Senza tanti peli sulla lingua molti la definirono una bicocca. Una vecchia casa in mattoni rossi dove le tubature brontolavano tutto il giorno, le porte non chiudevano mai bene e il riscaldamento, capriccioso e vetusto, bofonchiava quel tanto di calore appena sufficiente a tenere lontano il freddo più acuto. Sotto il suo tetto vissero però (e questo non è certo un dettaglio da trascurare) alcuni dei nomi più talentuosi di tutto il Novecento, da Carson McCullers, autrice de Il cuore è un cacciatore solitario, al poeta W.H. Auden in fuga da un Regno Unito in guerra, passando per Benjamin Britten, compositore del celebre e celebrato Peter Grimes.
Una vera e propria colonia di artisti dunque che, per quasi un anno tra il 1940 e il 1941, condivise, oltre l’indirizzo a Brooklyn Heights, tutto un andirivieni di sogni e speranze per l’avvenire.
L’idea di fondare questo esclusivissimo circolo di piccoli e grandi geni era venuta, in verità, a George Davis, un giornalista di Harper’s Bazaar, che da tempo sognava di mettere insieme nella stessa casa di New York scrittori e musicisti di talento, ovvero uomini e donne chiamati a lasciare un segno nella variegata storia delle arti.
La Casa di Febbraio: nascita di un sogno artistico
Fu però Anaïs Nin, frequentatrice abituale con Salvador Dalí e Klaus Mann dell’abitazione in via Middagh 7, a soprannominarla la Casa di Febbraio, visto che la maggioranza degli artisti che vi dimoravano in pianta stabile erano nati in quel mese folle e stralunato, da sempre pericolosamente in bilico tra l’inverno e la primavera. Il sole e la neve.
Oggi la casa di Brooklyn Heights non esiste più, ma grazie al cielo ne sopravvive ancora il ricordo. Dalle brume del tempo ecco allora venirci incontro questa magica dimora dall’aria dimessa e sgangherata, dove nulla sembrava funzionare e tutto scricchiolare sinistramente ma che per dodici, favolosi mesi accolse una schiera di poeti e scrittori le cui opere sono ormai diventate dei classici.
I capolavori nati tra quelle mura
Tra le sue mura, prima che il destino li disperdesse ai quattro venti – impossibile dimenticarlo – Jane Bowles iniziò il suo libro più famoso Due signore per bene, Carson McCullers diede il la alla Ballata del caffè triste e W.H. Auden compose alcune tra le sue poesie più belle. No! Niente male per una povera bicocca di Brooklyn Heights!
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