Pier Vittorio Tondelli, RImini, Bompiani

La Rimini di Tondelli, 40 anni dopo: un ricordo più vivo della realtà

Il romanzo Rimini è uscito nel 1985. Dunque sono passati ormai quarant’anni dalla pubblicazione. L’anniversario invita a rileggere il libro non solo come romanzo generazionale, ma come ritratto di un’epoca che oggi ci appare lontana, eppure ancora capace di parlarci.

Pier Vittorio Tondelli, una voce unica

Nato a Correggio nel 1955 e scomparso prematuramente nel 1991, Tondelli è stato uno degli scrittori più originali, trasgressivi e rappresentativi della sua generazione. Con libri come Altri libertini, Pao Pao e Camere separate ha saputo fotografare l’Italia giovanile degli anni ’80, le sue inquietudini e le sue fughe. Tuttavia oggi, anniversari a parte, non è ricordato come merita, forse anche a causa del clima politico imperante, non di rado oscurantista verso certa cultura e certe minoranze.

Rimini, un romanzo corale e disincantato

Tondelli racconta una Rimini brulicante, popolata da personaggi in cerca di piacere, successo, o almeno di una parentesi dalla quotidianità.

Un mosaico di vite composto da giornalisti, turisti, artisti, prostitute, gente dello spettacolo e della notte: ognuno rappresenta un frammento del puzzle, che nel suo insieme fornisce il ritratto di un’umanità varia, inquieta, spesso alla deriva.

Atmosfera anni ’80

Rimini restituisce in modo nitido e spietato il clima di un decennio dominato dall’edonismo, dalla ricerca del piacere immediato, dall’illusione che la vacanza o il successo possano colmare i vuoti interiori.

Tondelli fotografa i riti e gli eccessi dell’epoca — le discoteche, i locali notturni, il giornalismo sensazionalista, la mondanità effimera — senza indulgere alla nostalgia, né abbandonarsi al moralismo, che del resto non gli apparteneva.

Scrittura cinematografica

La prosa di Tondelli è scattante, costruita per immagini, con inquadrature rapide e dialoghi taglienti che sembrano strappati alla vita reale. Il ritmo è quello di un montaggio serrato: il narratore si sposta da una scena all’altra, da un personaggio all’altro, come una cinepresa che indugia solo per pochi istanti prima di cambiare prospettiva. Questa tecnica restituisce il senso di movimento e di caos della Rimini estiva, evitando di rallentare o di cadere in descrizioni compiacenti. Tondelli osserva, registra e lascia che siano i personaggi a parlare.

Il lato oscuro

Dietro la superficie abbagliante del divertimento turistico, emerge un paesaggio umano segnato da solitudini profonde, relazioni fragili, menzogne e desideri frustrati.

L’estate non è soltanto evasione: è anche il momento in cui le crepe si fanno più visibili, e i personaggi appaiono nudi nella loro insoddisfazione.

La Rimini di Tondelli diventa così il simbolo di una società che cerca di nascondere il proprio vuoto dietro le luci al neon e le promesse di felicità istantanea, ma che non riesce a sfuggire al bisogno disperato di un senso e di una identità.

Rimini allora e oggi

La città di Tondelli era già caotica e contraddittoria, ma viva, vibrante, un laboratorio umano e sociale.

Oggi Rimini è cambiata, e non in meglio: molto del fascino sfrontato e borderline degli anni ’80 è stato sostituito da una modernizzazione spenta, con un turismo di massa sempre più anonimo, spiagge che scimmiottano quelle californiane, con chioschi sul bagnasciuga, palme all’ingresso degli stabilimenti balneari e locali “seriali”. I negozi poi, da popolari che erano sono diventati perlopiù empori senz’anima, condotti da annoiati negozianti di varie etnie.

Insomma, quello che Tondelli raccontava come teatro di vita oggi appare più come una sorta di parco a tema balneare, dove la trasgressione è stata addomesticata e la vitalità sacrificata al business.

Attualità del romanzo Rimini

Nonostante il tempo trascorso, Rimini resta attuale. Perché dietro le notti sfavillanti e gli incontri fugaci, Tondelli sapeva raccontare il vuoto e la disperazione che ancora ci appartengono.

Forse proprio per questo, quarant’anni dopo, il suo romanzo continua a parlarci: di vacanze che non appagano realmente, di vite che si incrociano e si perdono, di un’Italia che, nel profondo, non è cambiata davvero.

Il libro

Pier Vittorio Tondelli
Rimini
Bompiani, 1985-2025

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Luigi Milani

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