Terra. Dall’inizio della vita. I fattori biotici sono da sempre in relazione con altri fattoti biotici, oltre che con fattori abiotici. Il nostro pianeta è un organismo unico, un sistema integrato.
Uniti per la vita
Circa un secolo e mezzo fa si è iniziato a definire come “simbiosi” quel particolare diffusissimo fenomeno della “vita assieme” di organismi cellulari tra loro dissimili (dapprincipio unicellulari procarioti), poi appartenenti a specie differenti (non solo di batteri).
In realtà, non esiste organismo vivente che non viva in simbiosi con qualche altra forma di vita. Nel pregnante palcoscenico dell’evoluzione emerge un intrico di reti e di fusioni, una ragnatela di connessioni (la cooperazione non è mai un dato garantito, va mantenuta e difesa), più che una semplice esclusiva esaustiva lotta per l’esistenza individuale.
Storie di simbiosi e cooperazione
Lo si è capito a fatica. Talora non ascoltando o non capendo subito la voce di scienziati e scienziate (all’inizio fuori dal coro), come il sordido russo Konstantin Sergejevič Merežkovskij (1885-1921) o la pugnace statunitense Lynn Margulis (1938-2011).
Grazie a loro si è cominciato a comprendere che l’eucariogenesi (comparsa della cellula eucariote da unicellulari procarioti) è dovuta alla simbiosi (fra 2,7 e 1,5 miliardi di anni fa). Si è compreso che le specie nascono anche per convergenza (non solo per divergenza) e che la maggiore sorgente di variazione sono le fusioni orizzontali tra genomi, non le mutazioni genetiche casuali.
Le simbiosi sono ovunque e giocano un ruolo, spesso nascosto, ma essenziale.
Nel grande intreccio di cicli di regolazione biochimici, i microbi che sopravvissero alle oscillazioni climatiche e poi il fitoplancton crearono le condizioni che oggi ci mantengono in vita: hanno reso la Terra abitabile per noi. La terra e la vita sulla Terra si sono trasformati a vicenda, si sono coevoluti.
Noi umani (e non solo) ospitiamo un intero ecosistema di batteri nel nostro corpo, nell’intestino, sulla pelle, in bocca. Come noto, conviviamo indissolubilmente con il microbiota, con i batteri, in bilico tra collaborazione (interazione) e belligeranza (combattimento).
Il saggio di Maurizio Casirgahi e Telmo Pievani
Due illustri docenti universitari e scienziati evoluzionisti quasi coetanei, Maurizio Casiraghi (Milano, 7 luglio 1971) e Telmo Pievani (Gazzaniga, Bergano, 6 ottobre 1970), si sono uniti per illustrare magnificamente (attraverso sette interessantissimi capitoli) l’inevitabilità, la molteplicità e la non linearità del concetto di simbiosi, il fenomeno che ha influenzato, influenza e influenzerà l’evoluzione di tutti i viventi.
Di cosa parla Uniti per la vita
Descrivono alcuni casi emblematici. Le innumerevoli simbiosi intracellulari, i batteri che vivono stabilmente nelle cellule di un organismo eucariote; o le relazioni instaurate con parti di organismi mantenute funzionali da uno dei partner della simbiosi. Ma anche le decine di migliaia di specie di licheni, la cui mutualistica simbiosi garantisce al fungo la fotosintesi dell’alga, all’alga le strutture di sostegno del fungo (determinando una terza specie, unitaria e indissolubile). Per passare alle varie relazioni obbligatorie per la sopravvivenza “fuori” dalle cellule, teoricamente poco stabili e alle entità parassitarie acellulari che definiamo “virus” (tra il vivo e il non vivo, non veri e propri “individui”) che hanno instaurato simbiosi essenziali anche nella linea evolutiva umana.
Si soffermano sulle incredibili tipologie di simbiosi che riguardano il mondo vegetale, a partire dall’impollinazione. E poi c’è la simbiosi di ogni organismo animale con il proprio microbiota, innanzitutto per completare il proprio stesso sviluppo.
Alcuni aspetti del saggio Uniti per la vita
I viaggi, gli studi, le ipotesi, le sperimentazioni di Darwin tornano di continuo nella narrazione, richiamando sempre altri singoli scienziati o opere nella storia delle scienze di questi due secoli, per rimettere in discussione termini come individuo, popolazioni, specie.
Darwin intuì l’ecologia globale e il bricolage biologico (exaptation): la vita sulla Terra si è espansa, ha colonizzato sempre nuove nicchie ecologiche (anche grazie a inedite combinazioni e possibilità permesse dalla simbiosi) e ha subito pesanti ridimensionamenti (le estinzioni di massa); la biodiversità è comunque cresciuta nell’ultimo mezzo miliardo di anni.
Il nocciolo del programma di ricerca realmente praticato dai biologi evoluzionisti è ancora darwiniano, con un aggiornato pluralismo a tutti i livelli: le sorgenti di variazione, i processi selettivi, i livelli di selezione, le soluzioni di compromesso tra strutture e funzioni, gli schemi macroevolutivi, le forme di collaborazione intra e interspecifica.
La natura non è un’autorità morale: venendo quindi a noi (egoisti e/o altruisti), le cruciali ambiguità e ambivalenza tra “dentro il gruppo” e “fuori dal gruppo” sono profondamente radicate nella socialità umana.
In fondo, la bibliografia essenziale, non l’indice dei nomi.
Il libro
Maurizio Casiraghi e Telmo Pievani
Uniti per la vita. Storie di simbiosi e cooperazione
Il Mulino, 2025
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