Nella selva di pubblicazioni su san Francesco che escono in occasione dell’ottavo centenario della sua morte, che culminerà nel 2026 con moltissime (troppe?) celebrazioni, ho particolarmente apprezzato Un corpo conteso di Felice Accrocca. In libreria per le Edizioni Porziuncola, il breve saggio ha per sottotitolo Gli ultimi giorni di Francesco.
Il corpo conteso: un’angolazione inedita
L’autore mette subito in chiaro l’argomento del suo studio:
È bene evitare subito ogni fraintendimento e chiarire che questo non è un libro dedicato alla morte di Francesco e quindi nulla, o quasi, dice della maniera in cui il Santo si preparò a quel passaggio e di come fu da lui effettivamente vissuto. È piuttosto un libro dedicato al modo in cui altri si posero di fronte a tale avvenimento e, nello specifico, i suoi concittadini, bramosi d’impossessarsi d’un corpo – indubbiamente reliquia preziosa – e perciò timorosi di perderlo, per un motivo o per l’altro.
Questa scelta è tanto più preziosa, se si considera che sulla morte di Francesco la storiografia ha già prodotto ricerche approfondite, volte a comprendere come il Santo visse il passaggio finale della sua vita. Accrocca, invece, decide di voltare lo sguardo altrove. Non verso Francesco moribondo, ma verso le trame, spesso sottili e complesse, che vennero tessute intorno a lui negli ultimi giorni. Trame in cui l’esile e debole corpo del Poverello divenne rapidamente oggetto di contesa.
Non è una scelta scontata, anzi – come emerge dalla lettura – si tratta di un’angolazione poco frequentata dall’agiografia tradizionale. Accrocca propone dunque un approccio rigoroso dal punto di vista storiografico, ma accessibile anche a un pubblico di lettori non specialisti, proprio per affrontare queste “trame” e chiarire come e perché il corpo di Francesco suscitasse tale bramosìa.
Un buon libro, ma…
Si tratta senza dubbio di uno studio particolare che affronta un argomento poco trattato dall’agiografia, come lo stesso autore segnala nell’Introduzione in cui fa brevemente il punto sullo stato dell’arte a tal proposito. Tuttavia, al termine della lettura resta quasi un leggero senso di insoddisfazione.
È pur vero che “queste pagine ambiscono a raggiungere un pubblico più vasto che quello dei soli specialisti” ma è altrettanto vero che forse l’autore è stato un po’ timoroso nel portare avanti le ricerche. Com’è forse naturale che sia, Felice Accrocca non è riuscito a deporre del tutto le proprie vesti episcopali e indossare quelle dello storico.
Lodevolmente mette in luce la stucchevole agiografia che accompagna l’Assisiate (“sappiamo bene, del resto che quando [Francesco] voleva sapeva farsi rispettare, anche con impennate di carattere in netto contrasto con la visione dolciastra che tanta facile letteratura ha finito per dare di lui”) però quando si arriva al cuore dell’argomento (la contesa del corpo del Santo) ci si limita a una mera esposizione dei fatti. Avrei forse approfondito un po’ più l’ultimo capitolo – Un corpo glorificato (e mitizzato) – esaminando anche le esagerazioni attorno al corpo di san Francesco.
L’iniziativa “San Francesco vive” (?)
E parliamo non solo di quelle dei suoi concittadini di allora, ma anche delle altre nel corso dei secoli fino ai giorni nostri. Un esempio emblematico è il recente annuncio della “prima ostensione pubblica prolungata delle spoglie mortali del Santo di Assisi”, salutato come “un evento storico per il Centenario Francescano” e radicato “nel tema evangelico del seme che muore per portare frutto nell’amore e nella fraternità”.
L’ostensione, prevista dal 22 febbraio al 22 marzo 2026 presso la Basilica di san Francesco, rappresenta effettivamente un momento di forte carica simbolica e devozionale. Il corpo del Santo sarà spostato dalla cripta e deposto ai piedi dell’altare papale della chiesa inferiore. È un’occasione, certamente, per toccare con mano la concretezza della fede francescana, ma è anche un evento che racchiude in sé la medesima dinamica affrontata da Accrocca nel suo saggio: il corpo del Poverello trasformato in oggetto di venerazione pubblica, di rappresentazione simbolica, di narrazione agiografica.
Un corpo conteso, ancora
Proprio in questa prospettiva, il libro di Accrocca avrebbe potuto offrire una riflessione ancora più profonda sulle dinamiche attraverso cui il corpo di Francesco – nella storia e ancora oggi – viene reinventato, mitizzato e ri-appropriato secondo le necessità spirituali, politiche e narrative di chi vi si accosta.
Uno studio che rimane comunque utile e stimolante, ma che lascia qualche domanda ancora aperta.
Il libro
Felice Accrocca
Un corpo conteso. Gli ultimi giorni di Francesco d’Assisi
Porziuncola, 2025
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