Jason R. Forbus, Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse, Ali Ribelli 2022

Il sentiero degli dèi: un viaggio tra mito, memoria e bellezza nella Riviera di Ulisse

Sul sentiero degli dèi di Jason R. Forbus, pubblicato da Ali Ribelli Edizioni, si presenta come un raffinato omaggio alla Riviera di Ulisse, pur con qualche compiacimento stilistico. Parliamo di quel lembo di costa tirrenica che da secoli incanta viaggiatori, poeti e sognatori.

In questa edizione bilingue (italiano-spagnolo), l’autore non si limita a descrivere un territorio. Compie un viaggio odisseico attraverso storia, mito e dimensione onirica, talvolta indulgendo in una certa ridondanza simbolica.

Sul sentiero degli dèi: un’archeologia dell’anima tra rovine e modernità

Il cuore pulsante della sezione in prosa è il racconto cornice Trovare il cercare, che vede come protagonista il giovane Giovanni Caboto. Attraverso i suoi occhi, il lettore scopre i resti dell’Abbazia di Santo Spirito di Zannone, un gioiello del 1300 oggi “nascosto fra gli squallidi silos di carburante” della raffineria di Gaeta. Questo contrasto stridente tra la “storia grande” e il degrado industriale del dopoguerra — citando esplicitamente l’amministrazione Corbo — serve all’autore per innescare una riflessione sul valore della memoria, a tratti più dichiarata che davvero problematizzata.

Forbus scrive con amarezza e speranza:

Forse, vivere in un Paese traboccante di storia qual è l’Italia pregiudica la nostra capacità di cogliere il fascino dell’antico. Da noi si dà tutto per scontato.

La ricerca di Giovanni non è solo storica, ma diventa metafisica quando, dopo aver sognato scimitarre saracene e monaci coraggiosi, comprende che il vero tesoro non è un oggetto materiale, come la mitica scimitarra di Dragut, ma l’atto stesso della scoperta. Il libro si chiude infatti con una sentenza che è il manifesto dell’intera opera:

Oggi non ho scoperto nessun tesoro, è vero, ma qui ho trovato qualcosa di ben più prezioso: ho trovato il cercare.

Il testo si muove agilmente tra i secoli. Nel racconto Il Tramonto di Sebastiano, dedicato al pittore gaetano Sebastiano Conca, Forbus esplora il tema della vanità dell’arte e il ritorno alle origini. La prosa qui si fa densa, quasi pittorica, nel descrivere il maestro ormai anziano a Napoli che ritrova la pace solo nel ricordo della sua “casa ancestrale” e della spiaggia di Sant’Agostino, dove da bambino “collezionava sogni come conchiglie”. È una scrittura che invita al raccoglimento, ricordandoci che

non guardarsi indietro preclude all’uomo qualsiasi speranza di comprendere da dove viene.

L’intensità della lirica: tra sacro, profano e mito

Se la prosa scava nella storia, la sezione poetica di Forbus si libra nel mito e nella quotidianità gaetana. Le liriche sono cariche di suggestioni marine e simbolismi antichi. In Ulisse e“Circe, l’autore riscrive il distacco tra l’eroe e la maga, trasformandolo in un dialogo di solitudini: «Solitaria è la mia ragione / naufraga di sogni» confessa Ulisse, a cui Circe risponde con la medesima malinconia: «Solitaria è la mia speranza / in questa baia dorata».

Non mancano però tocchi di realismo affettuoso e identitario, come nella celebre Ode alla tiella, dove il piatto tipico diventa un «immancabile passaporto / del popolo gaetano», o nella poesia dedicata a Gaeta, definita una «insolita prigione» che difende il cuore dell’autore «ormai senza più cannoni». La perizia poetica di Forbus sta nel saper nobilitare l’elemento quotidiano elevandolo a simbolo di una resistenza culturale contro l’oblio.

Passaggi come quello contenuto in Il gatto canta messa dimostrano una capacità di sintesi folgorante:

Un gatto canta messa
a schiere di fantasmi.
È l’assenza
a restituirci Dio.

Questi versi restituiscono il senso del sacro che attraversa gran parte del volume: un sacro che non risiede solo negli altari, ma nel silenzio delle rovine e nel vuoto lasciato da chi non c’è più.

Sul sentiero degli dèi ovvero una bussola per il viaggiatore contemporaneo

Sul sentiero degli dèi non è solo una lettura per chi ama il Lazio meridionale, ma anche una possibile bussola per chi si senta un “viaggiatore perduto” nel tempo presente. Jason R. Forbus riesce nell’intento di fondere la historìa greca — intesa come ricerca — con la narrazione fantastica e offre un’opera che ambisce a essere al contempo documento civile e canto d’amore.

L’autore ci esorta a non essere “poveri pazzi” che salpano verso terre lontane senza conoscere la rotta verso casa. La sua scrittura, elegante e accessibile, ci insegna che preservare il passato significa, in ultima analisi, conoscere se stessi. È un libro che può trovare un posto negli scaffali di chi crede ancora che la bellezza, pur nascosta tra i giganti d’acciaio della modernità, possa ancora “trionfare” e portare con sé una luce inestinguibile. Forbus affida al lettore una ‘navicella dell’ingegno’ con cui solcare le onde della propria storia interiore.

Il libro

Jason R. Forbus
Sul sentiero degli dèi: liriche e racconti della Riviera di Ulisse
Ali Ribelli, 2022

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Roberto Russo

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