Riccardo Fargione-Stefania Ruggeri, Cibi falsi. Tutte le menzogne sugli alimenti ultraprocessati e dell'industria della carne artificiale, Newton Compton, 2025

La verità nascosta dietro gli alimenti ultraprocessati e artificiali

In un’epoca in cui gli scaffali dei supermercati e le piattaforme di consegna a domicilio pullulano di prodotti sempre più accattivanti e “smart”, l’interrogativo su cosa stiamo realmente mangiando diventa più che mai pressante. A fare chiarezza su questo panorama complesso arriva Cibi falsi. Tutte le menzogne sugli alimenti ultraprocessati e l’industria della carne artificiale. È un saggio edito da Newton Compton e scritto a quattro mani da Riccardo Fargione, economista esperto di politiche del cibo e direttore della Fondazione Aletheia, e Stefania Ruggeri, ricercatrice e nutrizionista del CREA.

Il libro si propone come una vera e propria “denuncia decisa” per smontare le narrazioni fuorvianti che ci circondano, invitando i cittadini a riappropriarsi della consapevolezza alimentare.

Cibi falsi: un manifesto contro l’inganno alimentare

Il pregio maggiore di Cibi falsi risiede nel suo approccio multidisciplinare e onnicomprensivo. Fargione e Ruggeri, infatti, uniscono le loro competenze per offrire uno sguardo ampio sulle dinamiche che plasmano le nostre abitudini alimentari.

Riccardo Fargione, con la sua prospettiva di economista, analizza gli scenari economici, gli investimenti e le politiche che ruotano attorno al cibo. Ci svela il lato oscuro del business, illustrando come le grandi multinazionali del food capitalizzino su prodotti, marketing e pubblicità aggressive, spesso volte a creare vera e propria dipendenza.

Da parte sua, Stefania Ruggeri, con la sua profonda conoscenza della nutrizione, porta alla luce le rigorose evidenze scientifiche sui danni che questi “cibi falsi” arrecano alla nostra salute. Il suo racconto, arricchito da aneddoti personali e dialoghi con una sua amica, rende accessibili concetti complessi, trasformando la lettura in un percorso divulgativo e coinvolgente.

Il volume parte da una constatazione allarmante: nonostante la chiara correlazione tra cibo e salute, il consumo di alimenti ultraprocessati è in costante crescita, soprattutto tra i giovani. Gli autori preferiscono il termine “ultraformulati”, sottolineando come gli effetti negativi non dipendano solo dalla “trasformazione” ma dalla “formula”, ovvero dall’insieme di ingredienti e quantità di zuccheri, grassi saturi, sale e additivi.

Il nemico invisibile: i cibi ultraformulati

Il testo dedica ampio spazio alla disamina dei cibi ultraformulati, definiti come prodotti “iper-palatabili a basso costo, a lunga durata di conservazione, pronti per il consumo”. Questi includono snack confezionati, bevande zuccherate e gassate, dolciumi industriali, ma anche prodotti “salutistici” e “dimagranti”, “high protein” o “veg and green” che, dietro promesse ingannevoli, nascondono una scarsa qualità nutrizionale.

Le conseguenze sulla salute sono molteplici e gravi: il consumo abituale di questi alimenti aumenta il rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, sovrappeso e obesità, infertilità, asma e depressione. Un aspetto particolarmente preoccupante è l’impatto sul microbiota intestinale, danneggiato dalla presenza di zuccheri, grassi e soprattutto migliaia di additivi chimici. Gli autori evidenziano l’effetto cocktail, ovvero gli effetti cumulativi di queste sostanze combinate, un ambito ancora poco studiato ma potenzialmente molto pericoloso. Gli autori citano la stima di alcuni ricercatori francesi secondo cui “ogni anno ingeriamo inconsapevolmente addirittura circa cinque chili di additivi alimentari”.

Il miraggio del laboratorio: carne e latte artificiali

Una parte significativa del libro è dedicata ai cibi artificiali o a base cellulare, come la carne e il latte prodotti in laboratorio. Gli autori smascherano le “menzogne” dietro le promesse che questi prodotti sarebbero la soluzione per “sfamare il mondo, salvare il pianeta” e garantire il benessere animale. Viene chiarito che “questa è una prima certezza che ci viene confermata anche da alcuni dei principali sostenitori e investitori nei cibi di laboratorio, come Bill Gates. Se analizziamo i quantitativi dei principali prodotti agricoli e di cibo realizzati a livello planetario e la reale necessità della popolazione, ci accorgiamo che non si tratterebbe tanto di un problema produttivo quanto della necessità di un riequilibrio dei consumi”.

Vengono evidenziate le scarse qualità nutrizionali e l’incertezza sulla sicurezza di questi “pseudocibi”, per i quali mancano studi scientifici indipendenti e approfonditi. Preoccupano i potenziali rischi epigenetici e la possibilità che “questi cibi non possono essere riconosciuti dal nostro organismo, dai nostri enzimi, dai nostri ormoni, sono estranei alla nostra biologia”. Inoltre, gli autori mettono in discussione le presunte virtù ambientali, sottolineando come le stime iniziali fossero “fin troppo ottimistiche” e come il passaggio alla carne artificiale potrebbe portare a un “effetto di addizione” piuttosto che di sostituzione, aumentando il consumo complessivo di carne. La produzione del siero fetale bovino, ancora ampiamente utilizzato, è descritta come una “pratica cruenta e costosa”. Il libro denuncia l’uso di termini fuorvianti come “carne coltivata” per descrivere processi che non hanno nulla a che fare con l’agricoltura.

Cibi falsi, bussola necessaria per navigare nel labirinto dell’alimentazione moderna

Fargione e Ruggeri non si limitano a denunciare, ma propongono anche soluzioni concrete. Sottolineano l’importanza di politiche “salvacibo”, prendendo esempio da Paesi come il Cile, l’Argentina o il Messico, che hanno introdotto etichette di avvertenza, restrizioni al marketing aggressivo e divieti di vendita di cibi ultraformulati nelle scuole.

Il libro evidenzia l’utilità di una strategia integrata che comprenda l’educazione alimentare fin dalla scuola, la valorizzazione delle mense scolastiche e la promozione di una maggiore consapevolezza tra i consumatori. Fondamentale, secondo gli autori, è il ritorno alla dieta mediterranea, riconosciuta patrimonio UNESCO e modello di alimentazione sana e sostenibile.

Vengono offerti cinque consigli pratici per la spesa: prendersi tempo per scegliere, leggere attentamente la lista degli ingredienti (non solo i valori nutrizionali o i “claim salutistici”), preferire prodotti con pochi e naturali ingredienti e di provenienza certificata, evitare la “spesa grande” e, soprattutto, tornare a cucinare in casa. Quest’ultimo è definito “il vero atto rivoluzionario per migliorare la propria alimentazione”.

Passaggi migliorabili

Nonostante la sua indubbia utilità, il libro presenta qualche aspetto che, per un lettore attento, potrebbe risultare leggermente ripetitivo. Alcuni concetti chiave, come i danni degli ultraformulati o le tattiche di marketing, vengono riproposti con enfasi simile in diverse sezioni, pur essendo presentati da angolazioni diverse (economica e nutrizionale). Se da un lato questo rafforza il messaggio e serve lo scopo divulgativo di renderlo memorabile, dall’altro potrebbe appesantire il ritmo per chi è abituato a una progressione più lineare dell’argomentazione.

Verso una rivoluzione della consapevolezza alimentare

Cibi falsi è un testo indispensabile per il lettore contemporaneo. La sua utilità si manifesta su più fronti:

  • Strumento di consapevolezza: aiuta a decodificare il linguaggio ingannevole del marketing e a fare scelte alimentari più informate e autonome.
  • Guida pratica: i consigli concreti per la spesa e per la cucina domestica offrono un punto di partenza accessibile per chiunque voglia migliorare la propria alimentazione.
  • Atto di responsabilità civile e scientifica: come sottolineato da Antonio Gasbarrini, il libro rappresenta una coraggiosa denuncia contro la “falsificazione sistemica del cibo, che diventa tossico e condizionante, influenzando anche la maturazione cerebrale e lo sviluppo immunitario nei bambini”.
  • Riflessione sul valore del cibo: oltre agli aspetti sanitari ed economici, il libro ci invita a riscoprire il valore profondo del cibo, inteso come storia, cultura, tradizione e connessione con la natura.

Il libro

Riccardo Fargione-Stefania Ruggeri
Cibi falsi.
Tutte le menzogne sugli alimenti ultraprocessati e dell’industria della carne artificiale

Newton Compton, 2025

Disclaimer. Su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e parole ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

Roberto Russo

Avatar Roberto Russo

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.