Lasciare un libro a metà

5 ottimi motivi per lasciare un libro a metà

Lasciare un libro a metà non è una tragedia! Del resto, cos’è la lettura se non un momento di felicità? Ci immergiamo nella letteratura per staccare la spina, per essere intrattenuti, per ridere, per piangere, per esplorare nuovi mondi… Se un libro non fa questo per te, cosa aspetti a trovarne un altro più adatto alle tue esigenze?

Il tempo che abbiamo a disposizione per leggere è limitato e non dobbiamo sprecarlo inutilmente.

Perché va bene lasciare un libro a metà

Ecco alcuni motivi per cui dovresti abbandonare la lettura senza rimpianti.

Per scongiurare il blocco del lettore

Il blocco del lettore è un’esperienza molto comune per chi legge regolarmente. Quasi senza accorgersene, in poche settimane si può passare dal divorare pile di libri al non voler dedicare nemmeno un secondo a questo hobby. Una situazione così sconcertante può avere molte cause, e una di queste è l’aver continuato a leggere quando in realtà si voleva smettere.

Se un romanzo sta uccidendo in un colpo solo il tuo entusiasmo per la lettura, abbandonalo prima che sia troppo tardi.

Ricorda che quando si incappa nel blocco del lettore può essere molto difficile uscirne. A volte occorrono settimane, mesi o anni per ritrovare la passione per un’attività che ti ha sempre reso felice.

Errori e refusi

Se le motivazioni esposte sopra dipendono dal tuo gusto per la lettura, un libro pieno di refusi ed errori è un motivo che non lascia spazio alla soggettività.

Il lettore ha il diritto di godere di un prodotto in perfette condizioni che sia passato attraverso appropriati filtri di qualità. Purtroppo, questo non accade in tutto ciò che leggiamo e, in alcune occasioni, possiamo ritrovarci con storie che ci fanno sbuffare ogni due pagine per la quantità di errori grammaticali, ortografici o di struttura e coerenza che presentano.

Quando passi più tempo a pensare a tutto ciò che non va invece di essere assorbito dalla trama, alzati, rimetti il libro sullo scaffale e scegline uno migliore dalla pila di libri da leggere.

Non è il momento di leggerlo

Ci sono opere che, anche se non ti piacciono, sai che se le avessi lette in un altro momento della tua vita le avresti amate. Di tutte le situazioni che possono indurti ad abbandonare la lettura, questa è sicuramente la migliore perché sai che non è un problema del libro o del suo autore, ma che l’unica cosa che non va è il tuo umore.

Per esempio, durante una situazione personale difficile, è molto probabile che un romanzo tragico, straziante e denso non sia una buona scelta di lettura, preferendo, come è logico, qualcosa di più leggero e spensierato.

Fortunatamente, il fatto di voler lasciare un libro a metà per questi motivi non significa che non la riprenderai mai più. Mettilo da parte, leggi qualcos’altro che sia più in sintonia con il tuo stato d’animo e, quando sarai pronto, torna a leggerlo.

Non si entra in sintonia con lo stile dell’autore

È impossibile apprezzare la penna di tutte le scrittrici e gli scrittoi in circolazione. È normale avere una predilezione per un certo tipo di prosa, una certa cadenza narrativa e il modo in cui alcuni autori raccontano le storie rispetto ad altri.

Alcuni lettori, per esempio, sono affascinati dalle descrizioni dettagliate, altri le detestano; per ogni lettore estremamente interessato all’ambientazione della storia, ce ne sono altrettanti che si concentrano sulla trama o sullo sviluppo dei personaggi. Tutte queste posizioni sono ugualmente valide e, pertanto, il fatto che non piaccia la scrittura di qualcuno è un motivo più che sufficiente per scegliere un altro libro.

Abbandonare una lettura per questi motivi non implica che il lettore consideri l’opera priva di qualità letteraria, ma è semplicemente una questione di gusto personale.

Non suscita alcun tipo di emozione

La letteratura dovrebbe commuoverti, farti piangere, renderti felice, farti venire l’ansia, farti arrabbiare, far volare la tua immaginazione… Leggere e non provare nessuna di queste cose toglie tutto il valore all’esperienza.

Un libro che non risveglia in te una qualche emozione, buona o cattiva che sia, è sicuramente una perdita di tempo e non dovresti continuare a investirci ore.

Che senso ha sforzarsi di apprezzare la storia di personaggi per i quali non senti nulla né soffri con loro? L’indifferenza nei confronti di ciò che si sta leggendo è uno degli indizi che indicano che è giunto il momento di abbandonare un libro a metà strada.

Fidati: lasciare un libro a metà va bene!

Terminare sempre i libri che si iniziano è la regola non scritta di molti lettori. Indipendentemente dalla noia della lettura, alcuni si rifiutano di accettare che la storia non è per loro e si costringono a leggere fino all’ultima riga. “E se poi le cose migliorano?”. È, questa, una delle motivazioni che spesso adducono per continuare a leggere, pur sapendo che nella maggior parte dei casi questo cambiamento non avverrà.

Se hai letto una percentuale considerevole dell’opera e, nonostante ciò, non riesci a entrare in sintonia con essa e non hai voglia di continuare a sfogliare le pagine, abbandonala. Lascia il libro a metà senza farti mille problemi. Per dirla con Borges:

Se un libro ti annoia, abbandonalo. Non leggerlo perché è famoso o moderno o vecchio… continua a cercare la tua felicità, il tuo godimento.

E, per quanto sia difficile da credere, non c’è nulla di male nel lasciare un libro a metà. Quindi, se durante la lettura ti ritrovate a contare costantemente il numero di pagine rimaste per finire il libro, non esitare: chiudilo e passa oltre.

Via | Lecturalia
Foto | No Revisions via Unsplash

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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