Isole carcere

Isole carcere: riflessioni su libertà e prigionia

Isole carcere. Geografia e storia, di Valerio Calzolaio (Edizioni Gruppo Abele), è un saggio direi unico nel suo genere. È frutto di un grande lungo ed evidente lavoro di ricerca. Un saggio al quale dovremmo avvicinarci tutti per comprendere meglio il concetto di libertà e quello di prigionia ma soprattutto quello di giustizia.

I vari “ma…” di Isole Carcere

Isole carcere
Valerio Calzolaio, Isole carcere. Geografia e storia

L’articolo 27 della nostra Costituzione cita: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. A questo un paese civile dovrebbe formarci: rieducazione e non vendetta sociale. Ma…

Ecco, ai vari “ma” ci avvicina Valerio Calzolaio, giornalista, saggista, già deputato e sottosegretario al Ministero dell’Ambiente. Il testo si suddivide in tre parti aprendosi nella prima con approccio antropologico, biologico, storico e umano.

Giuste pene o metodi incivili in nome della giustizia

Si deporta nelle isole perché lì la detenzione è più sicura, più dura, ed è più difficile fuggire. Ed è la prima parte del saggio a parlarci – percorrendo i secoli – del concetto di isola e di isolamento proprio o forzato, della barriera fisica ovvia di un’isola con quel naturale muro di recinzione imposto dalle acque.

La storia delle carceri, del concetto di prigionia come pena in seguito a una azione considerata reato fino ad arrivare alle isole carcere, drammatici esempi di un tempo (come le isole galleggianti, ovvero piccole chiatte invivibili).

In Isole carcere, si affrontano le colonie penali, i lavori forzati, lo sfruttamento dei carcerati da parte di imprenditori, il confino – che in realtà scopriamo non giungere dall’epoca del regime fascista bensì da molto più lontano –  l’importanza di una giusta pena detentiva e l’inciviltà di metodi carcerari che ci viene dal passato ma non solo.

22  isole carcere: comprendere meglio utilità e limiti

Nella seconda parte del saggio, “visitiamo” 22 isole carcere con relative schede. Sono poste in ordine alfabetico; a ognuna una foto e approfondimenti sia geografici che storici. Interessanti i racconti su ciò che le ha rese “famose” o su detenuti che hanno lasciato il segno.

Luoghi raccontati anche dalla cinematografia o da scrittori illustri, romanzati o documentati, sui quali abbiamo fantasticato spesso, ignari di tante verità che con Valerio Calzolaio possiamo scoprire. Perché anche grazie agli approfondimenti storici e geografici della prima parte, riusciamo a comprendere meglio la vita nelle isole carcere che l’autore ha scelto di affrontare più nel dettaglio.

Realtà e immaginazione tra isole carcere e detenuti

Zone fluviali, marine e lacustri; isole carcere come Alcatraz, entrata nell’immaginario collettivo anche per i tentativi di evasione e per i detenuti che abitarono quelle celle, come per esempio Al Capone. Poi  l’Asinara, da carcere di massima sicurezza per terroristi e sequestratori – un tempo anche Lazzaretto sabaudo – a museo naturale pubblico a cielo aperto. E Goli Otok, in Croazia, che ospitò un campo di concentramento in cui furono deportati 30mila politici  anticomunisti tra i quali 4 mila trovarono la morte in seguito a torture.

La prigionia del Conte di Montecristo, personaggio immaginario Alexandre Dumas, è invece ambientata nel carcere francese della minuscola isola If.  Un castello che racconta di una forma di detenzione così crudele da esser considerata solo come luogo di accompagnamento alla morte.

La reale risposta del carcere

Nella terza parte del testo, Valerio Calzolaio ci fornisce un primo elenco globale delle isole carcere, contandone per noi ben 270 (un terzo ancora attive). In Italia per esempio la storia ne evidenzia una cinquantina, delle quali oggi solo una decina sono ancora utilizzate come tali.

Resta il fatto che spesso il carcere non è tanto una risposta alla criminalità quanto piuttosto alla malattia psichiatrica, alla dipendenza da alcol o droghe, alla povertà disperata. E non si può omettere di ricordare che negli ultimi 20 anni sono morti in carcere circa 3.300 detenuti (età media 45 anni) dei quali oltre 1.200 probabilmente suicidi.

Fenomeni migratori e inversioni di rotta

Interessanti le riflessioni sui cambiamenti “migratori” durante la pandemia da Covid, dal 2020 ad oggi, quando all’improvviso si è potuto notare il rientro “a casa”. Un rimpatrio di massa senza precedenti di turisti, studenti, lavoratori d’ogni genere, artisti, sportivi che sono rifluiti da ogni angolo del mondo verso i rispettivi Paesi di nascita o di residenza e che ovviamente non durerà. Anzi nel momento in cui stiamo scrivendo questa recensione è già cominciata una nuova inversione di rotta!

Isole carcere: metafora o realtà

“Le isole sono ognuna un mondo, complesso e non in miniatura” scrive Calzolaio. Ci ricorda che un’isola non è per sua natura una prigione sebbene anche per l’umanità attuale l’acqua resti barriera, confine, distanza fisica. Sono state e sono però le culture umane a utilizzare queste barriere per isolarsi o isolare i propri simili, mentre fin troppo spesso viene violato il diritto di restare e non adeguatamente garantita la libertà di migrare.

Il libro

Valerio Calzolaio
Isole carcere. Geografia e storia
Edizioni Gruppo Abele, 2022

Susanna Trossero

Susanna Trossero

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

x

Check Also

i taccuini

I taccuini, affascinante testo di Henry James

Leggi I taccuini di Henry James (1843-1916) e scopri questo testo fondamentale per capire come nascono i grandi libri della letteratura.

Va', metti una sentinella

Va’, metti una sentinella: il sequel de Il buio oltre la siepe

Va’, metti una sentinella è il sequel (anche se scritto prima) de Il buio oltre la siepe che Harper Lee pubblica a cinquant’anni di distanza.