Giraffa

Come utilizzare la giraffa come metafora nella scrittura creativa

Che cosa è la scrittura creativa? In fondo non è altro che l’arte di inventare storie utilizzando la fantasia, l’immaginazione e giocando sulle emozioni (di chi scrive e di chi leggerà). Un’arte che porta il pensiero tanto in alto, quasi fossimo dotati all’improvviso di un lungo collo da giraffa e potessimo vedere cose che altri non vedono.

La giraffa e la scrittura creativa

Può sembrare un insolito accostamento, quello del più alto animale terrestre con la scrittura creativa, eppure a pensarci bene potremmo anche usare la giraffa come metafora della scrittura che nasce da un flusso creativo, poiché a ben guardare si scopre che…

Scrivere è vedere a colori

Questi splendidi animali dalle ciglia lunghe e folte, vedono a colori e a colori vede chi scrive: cogliere sfumature, notare dettagli che luci e ombre sanno arricchire, restare affascinati dalla percezione del più fantasioso dipinto creato dalla natura o dall’incarnato di un personaggio, sono caratteristiche dell’ispirazione che nasce e dà vita alle storie. Ma vedere a colori è soltanto parte di quella sensorialità che aiuta a narrare provocando coinvolgimento.

I cinque sensi nella scrittura

Infatti, se volete scrivere una storia che funzioni e che provochi emozioni in chi legge, dovete acutizzare i vostri sensi e sfruttarli al meglio mettendo in moto anche quelli del lettore. Sono i sensi infatti, a dare la possibilità attraverso una storia scritta, di farci sentire e vedere situazioni o persone, spingendo l’irreale verso la nostra immaginazione, là dove prenderà forma concreta, forte, credibile, realistica. E le nostre amiche giraffe? Ebbene, è risaputo che possiedono udito e olfatto sviluppatissimi, non solo la vista, e dunque possiamo accostarle allo scrittore ideale. Pensate che Flaubert diceva che perché la storia sembri più vera bisognerebbe scriverla utilizzando almeno 3 sensi.

I 5 sensi sono un punto di contatto tra noi e il mondo, e anche se viviamo in un’epoca in cui vengono boicottati da suoni invadenti, odori artificiali, stimoli visivi innaturali e così via, chi scrive può dirsi fortunato come la giraffa: entrambi li coltivano ogni giorno dandogli l’importanza che meritano.

Il personaggio giraffa: un capolavoro di ingegneria

I personaggi, nella scrittura creativa, vanno sviluppati al meglio: la personalità, il modo di interagire tra loro o con l’ambiente che tutt’attorno gli costruite, reazioni e azioni coerenti con il carattere, e poi l’aspetto fisico… Tutti elementi importanti ma che non devono limitare la creatività. Ciò significa che voi potete costruirne di bizzarri ma ciò non impedirà di renderli credibili: non è ciò che la natura ha fatto senza porsi limiti o problemi? Ebbene, inventare un protagonista con il collo lunghissimo e il volto sempre proiettato verso il cielo, le zampe chilometriche e dei piccoli ma durissimi cornetti in cima alla testa è davvero improbabile? Eppure è tutto ciò che possiamo trovare in una giraffa, considerata dagli studiosi non assurda o bizzarra bensì un capolavoro di ingegneria. Insomma, dal momento che la stessa realtà è in grado di superare la fantasia, non temete di osare!

Osare, sperimentare, allungare il collo

Lo scrittore è dunque colui che sa osare, che non teme di affondare le mani nella narrazione, e che sa cibarsi di ciò che altri non notano e del quale neppure ipotizzano esistenza, consistenza, sapore. Così come le giraffe si cibano di ciò che è fuori dalla portata di altre specie, chi scrive possiede una marcia in più che lo spinge alla scoperta dell’insolito o di qualcosa che necessita di volontà e di un lungo collo perché possa essere raggiunta. Osservare, spingersi oltre, essere curiosi, sperimentare: se non siete pronti a tutto questo, la scrittura creativa non fa per voi.

Siate animali gregari

Le giraffe non sono solitarie bensì animali gregari. Prendendo spunto dalla loro natura, non dimenticate che se è vero che per scrivere è necessario ritagliarsi uno spazio privato isolandosi dal mondo, è altrettanto vero che chi scrive deve saper uscire di casa per andare a caccia di storie, muovendosi tra la gente e assorbendo dialoghi, espressioni di volti sconosciuti, immaginando le ragioni di uno sguardo triste o di un atteggiamento gioioso. La solitudine è necessaria “dopo”, non prima. Fuori dalla porta di casa ci sono altri come noi che possono alimentare il processo creativo soltanto camminandoci accanto, non dimentichiamolo.

Il manto della narrazione

Insomma, l’inusuale accostamento tra il più grande ruminante esistente al mondo e la scrittura creativa è forse bizzarro soltanto in apparenza, e questo nostro approfondimento lo dimostra. Ogni prodotto dell’immaginazione che dà vita a una storia racchiude magie e strane analogie, racconti d’ogni genere nati per raggiungere i lettori e scritti in modo tale che nessuno sarà mai uguale all’altro. E così come specie e sottospecie, generi e sottogeneri fanno parte del mondo delle giraffe, in cui nessun esemplare è mai uguale all’altro, la stessa cosa accade nel campo della scrittura creativa: tutto è già stato scritto ma non da voi o nel vostro stile. Il manto della vostra narrazione avrà sempre chiazze differenti e irregolari a differenziarvi dagli altri.

La giraffa metafora della scrittura creativa

Simbolo della comunicazione empatica, la giraffa ha molto da insegnare a chi si vuole avvicinare alla scrittura creativa: possiede il cuore più grande, rispetta gli esseri viventi perché è erbivora, per la stessa ragione non è un animale aggressivo sebbene sia molto forte e capace di farsi rispettare. E, cosa invidiabile, grazie al suo lungo collo arriva là dove altri non sono in grado di arrivare, con la possibilità anche di veder meglio l’altro e tutto ciò che c’è oltre il suo naso.

Foto | Schwerin via Depositphotos

Susanna Trossero

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