Pineta e Pisa. Primavera 2025.
Piomba libera tutti
Il barista matematico 57enne Massimo Viviani va dal notaio Birindelli, primo palazzo accanto allo splendido riposante Giardino Scotto di Pisa. È morto Aldo, a novant’anni, investito da una bicicletta sulle strisce pedonali.
Trova anche la giovane spigliata avvenente Tiziana Guazzelli, tutti e tre soci e comproprietari a Pineta della CrostataGranata s.r.l., cogestrori del BarLume e dell’attiguo ristorante Bocacito.
Aldo li ha nominati eredi universali, con qualche specificazione: a Massimo le quote e alcuni libri; a Tiziana l’appartamento; la preziosa collezione di dischi da vendere a chi negli anni ne aveva fatto richiesta; l’ammontare del conto ai giovanissimi figli di Massimo, Matilde ormai due anni (con la quasi 41enne “compagna” vicequestora Alice Benedetta Martelli), e di Tiziana, Michele poco più di un anno (con il marito Marchino, sommelier bravo di vini e bimbi).
I quattro vecchietti sono rimasti in tre.
Un omicidio
Fatto sta che l’appartamento è occupato da ragazzi asserragliati nella casa sfitta, che l’elenco dei musicologi appassionati è lungo e implica varie escursioni a Pisa, soprattutto che nel capoluogo hanno strangolato una tizia in garage e Alice subito si precipita.
Si chiamava Giada Meini, 60 anni, nessuno la poteva sopportare. Abitava nel relativo condominio, metteva i bastoni fra le ruote in ogni spazio per ogni scelta comune e ricattava. Lavorava alle Poste, apriva la corrispondenza e ricattava.
La vicequestora (esperta di fisica, economia e legge) si è lussata e cammina con la stampella, le telecamere nei garage sono disattivate (colpa della stessa Giada), tutti avrebbero voluto e tanti avrebbero potuto ucciderla.
Il barrista si dà come sempre da fare per affrontare e risolvere tutti i “casi” su cui inciampa: rendere libero l’appartamento per l’amica socia, collocare dischi, consolare e far giocare comunque a carte i tre coetanei di Aldo, gestire figlia e locale, individuare il colpevole. Ci arrivano insieme con Alice, per strade parallele e diverse.
I gradevoli cosy crime di Marco Malvaldi
Lo scienziato scrittore (già allievo di conservatorio e buon pongista) Marco Malvaldi (Pisa, 1974) è una garanzia di piacevole divertente intrattenimento giallo.
In Piomba libera tutti tornano gli spassosi toscanacci apparsi nel 2007 e già protagonisti di precedenti dieci romanzi e di oltre una decina di racconti, mentre i connessi vari episodi televisivi (Sky) hanno sceneggiature originali e tracce ormai autonome.
Approssimate tutte le età dichiarate, evolvono con i romanzi e ormai ci si avvia allegramente ai centenari, anche se la vita è dura pure per gli attori.
Stile e struttura del giallo Piomba libera tutti
Come sempre, la narrazione cartacea è in terza varia al passato (soprattutto su Massimo e Alice), ancora una selva (sempre meno oscura) di dialoghi, arguti ed esilaranti, all’interno del BarLume e nei vari separati contesti, questa volta (finalmente) molto anche a Pisa:
non è una città… è un’esperienza… novantamila persone, di cui la metà sono studenti universitari… settemila esseri umani nuovi ogni settembre che passano qui il periodo fra i venti e i venticinque anni.
Scopriamo angoli e percorsi inconsueti e godibili.
Il titolo – Piomba libera tutti – rimanda a una frase dell’investigatrice sul gioco a nascondino: tanti stringono alleanze e fanno tattiche, il primo che è stato beccato perde e conta … a meno che non arrivi qualcuno, all’ultimo, che fa piomba libera tutti, quello che prima contava rimane al muro.
Via via emergono così i tanti possibili colpevoli, personaggi “interessanti”, descritti con arguzia e originalità.
La squadra investigativa è funzionalmente corale, anche con l’agente Mostacci; il mistero si risolve con misura e sensibilità sociale, commentando ad alta voce quanto più possibile di tutti.
Aldo lascia a Massimo la magnifica collezione di Asterix, non se ne accorge subito, poi esulta.
Segnalo la Campana del Re che ormai si può attivare dal cellulare.
Uno dei due fratelli che sostituiscono l’amico scomparso a briscola si chiama Vermentino, a scuola l’abbreviativo non era Tino.
Evviva la tradizione (non solo italiana) del giallo umoristico (cozy), ove spesso come qui prevalgono garbo, leggerezza, cultura e sorriso (per quanto abbastanza noir e criminali). Per la Bomba si brinda con il Cristal.
Le musiche del personaggio direttore d’orchestra non sono granché, meglio Renato Zero.
Il libro
Marco Malvaldi
Piomba libera tutti
Sellerio, 2025
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