libri che fanno riflettere

Libri che fanno riflettere: una selezione di sei titoli imperdibili

I libri che fanno riflettere ci accompagnano in viaggi profondi attraverso la memoria, la natura, la cultura e l’ambiente. In questa raccolta trovate sei titoli che spaziano da corrispondenze private a racconti storici, da riflessioni sull’ecologia a narrazioni universali. Ogni libro offre spunti preziosi per guardare il mondo e la nostra vita con una prospettiva rinnovata.

Libri che fanno riflettere: sei titoli imperdibili

Scopri, attraverso le brevi recensioni di Valerio Calzolaio, sei proposte di lettura che non solo intrattengono, ma invitano a riflettere su temi importanti e universali.

Vi scriverò ancora

Roma-Porto Empedocle. 1949-1960.

L’immenso scrittore Andrea Calogero Camilleri (Porto Empedocle, Agrigento, 6 settembre 1925 – Roma, 17 luglio 2019) lasciò la Sicilia nel 1949 e si trasferì nella Capitale. Grazie a una borsa di studio fu ammesso all’Accademia Nazionale di Arte Drammatica per studiare regia sotto la guida di Silvio d’Amico e, soprattutto, di Orazio Costa.

Fino al 1960 spedì tante lettere alla madre, Carmelina Fragapane, e al padre Giuseppe, circa duecento (da loro conservate), raccontando dettagliatamente e puntigliosamente come viveva e cosa gli accadeva, “rendiconti” di “tutto quanto”.

La raccolta “Vi scriverò ancora” costituisce così una “specie di carosello”, introdotta con competenza e passione dal maggior studioso dell’autore, il professor Salvatore Silvano Nigro, e da una nota delle tre figlie, che hanno iniziato il recupero dell’intera documentazione cartacea inerente l’attività del padre, ben 200 faldoni conservati per lo più nel garage di casa. Evviva.

Andrea Camilleri
Vi scriverò ancora. Lettere alla famiglia 1949 – 1960
a cura di Salvatore Silvano Nigro, con la collaborazione di Andreina, Elisabetta e Mariolina Camilleri
Sellerio, 2024

La lingua di Leopardi

Recanati e varie città italiane. 1798-1837.

La lettura di qualsiasi cosa Giacomo Leopardi abbia scritto è alimento per il proprio pensiero e la vita di relazione. Qui il competente studioso (a Siena) Alessio Ricci (Roma, 1971) illustra in modo peculiare e originare gli scritti di Leopardi, arricchendo l’apposita collana destinata agli studenti dei corsi universitari di Storia della lingua italiana e di linguistica (e interessante per tanti altri sapiens).

Seguendo un consolidato modello didattico, “La lingua di Leopardi” è strutturato con meticolosa passione in due parti, la prima dedicata alla grammatica, alle parole e all’architettura dei testi, la seconda a un’antologia commentata delle opere sia in versi che in prosa, di vario genere. Ricca bibliografia, ottimi indici dei fenomeni e delle forme oltre che dei nomi.

Segnalo l’avverbio “forse”, in particolare nel “Canto notturno” la reiterata parola-chiave ci dice tutti i dubbi del pastore e, con triplice anafora, chiude la poesia.

Alessio Ricci
La lingua di Leopardi
Il Mulino, 2024

Una Francia sconosciuta

La Francia di fiumi e canali, da nord a sud, poi a est tramite il canale del Midi. Decenni fa.

Il grandissimo Georges Simenon (Liegi, 1903 – Losanna, 1989) era di origine bretone, belga di nascita, francese d’adozione; ebbe varie mogli, quattro figli, diecimila donne (secondo i propri stessi vaghi ricordi), duecento pipe. Col proprio nome e vari pseudonimi scrisse tantissimo, molti gialli e noir, la serie Maigret (75 romanzi e almeno 26 racconti), migliaia di racconti, interviste, inchieste, prefazioni, memorie. E deliziosi reportages giornalistici, di cui “Una Francia sconosciuta” è il sesto volume.

Raccoglie cinque articoli, due usciti su un settimanale nel 1931, uno sul Figaro nel 1934, uno su un altro settimanale nel 1937, l’ultimo sull’Humanité nel 1977. Nella primavera 1928 aveva fatto un primo lungo giro con la giovane moglie Tigy, replicato nel 1931 sulla sua nuova grande barca, l’Ostrogoth, a bordo un fotografo (qui riprodotte oltre una sessantina delle belle immagini).

Georges Simenon
Una Francia sconosciuta o l’avventura tra due sponde
Traduzione di Maria Laura Vanorio
Nota finale di Ena Marchi
Adelphi, 2024

Storia di Venezia

Alto Adriatico. Quasi mezzo secolo fa il visconte di Norwich John Julius Cooper (1929-2018) narrò la “Storia di Venezia”, qui dalla controversa fondazione fino all’età d’oro.

Ogni evento viene coniugato con spazi noti, sempre un’acquosa impressione di grandezza e laboriosa resistenza, opere e armi associate a notevoli novità nelle forme istituzionali e nel rapporto dei cittadini con il potere. La Repubblica di Venezia seppe restare veramente indipendente e ferma in sé stessa per più di mille anni, più di qualsiasi altro governo. I suoi cittadini mantennero sempre diffidenza, “una fobia per il più tenue sintomo di culto della personalità”, restati apparentemente estranei al sistema feudale, tra espansione urbanistica e governanti, fatti bellici e organizzazione civica, opere d’arte cittadine e innovazioni economiche.

L’autore precisa di continuo che non è “erudito” e non ha la pretesa di uno studio accademico. Una ventina di capitoli, l’elenco dei dogi, bibliografia e indice dei nomi.

John Julius Norwich
Storia di Venezia. Primo volume. Dalle origini al 1400.
Traduzione Aldo Sparagni
Sellerio, 2024

Intuizione selvaggia

Dal Sudafrica verso molto resto del mondo. Settantamila anni fa e negli ultimi decenni.

Craig Foster (Cape Town, 1970) è un esperto naturalista, fotografo e documentarista, soprattutto cerca di vivere e operare come un selvatico vulnerabile permeabile sapiens anfibio, in parte sulla terraferma e in parte nell’acqua (da cui il titolo inglese). Ha nuotato coi coccodrilli nella palude-delta in Botswana, ha frequentato per un anno un amico polpo (comune) con suo figlio Tom sull’oceano davanti casa (False Bay, Capo occidentale), ha scoperto otto specie di gamberetti (una intitolatagli), ha girato per caverne marine ragionandoci col grande Henshilwood (Blombos Cave), ha fondato il Sea Change Project per proteggere la vita marina e le foreste oceaniche di alghe, ha vinto importanti premi di naturalismo cinematografico, cose così di cui trovare affascinante traccia in “Intuizione selvaggia”, una preziosa straordinaria testimonianza sulle possibili sintonie naturali, guida pratica di tracking.

Craig Foster
Intuizione selvaggia. Abbraccia la tua anima ancestrale e impara dalla natura come vivere in equilibrio nel mondo di oggi
Traduzione di Sara Caraffini
HarperCollins, 2024

Ambiente, ordinaria bellezza

Terra. Ultimi decenni. “Ambiente, ordinaria bellezza” è il racconto del contesto che con i sapiens si è fatta storia, cultura, vita, economia e potere. L’ambiente planetario oggi soffre a causa di ricchezze malamente prodotte, concentrate in pochi paesi e in poche mani, di troppa e diffusa povertà. La distruzione degli ecosistemi, la perdita di biodiversità e la crisi climatica, sempre più evidenti, lacerano assetti economici, sociali e culturali, impattano su insediamenti, legami e infrastrutture, sulla vita di miliardi di persone, e impongono un cambiamento di paradigma dello sviluppo.

Attraverso 17 termini (da ecologia a sentieri, compresi alberi e isole, fiumi e deserti, radici e fuochi, noi e gli altri), l’esperto storico ecologista modenese Vanni Bulgarelli (Carpi, 1952) tratteggia con parole e immagini (straordinaria la Corsica) frammenti di vite ed ecosistemi, tra curiosità, fatti, dati e intricate intrecciate storie, percorsi che riconnettono le realtà del nostro quotidiano.

Vanni Bulgarelli
Ambiente, ordinaria bellezza. Breve glossario sull’ambiente naturale e l’uomo nei tempi della crisi climatica
Artestampa, 2022

Libri che fanno riflettere: conclusioni e spunti finali

Questi libri, ognuno a modo suo, offrono riflessioni profonde su temi personali e collettivi, invitandoci a esplorare il mondo e noi stessi con occhi nuovi.

Foto | RostyslavOleksin via Depositphotos

Disclaimer. Su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e parole ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

Valerio Calzolaio

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