Inizio ottobre. Three Pines (così piccolo da non comparire sulle mappe), Québec orientale, sud di Montréal, quasi al confine con gli Usa (il Vermont).
Il lupo nero
È confermato: c’è un problema. Poche settimane dopo aver sventato un attacco terroristico all’impianto di depurazione idrica di Montréal (che avrebbe sterminato la popolazione della metropoli e scatenato un panico continentale), Armand Gamache, sul finire della cinquantina, capo della Omicidi della Sûreté du Québec (udito compromesso nella sparatoria finale), si è convinto di aver commesso un errore grave e che gli è sfuggito qualcosa.
Un’indagine ancora in corso
Sarebbe ancora in corso un piano terribilmente più pericoloso. Forse il lupo grigio è morto e hanno preso uno dei colpevoli (certamente Marcus Lauzon, ex vicepremier del Canada, ora in carcere), ma non il lupo nero. Potrebbe esserci nuovamente di mezzo Jeanne Caron, la capa dello staff del vice, che pure all’ultimo aveva salvato Gamache.
Probabilmente la portata della minaccia si cela ancora nelle parole e nei numeri criptici, su una cartina appuntata o nei diari, nei due quaderni lasciati da Charles Langlois, un barbone biologo marino, falciato sotto i suoi occhi all’inizio della precedente storia.
I due vice Isabelle Lacoste e Jean-Guy Beauvoir (genero di Armand) tendono a essere d’accordo con lui, pure la preoccupata moglie archivista e bibliotecaria Reine-Marie (figli e nipoti abitano vicino ma non con loro, intorno altri amici e cani di ogni sorta). Le indagini proseguono. La sicurezza dell’acqua ha tante sfaccettature, incombono cambiamenti climatici e incendi, servono la consulenza di biologi e sopralluoghi sui laghi (mortali).
Loro appaiono consapevoli che è coinvolto il potente ammanicato clan mafioso di don Joseph Joe Moretti, che spie e complici si nascondono nel privato e nel pubblico ad alto livello, che in qualche modo la presidenza statunitense è coinvolta. Gamache cerca consigli e aiuto proprio lì, sente il generale Bert Whitehead, capo del Joint Chiefs of Staff a Washington. Si vedono sulla linea del confine, anche al teatro lirico.
A sventare umani complotti e disastri si rischia e si fanno recidere o compromettere altre vite.
Louise Penny e le indagini del commissario Armand Gamache
La giornalista, conduttrice radiofonica e grande pluripremiata scrittrice canadese Louise Penny (Toronto, 1958) è giunta all’ottimo ventesimo romanzo della serie del mitico Armand.
La prima avventura uscì nel 2005, poi un romanzo ogni anno (talvolta viene ricompreso come ventunesimo anche un racconto breve del 2011). Circa la metà sono tradotti in italiano, ma non molti dei primi. Iniziò Piemme nel 2013, poi sempre Einaudi dal 2017 in avanti (recuperando finora un paio di precedenti). Dal 2023 circola anche la prima stagione della serie televisiva. Questa novità cartacea esce quasi in contemporaneo in inglese e italiano.
La metafora del titolo
Come il precedente titolo anche questo prende propriamente spunto dal racconto di un capotribù Cree. Nel corpo umano possono coesistere due lupi, uno grigio e compassionevole, l’altro nero e vendicativo. Li si può riconoscere e forse si può scegliere a quale dei due ciascuno vorrà dare a mangiare. Talvolta sono perciò entrambi coinvolti nel bene o nel male.
La metafora torna di continuo attraverso molteplici fili culturali ed emotivi, ovviamente con dinamica univoca: nelle indagini criminali il lupo nero va comunque fermato, prima o dopo, ammesso che si stabilisca bene l’attribuzione.
Stile e struttura del noir Il lupo nero
La narrazione, avvincente e accattivante (nei momenti sia turbolenti che placidi), è in terza varia al passato sulla prosecuzione del concitato caso. I piani temporali differenti emergono con le biografie dei vari personaggi (compresi quelli cui siamo ormai affezionati), storie personali e vicende intrecciate.
Il protagonista indiscusso è il tenace sensibile ispettore capo, madrelingua francese, per l’inglese un accento britannico (studente di storia a Cambridge), d’animo nobile e calmo per pesanti esperienze, gentile per convinzione, esperto di espressioni metaforiche, dotato di pistola solo quando è certo di doverla usare (spera mai più, soprattutto qui dove rischia di essere più volte ufficialmente arrestato). La poetessa abbastanza pazza continua con le sue godibili rime.
Vino più rosso che altro, Pinot Noir in tenda sul lago, al gelo.
Soft jazz e Bach, Armand a letto ascolta il Concerto per due violini, sicuro e rassicurante.
Il libro
Louise Penny
Il lupo nero. Le indagini del commissario Armand Gamache
traduzione di Letizia Sacchini e Alessandra Montrucchio
Einaudi, 2025
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