far ridere il lettore, divertirlo anche mediante circostanze drammatiche mostrate nella loro involontaria comicità: disavventure, situazioni surreali, personaggi buffi e maldestri o eccentrici abitano questi libri regalando sì leggerezza ma a volte anche fornendo motivi di riflessione.
Si tratta in verità di un sottogenere della commedia, genere letterario leggero ma attraente e piacevole per chi ha voglia di relax e cerca distensione quando legge.
Fa parte della commedia anche il romanzo rosa, che narra vicende sentimentali generalmente a lieto fine. L’amore è l’elemento centrale e lo sono gli ostacoli perché sia corrisposto, anche se un vissero felici e contenti è quasi scontato. Tuttavia non è da confondersi con il romance, classificazione di libri che raccontano sì l’amore ma con più attenzione alla psicologia dei personaggi e possono prevedere un finale tutt’altro che lieto. (Per inciso, tra i generi di libri va annoverato anche il romantasy).
Scriviamoci una lettera
Molto intensi e coinvolgenti a livello umano i romanzi epistolari e i romanzi di formazione.
Il primo genere letterario è composto di lettere, uno scambio tra i protagonisti che rende al lettore più semplice comprenderne la psicologia e conoscerne la vera essenza. Una modalità intimistica che offre il privato senza interferenze dell’autore il quale lascia che siano i suoi personaggi a parlare.
Nel romanzo di formazione invece, il protagonista compie un percorso di crescita che lo fa cambiare, c’è una evoluzione, una maturazione ottenuta attraverso esperienze, cadute, errori, incontri, viaggi e tanto altro. In fondo, questo genere di libri può appartenere – a seconda di come si sviluppa – a tanti altri generi, dall’umoristico all’introspettivo e così via di seguito, in base allo stile che si vuol dare alla narrazione.
In conclusione un piccolo appunto
Esiste anche la letteratura mainstream, ovvero non di genere. Si sostiene che la letteratura di genere sia più un fatto consumistico e dunque poco elevata, mentre la mainstream, non catalogabile, secondo questa corrente di pensiero ha una elevatezza differente, è di nicchia.
In realtà tutto è catalogabile, poiché in qualche modo finisce per appartenere a un genere o a un altro. E allora forse possiamo dire che un autore scrive letteratura mainstream solo perché spazia a suo piacimento non temendo contaminazioni e seguendo l’ispirazione del momento ma… parlare di mainstream non significa in qualche modo fare una classificazione di libri dando un nome anche al non classificabile e dunque creando un paradosso?
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