Non sempre il talento va di pari passo con la fama. Vi sono artisti di squisito ingegno che, nonostante la loro innegabile importanza, il loro indiscutibile prestigio, rimangono eternamente in ombra. Nascosti dietro il frastuono di nomi meno dotati, ma sfacciatamente più rumorosi o ingordi. Questo sembra essere l’ingrato destino dello scrittore austriaco Peter Altenberg (1859-1919) che, ammirato un tempo da colleghi della statura di Karl Kraus e Arthur Schnitzler, sfugge oggi all’attenzione generale.
Eppure la sua penna ruba irrimediabilmente il fiato, i suoi ritratti femminili, dalle pennellate profonde e delicate come tanti irresistibili acquerelli, hanno una incisività poetica che non sembra temere rivali, così le sue inviolabili evocazioni dell’infanzia. Quelle epifanie di passaggio elegantemente racchiuse in un guscio di sole. Un istante profumato che, sbocciando, diventa (e non potrebbe essere certo diversamente) subito passato. Nostalgia e, forse proprio per questo, un frammento di eternità. Un brivido di luce chiamato a illuminare repentinamente il buio. L’oscurità che, non vista, avanza già all’alba.
Chi era Peter Altenberg? Il talento che sfugge alla fama
Povero, estroso, spesso e volentieri celato sotto un gran cappello a tesa larga e con ai piedi un paio di vecchi sandali, Peter Altenberg era senza ombra di dubbio una delle figure più inconsuete e straordinarie di quella Vienna tanto ricca di fermenti e genialità da abbagliare a cavallo di due secoli il mondo. Un crepuscolo degli dei. Un finis Austriae che, dalle proprie fiamme destinate a travolgere tutto e tutti, ci regala ancora il miracolo estremo dell’arte: dalla musica di Gustav Mahler ai quadri di Gustav Klimt, dalle brevi indimenticabili prose di Peter Altenberg ai mille racconti di Stefan Zweig.
I suoi libri in italiano: una poesia in prosa
Libri di Peter Altenberg disponibili in italiano:
- Favole della vita. Una scelta dagli scritti, a cura di Giuseppe Farese, Adelphi.
- Ashanti (racconti), traduzione di Paola Cesaroni, Edizioni Studio Tesi.
- Per le strade di Vienna, Passigli.
- Ciò che mi porta il giorno, L’argonauta.
Foto | WikiCommons







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