Isola di smeraldo, Paese verde, terra del trifoglio. Molti sono i nomignoli estasiati e affettuosi con cui l’Irlanda è nota in tutto il mondo. Ma al di là dei suoi paesaggi incantati, della sua natura selvaggia e incontaminata esiste una tradizione letteraria di prim’ordine. Libri e scrittori che non solo hanno lasciato un segno, ma che spesso e volentieri hanno anche indicato quale strada seguire, seducendo in egual misura (poco e nulla conta la latitudine geografica) critici e lettori.
Alcuni dei migliori libri di autori irlandesi secondo noi
Eccovi allora sei indimenticabili romanzi usciti (ovviamente) da altrettante memorabili penne irlandesi. Buona lettura a tutti!
Jonathan Swift – I viaggi di Gulliver
Nato nel 1667 in quello che era allora il regno di Irlanda, Jonathan Swift ebbe modo di esprimere tutta la propria vena polemica grazie a I viaggi di Gulliver. Le avventure del suo protagonista mettono impietosamente a nudo difetti e bassezze del genere umano. Di una società che sembra fare acqua da tutte le parti come un grande bastimento destinato ad affondare nella propria stupidità.
Oscar Wilde – Il ritratto di Dorian Gray
Un altro irlandese doc. Celebre per le sue commedie e il suo irresistibile acume, Oscar Wilde pubblicò Il ritratto di Dorian Gray nel 1890. Il romanzo, con al suo centro un giovane che ha venduto la propria anima al diavolo in cambio di un’eterna giovinezza, venne duramente attaccato dalla critica per la sua immoralità.
James Joyce – Gente di Dublino
Una dei grandi nomi del Novecento a cui si deve un’opera seminale come l’Ulisse. Tuttavia Gente di Dublino rimane il suo libro più accessibile, meno irto di ostacoli per il lettore. Quindici racconti (siamo agli inizi del secolo scorso) in cui James Joyce porta in scena le istanze di un nazionalismo votato alla lotta. Alla piena affermazione di sé. La raccolta fu ripetutamente rifiutata dagli editori e l’autore dovette penare a lungo prima di vederlo stampato.
Flann O’Brien – Una pinta di inchiostro irlandese
Un libro impossibile da descrivere. Un romanzo che diventa parodia e pastiche di diversi generi letterari. Pubblicato nel 1939, Una pinta di inchiostro irlandese fu salutato da critici e illustri colleghi (citiamo al volo James Joyce) come l’opera di un vero scrittore.
Samuel Beckett – Molloy
Celebre per i suoi drammi teatrali (in primis Aspettando Godot), Samuel Beckett scrisse anche un romanzo diviso in due parti dove i protagonisti danno vita a lunghi monologhi. Molloy inizia con un uomo che si ritrova nella stanza dove è morta la madre, senza però ricordare come la donna sia deceduta e perché lui si ritrovi proprio lì. Un romanzo certamente non fatto per i lettori più tradizionalisti.
Edna O’Brien – Ragazze di campagna
Il romanzo fa in verità parte di una nutrita trilogia in cui Edna O’Brien esplora il mondo femminile e gli ostacoli che due giovani donne, una volta lasciato il convento in cui hanno studiato, incontrano sul cammino della loro emancipazione. Ragazze di campagna fu guardato in tralice dai benpensanti dell’epoca, ma l’opera della O’Brien, nonostante alcuni attacchi da parte dei critici più conservatori, seppe conquistarsi l’affetto imperituro del pubblico.
Via | Mentalfloss
Foto | Depositphotos







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