Il messaggio del Natale, per sua natura, è un invito alla riflessione profonda, e le frasi di Natale di Paolo VI (Giovanni Battista Montini) offrono una prospettiva unica e potente su questo mistero.
Pontefice che ha guidato la Chiesa attraverso il Concilio Vaticano II, Paolo VI ha saputo coniugare la teologia più alta con le urgenze sociali dell’uomo moderno. Le sue parole ci ricordano che il Natale non è solo una dolce ricorrenza, ma una vera e propria scelta che tocca il cuore dell’umanità, invitandola alla pace, all’umiltà e a una fratellanza più “vera e operante”.
Frasi di Natale di Paolo VI
Ecco una raccolta delle più belle e profonde riflessioni di Paolo VI sul Natale, estrapolate dai suoi radiomessaggi e dalle sue omelie.
- A Natale celebriamo il Signore Gesù Cristo che si fa vicino e povero per noi.
- La bontà di Dio! Dio è buono! Questo è il messaggio del Natale; questo il tema di riflessione che il Papa dà ai fedeli. Ricordino essi di continuo la bontà di Dio; e che in Gesù Cristo ciascuno di noi è stato pensato, ciascuno di noi è amato.
- Il Natale è una scelta: una scelta per Cristo! Dobbiamo noi, tutto considerato, cioè valutando la vita nelle sue supreme espressioni, stare per Cristo? Bisogna decidere.
- Bisogna avere il culto della vita nelle sue forme più deboli, più innocenti, più essenziali.
- La vera saggezza è nella pace; e la vera pace è nell’alleanza dell’amore.
- Volete che il Natale sia buono davvero? Dategli il suo autentico valore spirituale e riconoscetegli la sua profonda esigenza umana. Rendetelo pio e affettuoso, e lo renderete buono.
- L’umiltà; è questa la lezione fondamentale del mistero di Dio fatto uomo, ed è questa la medicina prima di cui abbiamo bisogno.
- Questo è il nostro messaggio, il Nostro augurio è di fratellanza. Di fratellanza, uomini che Ci ascoltate; di fratellanza più vera, più operante, più universale di quella che già unisce gli uomini fra loro. Di fratellanza!
- Ascoltate veramente il messaggio di pace, che il Natale riporta agli uomini, che sono tuttora oggetto della benevolenza divina. Verificate la direzione dei vostri passi! Voi state forse di nuovo sbagliando strada! Fermatevi e riflettete.
- Cristo ci aspetta e Cristo è l’ aspettato. E chi scoprirà questa attesa, riavrà la gioia dei pastori di Betlemme… Perché Cristo non è lontano. Chi lo vuole, lo può riscoprire. E chi lo riscopre, lo deve scegliere.
- Il nostro invito chiama essenzialmente… al rinnovamento interiore e alla riconciliazione nel Cristo. Ne va la salvezza degli uomini, ne va la loro felicità completa.
- Bisogna ridestare nel cuore di carta, di ferro e di cemento dell’uomo moderno il palpito della simpatia umana, dell’affetto semplice, puro e generoso, della poesia delle cose native e vive, dell’amore.
Il palpito dell’amore nel Natale moderno
Le frasi di Natale di Papa Paolo VI risuonano con una forza sorprendente ancora oggi. Il Pontefice, parlando alla “Chiesa che è ritornata giovane” dopo il Concilio, ci ha lasciato un monito: la Natività è la festa della bontà di Dio e dell’umiltà che cura l’uomo moderno. È un invito a scegliere Cristo e a preferire l’amore alla facilità dell’odio, risvegliando il “palpito della simpatia umana” nei nostri cuori, spesso fatti di “carta, di ferro e di cemento”.
Foto | Catholic News Service, Public domain, da Wikimedia Commons







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