Vi sono libri e libri e su questo, immagino, siamo tutti più o meno d’accordo. La stragrande maggioranza dei romanzi che vengono pubblicati e letti hanno una vita piuttosto breve. Spesso e volentieri sono bestseller che hanno dominato le classifiche dei libri più venduti, certo, ma questo non li trasforma automaticamente in un classico. Anzi mi spingerei a dire, senza timore di smentita, che raramente lo diventano.
Un classico, si sa, vince invece la prova del tempo, supera confini e contingenze e a distanza di secoli continua a parlare (ininterrottamente) al cuore dell’uomo. Un dialogo vivo e senza fine, destinato a rinnovarsi di generazione in generazione.
Il termine classico a volte, ammettiamolo senza per questo arrossire, spaventa il lettore, lo allontana, crea una sorta di barriera invisibile. Prendere in mano certi volumi può essere indubbiamente impegnativo e il tempo, che è ormai sempre più tiranno, ci è sempre più nemico, sembra remare sfacciatamente contro. Tuttavia esistono dei titoli che possono essere letti anche solo in una manciata di ore o magari in un fine settimana.
Classici da leggere in un fine settimana: la nostra selezione rapida
Eccovi allora una piccola, rapidissima guida che vi aiuterà a scegliere, tanto per iniziare e prenderci così gusto, il vostro classico del cuore. Buona lettura!
Robert Louis Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde (1886)
Un titolo che ha ripetutamente ispirato il piccolo e il grande schermo. Una storia sinistra che punta soprattutto i riflettori sulla duplicità del cuore umano. Su quella sua natura divisa, costantemente in bilico tra luce e oscurità, bene e male. L’altra faccia della luna (basta in verità poco per ribaltarla) trova in questa avvincente narrazione di Stevenson il suo luogo d’elezione.
Lev Tolstoj, La morte di Ivan Il’ič (1886)
Un breve romanzo in cui la morte diventa una presenza costante, trasformando lo scritto di Tolstoj in una profonda meditazione sulla transitorietà dell’esistenza e dei suoi valori essenziali. Una sorta di j’accuse nei confronti di un’umanità cieca che spesso e volentieri persegue risultati vuoti e di facciata, come del resto ha sempre fatto Ivan Il’ič un mediocre ufficiale della Corte di giustizia, che dopo tanta banalità e dabbenaggine, si trova di fronte alla fine della propria misera esistenza.
John Steinbeck, La perla (1947)
È la storia di un povero pescatore di perle che per salvare la vita del figlio, punto da uno scorpione, affronta le profondità del mare dove scova una perla enorme, dal valore inestimabile. Tuttavia il destino avrà in serbo per il povero Kino ben altre amare sorprese.
Shirley Jackson, L’incubo di Hill House (1959)
Eleanor Vance si unisce a un gruppo di studiosi di fenomeni paranormali determinati a venire a capo di alcune misteriose presenze in una vecchia casa. Il soggiorno della variegata combriccola, tra manifestazioni inquietanti e suggestioni terrifiche, è destinato a irretire sempre più il lettore in una serie di intricatissime congetture.
Italo Calvino, Le cosmicomiche (1965)
Una raccolta di racconti umoristici e fantastici che hanno come proprio perno l’universo, l’evoluzione, il rapporto tra tempo e spazio; storie tutte narrate dall’anziano Qfwfq. Un viaggio irresistibile, vasto, surreale che non può non sedurre chi legge. Il libro, lo ricordiamo en passant, raccoglie per la prima volta in un unico volume i racconti scritti da Italo Calvino a metà anni ’60 per alcune testate giornalistiche tra cui Il Giorno.
Via | Big Think
Foto | Depositphotos
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