In Italia il suo nome è ancora poco noto, ma in Russia Boris Akunin è una vera e propria istituzione letteraria.
Chi è Boris Akunin? Il maestro del giallo russo che ha conquistato milioni di lettori
Dietro questo pseudonimo si cela Grigorij Šalvovič Čhartišvili, scrittore, saggista, traduttore e studioso della cultura giapponese, capace di reinventare il romanzo giallo russo e renderlo un fenomeno di massa. Le sue opere uniscono trame avvincenti, eleganza stilistica e un raffinato gusto storico che lo collocano tra gli autori più letti e apprezzati del mondo russofono.
Dall’amore per il Giappone alla scrittura
L’interesse di Čhartišvili per l’Oriente nasce durante l’adolescenza, dopo la lettura di un libro sul teatro kabuki. Da quel momento, la cultura giapponese diventa una passione che lo accompagnerà per tutta la vita.
Dopo gli studi superiori con indirizzo linguistico, entra all’ISAA (Istituto di Studi Asiatici e Africani dell’Università Statale di Mosca), dove si laurea nel 1979 in storia e cultura giapponese. Durante gli anni universitari visita per la prima volta il Giappone, esperienza che rafforzerà la sua vocazione orientalista.
Traduttore e curatore editoriale
Il primo impiego è presso la casa editrice Russkij Jazyk per la quale traduce testi tecnici dal giapponese, ma è il suo passaggio alla prestigiosa “Letteratura Straniera” di cui diventerà vicedirettore a segnarne definitivamente la carriera. Traduce opere di grandi autori giapponesi come Yukio Mishima e Kōbō Abe, ma anche dall’inglese e cura l’Antologia della letteratura giapponese, punto di riferimento per lettori e studiosi.
L’invenzione di Boris Akunin e il detective Erast Fandorin
Il 1998 può essere considerato l’anno della svolta, quando pubblica i primi romanzi della serie Nuovo poliziesco, con protagonista Erast Fandorin, elegante e geniale investigatore nell’Impero russo di fine Ottocento. I titoli La regina d’inverno, Gambetto turco, Leviatano e La morte di Achille inaugurano un ciclo letterario che coniuga il gusto per l’intreccio giallo alla ricostruzione storica, con uno stile che richiama la grande tradizione del romanzo d’avventura ottocentesco.
Il successo non è immediato. Inizialmente le vendite sono modeste anche a causa della totale assenza di promozione, ma il passaparola è inarrestabile e ben presto i libri diventano bestseller.
Per anni, l’identità di Boris Akunin resta avvolta nel mistero. Solo nel 1999 viene rivelato che dietro lo pseudonimo si cela Grigorij Šalvovič Čhartišvili. Un’operazione non dettata da strategie di marketing, ma da una necessità psicologica. Come racconta lui stesso, aveva bisogno di entrare in un altro “stato mentale” per scrivere narrativa. Il nome stesso scelto — Akunin, termine giapponese che indica un “cattivo” forte e indipendente — riflette l’ambivalenza morale e il fascino oscuro dei suoi personaggi.
Una carriera letteraria multiforme
Alla serie di Fandorin — che al 2024 conta quasi 20 volumi — si affiancano altri progetti: i romanzi su Nicholas Fandorin, nipote del celebre investigatore, e la serie Detective di provincia, con protagonista la suora-detective Pelagia. Nel 2005 pubblica Storie di cimitero, una raccolta ibrida di saggi e racconti, mentre Aristonomia (2012) rappresenta per l’autore il primo romanzo “serio”, in cui si fondono pensiero filosofico e narrativa.
Storia e impegno
Dal 2013 Akunin si dedica al monumentale progetto Storia dello Stato Russo, un ciclo di volumi saggistici che ripercorrono l’evoluzione politica e sociale del paese dalle origini medievali fino al Novecento. Dieci volumi sono già stati pubblicati e l’opera si avvia a diventare un punto di riferimento per la divulgazione storica.
Nel frattempo, con il suo vero nome, continua a scrivere articoli critici e libri di saggistica come Lo scrittore e il suicidio e Da maggio a maggio.
Autore poliedrico capace di muoversi tra generi diversi con una versatilità rara, Boris Akunin è uno degli scrittori più popolari in Russia. I suoi libri hanno spesso guidato le classifiche di vendita e le sue opere sono state tradotte in molte lingue, anche se in Italia la sua presenza editoriale resta ancora limitata. Tuttavia, scoprire Akunin significa immergersi in un mondo letterario ricercato e coinvolgente, che unisce l’intelligenza del saggio alla tensione narrativa del giallo. Un autore da leggere — e da tradurre di più — anche per il pubblico italiano.
Cinque libri per scoprire Boris Akunin
- La regina d’inverno (1998).
Il primo romanzo della serie di Erast Fandorin.
È il punto di partenza ideale. Ambientato nella Mosca degli anni 1870, il giovane impiegato Erast Fandorin si trova coinvolto in una misteriosa indagine che lo porterà in un intrigo internazionale. Un mix di eleganza ottocentesca e ritmo da thriller. - La morte di Achille (1998).
Quarto romanzo di Fandorin, leggibile anche singolarmente.
Un giallo ispirato alle dinamiche classiche del duello tra detective e assassino, ambientato tra San Pietroburgo e il Mar Nero. È uno dei romanzi più amati della serie, con uno dei villain più carismatici. - Pelagia e il bulldog bianco (2000).
Il primo romanzo della trilogia con suor Pelagia.
Un giallo ironico e surreale ambientato nella provincia russa alla fine del XIX secolo. La protagonista è una suora che indaga sotto copertura. Più leggero e anticonvenzionale rispetto ai romanzi di Fandorin. - Storie di cimitero (2005).
Per chi vuole scoprire entrambi i volti dell’autore.
Una raccolta che alterna racconti firmati “Boris Akunin” e saggi scritti come Grigorij Chchartishvili. Offre una panoramica del suo stile e della sua riflessione sulla letteratura e la morte. - Aristonomia (2012).
Un romanzo “serio” con doppia firma: Akunin-Čhartišvili.
Mescola elementi di narrativa, filosofia e ucronia in una riflessione profonda sulla storia russa e sul concetto di società ideale. Consigliato a chi apprezza le letture più impegnative.
Foto | Dmitry Smirnov from Moscow, Russia, CC BY-SA 2.0, da Wikimedia Commons
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