Consigli per la lettura

Consigli per la lettura: 8 libri che dovresti leggere

Se sei alla ricerca di consigli per la lettura, allora qui ne troverai. Valerio Calzolaio, infatti, propone 8 titoli – dalla narrativa alla saggistica, passando per il graphic novel – che potrebbero interessarti. Scopriamo insieme, allora, questi consigli per la lettura.

I nostri consigli per la lettura

I libri che ti proponiamo sono disposti in ordine alfabetico per titolo.

Angeli e diavoli, di Marcello Simoni

Una costante del pensiero simbolico dell’ultima specie umana: Angeli e demoni. Conoscere, talvolta, significa intuire, con il pensiero e con il segno, con la scrittura e con il disegno. In uno zibaldone di colti pensieri, l’archeologo, bibliotecario e affermato bravissimo scrittore (soprattutto di gialli storici) Marcello Simoni (Comacchio, 1975) ha raccolto le riflessioni (pure illustrate con grazia) su alcuni figli delle stelle. Tratta delle figure originate da culti astrali della Mesopotamia, rinvenibili in tante civiltà, religioni, culture, leggende, spesso riassunte in una contrapposizione binaria relativa: sia angeli che demoni sono nati nelle mani di Dio e sono adorati, seppur in reciproca lotta (di virtù e peccati, obbedienze e ribellioni), tanto più che in gioventù sono furono della medesima forma e sostanza, portatori di luce. Acuti i riferimenti alla storia antica e moderna, fino all’effluvio contemporaneo di letteratura e cinema all’interno di ogni genere narrativo.

Marcello Simoni
Angeli e diavoli. L’obbedienza e la ribellione
Einaudi, 2021

Barzellette per miliziani, di Mazen Maarouf

Beirut. Anni fa. Non è facile per un ragazzo sopravvivere sotto le bombe della guerra (che fra l’altro uccidono il gemello sordo) con difensori tanti miliziani che per le strade prendono molti a pedate e schiaffi (fra l’altro anche il padre quando va al lavoro in lavanderia). La vita quotidiana, la scuola, i regali, fame e sete, cibo e acqua, i compagni, i primi amori, desideri, sogni, tutto è dilaniato dall’assurdo. C’è anche il modo di aiutare il padre a inventare o rielaborare storielle per prendere meno botte, lo si racconta appunto in Barzellette per miliziani del giornalista e insegnante, poeta e traduttore palestinese Mazen Maarouf (Beirut, 1978), laureato in chimica, oggi attivo fra il Libano e l’Islanda (accolto da una rete associativa per i rifugiati).

L’autore narra in prima persona, il titolo è quello del primo e più lungo racconto, cui ne seguono altri tredici brevi, con stile a tratti lirico, a tratti satirico, a tratti onirico, sempre graffiante e incalzante.

Mazen Maarouf
Barzellette per miliziani
traduzione dall’arabo di Barbara Teresi
Sellerio, 2019

Gli uccelli della tempesta, di Pierluigi Sullo

Milano e Roma. Un altro anno della vita di Enrico, militante della sinistra rivoluzionaria fuori dal Pci, bello e armonico, un po’ nasone, capelli lunghi. Nel 2018 il giornalista Pierluigi Sullo (Roma, 1951) scrisse un importante bel romanzo sull’educazione sentimentale e politica di un ragazzo romano (evidentemente nato nel 1950, pur sempre a maggio) che preparava la maturità scolastica e definitivamente maturava civilmente “nel” fatidico Sessantotto, quando tutto poteva ancora succedere. Lo ritroviamo ora a Milano, sei anni dopo, sempre narrato in terza esclusiva persona, attratto dagli studi storici (anche post universitari). Appena lasciato da Annamaria, decide di tornare nella capitale, ritrova i vecchi compagni di liceo, incontra altre donne e il femminismo, la mobilitazione contro le bombe e per il divorzio, le lotte per la casa e contro le dittature internazionali, Gli uccelli della tempesta, secondo bel romanzo storico su una generazione colta e volitiva, forse libera.

Pierluigi Sullo
Gli uccelli della tempesta. Un romanzo nel ‘74
Lastaria, 2020

Il partigiano americano, di Marco Patricelli

Abruzzo. 1944. Renato Berardinucci nasce a Philadelphia nel 1921, terzo figlio di Vincenzo e Antonietta, emigrati venti anni prima coi due fratelli maggiori, e muore fucilato dai tedeschi ad Arischia nel 1944, come capo della banda partigiana che ha fondato e diretto, immigrato dopo l’8 settembre. Davanti al plotone d’esecuzione si buttò in avanti per salvare i compagni. A lui e all’altro ucciso, Vermondo Di Federico, fu assegnata la medaglia d’oro al valor militare della Resistenza in Abruzzo. La sua storia è ancora poco nota. Il giornalista e saggista Marco Patricelli (Pescara, 1963) l’ha meritoriamente ricostruita in Il partigiano americano, con un pluriennale lavoro di ricerca, soprattutto da fonti orali.

La narrazione è a più voci intorno all’unico protagonista, connesse a familiari, a testimoni locali, a contatti politico-culturali. Emerge qualche tono polemico eccessivo, come se fosse possibile isolare un unico bell’episodio dall’intera antieroica resistenza al nazifascismo. 

Marco Patricelli
Il partigiano americano. Una storia antieroica della Resistenza
Ianieri, 2020

L’ombra del fuoco, di Hervé Le Corre

Parigi. Giovedì 18 – domenica 28 maggio 1871. L’insegnante (ora in pensione) e grande scrittore Hervé Le Corre (Bordeaux, 1955) si cimenta con successo in un’impresa narrativa complicata: ambientare un sordido noir (genere di cui è riconosciuto premiato maestro) nei giorni finali di una nota dolorosa rivoluzione affogata nel sangue, fra i mitici corali epici Comunardi, creativi ma barricati agli albori della Terza repubblica, sotto assedio e bombardamenti dell’esercito prussiano vincitore e assedio e bombardamenti dell’esercito regolare francese sconfitto. Per chi ne ha letto le ricostruzioni storiografiche, cronache e testimonianze, letteratura e scienza, c’è ancora di che commuoversi ogni volta che se ne parla.

La narrazione investigativa sull’infernale braciere di morti, L’ombra del fuoco, è in terza varia, gli amabili personaggi principali sono il sergente Nicolas Bellec della Guardia nazionale e l’indomita fidanzata infermiera Caroline, rapita anche lei da un malvagio criminale.

Hervé Le Corre
L’ombra del fuoco
traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Edizioni e/o, 2020

Millenovecentottantaquattro, di George Orwell

Londra, Pista Uno, Oceania. 36 anni dopo. Il giornalista, saggista e attivista socialista George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair (Motihari, 1903 -Londra, 1950), malato di tubercolosi, scrisse Millenovecentottantaquattro nel 1948 (il titolo è quel numero con le due ultime cifre invertite, scritto in lettere), continuò a sistemarlo fino alla pubblicazione (fine 1949), morì poche settimane dopo, non potendo così segnalare i refusi, né esprimersi sulle polemiche interpretative. Il suo libro distopico ha fatto letteratura e storia.

Racconta in terza fissa l’esistenza del 39enne Winston Smith sotto il regime totalitario a partito unico prevalso nel mondo e guidato dal Fratello Maggiore, l’amore per la lasciva Julia del Reparto Narrativa, il terrore per l’onnipresenza invasiva dei teleschermi, l’imprigionamento e l’annullamento. L’ottimo curatore lo ha ritradotto, introducendo neologismi coerenti con il linguaggio appositamente creato che l’autore spiegò nell’essenziale Appendice.

George Orwell
Millenovecentottantaquattro
cura e traduzione di Tommaso Pincio
Sellerio, 2021

Ottobre rosso (anzi novembre!), di Mauro Cicarè

Russia. 1917. La lunga rivoluzione russa, iniziata tra l’8 e il 12 marzo (secondo il calendario gregoriano), portò al potere i bolscevichi, guidati da Lenin e Lev Trockij. La Rivoluzione d’Ottobre è chiamata così perché ebbe definitivo successo il 25 ottobre 1917 secondo il calendario giuliano adottato nell’epoca pre-rivoluzionaria (secondo il nostro calendario, gregoriano, il 7 novembre). Così si spiega il titolo del delizioso album illustrato Ottobre rosso (anzi novembre!), sit-comedy a fumetti dell’illustratore sceneggiatore Mauro Cicarè (Macerata, 1957), ottimo illusionista fumettista, spinto dal centenario di quattro anni fa a narrarci graficamente con garbato disilluso colto umorismo le idee e l’estetica di quel periodo, soprattutto attraverso i divertenti dialoghi fra il proletario Volo’dja (ispirato al mitico Capannelle di Monicelli ne “I soliti ignoti”) e il compagno intellettuale Kropòtkin, dal naso grande e squadrato (ispirato allo Zanardi di Pazienza). Tovarish!

Mauro Cicarè
Ottobre rosso (anzi novembre!)
Grifo Edizioni, 2020

Vivere con i classici

Mondo umano, antico e moderno. Da quasi un ventennio fino al 2020 della pandemia si è svolto a inizio estate un annuale Festival Internazionale di Roma, che si caratterizza per inedite conferenze scritte e lette da grandi personalità sul tema annualmente proposto, nelle prime edizioni “soli, insieme” (2002), “passato, futuro” (2003). Nel giugno 2019 l’argomento scelto era “Il domani dei classici” e vengono ora pubblicati alcuni dei testi presentati: Alicia Giménez-Bartlett, “La maledizione dei classici” (per tanti adolescenti); Francesco M. Cataluccio, “Il sonno di Ulisse” (che accompagna i sogni e le stagioni della vita); Daria Galateria, “L’avarizia” (degli autori, perlopiù); Fabio Stassi, “Congedo” (dalle biblioteche, causa tarli, forse fantascienza); Roberto Alajmo, “La prevalenza del bonghista” (chi li ha poco letti, in genere); Scott Spencer, “La doppia cittadinanza e il futuro dei classici” (a partire da “Delitto e castigo” di Fëdor Dostoevskij).

Vivere con i classici
traduzioni di Maria Nicola e Luca Briasco
Prefazione di Maria Ida Gaeta, introduzione di Luciano Canfora
Sellerio, 2020

Foto | Mike Gattorna via Unsplash

Valerio Calzolaio

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