Edward Prime-Stevenson (1858-1942)

La battaglia culturale di Edward Prime-Stevenson tra America ed Europa

Edward Prime-Stevenson (1858-1942) aveva lo spirito del pioniere. La determinazione di chi, sapendosi nel giusto, affronta a testa alta l’avversario.

Nato in una famiglia religiosa del New Jersey, spronato a seguire studi di legge, ma con l’amore per la letteratura sempre vivo nel sangue, Prime-Stevenson esordì nel mondo letterario con una serie di libri per ragazzi. Romanzi di successo che gli consentirono di apparire sulla primissima edizione del Who’s Who in America. Tuttavia il giovane autore puntava ad altro.

Edward Prime-Stevenson e il coraggio di scrivere l’inesprimibile

L’ambiente americano puritano e perbenista sembrava soffocarlo, stringerlo in una morsa senza via di scampo. Decise, così, di trasferirsi in Europa e iniziarvi una nuova vita (soggiornò spesso anche a Capri, dove frequentò la villa dello scandaloso e irresistibile Jacques Fersen).

Con lo pseudonimo di Xavier Mayne, lo scrittore nel 1906 pubblicò a Napoli il suo libro forse più celebre: Imre: a Memorandum. Uno dei primi romanzi a parlare apertamente e senza peli sulla lingua di omosessualità.

Dall’America a Capri: un autore in fuga dal conformismo

Una storia d’amore tra un ufficiale ungherese e un aristocratico inglese in fuga dal proprio paese che, pur tra mille difficoltà, culmina in un inconsueto e ben augurante lieto fine. Scelta quasi rivoluzionaria per quegli anni tanto ottusi quando ogni forma di eterodossia veniva messa brutalmente all’indice.

Non pago, due anni dopo, Prime-Stevenson, che aveva fatto dell’Italia il proprio paese d’adozione, si imbarcò in un progetto ancora più ambizioso sull’omosessualità. Un lungo e dettagliato saggio pronto a refutare pregiudizi e castronerie vecchie di secoli, glorificando – sotto molteplici aspetti – l’esclusivo rapporto d’amore che può nascere tra due uomini.

Vero e proprio paladino della similsessualità, Edward Prime-Stevenson prese il toro per le corna, affrontando a muso duro il pubblico dell’epoca.

A lui (e scusate se è poco) il merito di essere stato il primo autore americano a scrivere con mano ferma e sguardo risoluto di tematiche fino ad allora grossolanamente bandite dal mondo editoriale. Un ostracismo pesante e inaccettabile che l’autore di Imre, senza mai tentennare, minò sapientemente dal di dentro.

Foto | SconosciutoUnknown, Public domain, da Wikimedia Commons

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Giorgio Podestà

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