Pseudonimo: 6 celebri scrittori che hanno nascosto la propria identità

Che cosa spinge uno scrittore a cambiare improvvisamente nome? A nascondersi dietro ad uno pseudonimo? A una firma “inventata”?

La storia della letteratura e dell’editoria pullula di autori che, per i motivi più svariati, hanno preferito cambiare identità e siglare le loro opere con un nom de plume. Scopriamo allora alcuni di questi celebri autori che, nel corso della loro carriera (spesso contrassegnata dal successo ma anche, ricordiamolo, dalla polemica), hanno voluto giocare a nascondino!

Stephen King

A cavallo degli anni ‘70 e ‘80, gli editori, per non inflazionare troppo il mercato, chiedevano ai loro autori di non pubblicare più di un libro l’anno. Stephen King, che non era d’accordo con questa scelta editoriale, decise di pubblicare altri titoli sotto lo pseudonimo di Richard Bachman. Il pubblicò, però, subodorò il trucco e la vera identità di Bachman/King venne rapidamente smascherata.

J.K. Rowling

Robert Galbraith è lo pseudonimo scelto dalla Rowling per il suo secondo libro, scritto e pensato per un pubblico più maturo. Il romanzo tuttavia venne rifiutato da più editori e quando la sua vera identità venne scoperta, la scrittrice difese caldamente le ragioni che l’avevano guidata in tale scelta. Il successo e il clamore richiedono a volte una maschera dietro cui nascondersi!

Joyce Carole Oates

A quanto pare anche la Oates ama celarsi dietro gli pseudonimi. Alcuni dei suoi  libri sono usciti infatti sotto lo pseudonimo di Rosamond Smith, altri sotto quello di Lauren Kelly, creando così qualche malumore nel mondo letterario d’oltreoceano. La ragione che muoveva la mano di Joyce Carole Oates era però nobile: capire l’atteggiamento della critica nei confronti delle sue opere (nuove e vecchie).

Isaac Asimov

Tutto ebbe iniziò quando Isaac Asimov iniziò a scrivere per la tv, scegliendo per l’occasione uno pseudonimo: Paul French. Il progetto televisivo naufragò, ma il nom de plume rimase. Lo scrittore, infatti, firmò con quel nome altri cinque romanzi. La verità sulla sua reale identità dell’autore di Viaggio allucinante trapelò solo qualche anno dopo!

Agatha Christie

Un segreto durato vent’anni che permise alla regina dei gialli di ritagliarsi uno spazio romantico, lontano da omicidi e assassini. Quattro lustri durante i quali Agatha Christie poté scrivere irresistibili storie d’amore sotto lo pseudonimo di Mary Westmacott.

George Orwell

L’autore di 1984 aveva un vero e proprio debole per gli pseudonimi. Così non ci sorprende scoprire che per il suo esordio nel mondo letterario abbandonò il suo vero nome Eric Arthur Blair per quello di George Orwell. Una scelta fatta forse per non imbarazzare i borghesissimi genitori che, come ricorda la sorella dello scrittore, rimasero piuttosto sorpresi dalla tematiche affrontate dal figlio in Senza un soldo a Parigi e Londra. Il titolo dice tutto!

Foto | DepositPhotos

Giorgio Podestà

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