La Magna Via

La Magna Via: un’avventura on the road nel cuore della Sicilia

Màkari, Palermo e Magna Via Francigena. Un recente inverno.

La Magna Via

Dopo vari intensi colloqui con l’editore (cui risponde che vuole cambiare genere), il quasi cinquantenne giornalista Saverio Lamanna è costretto d’improvviso a muoversi. Deve inseguire il padre.

Nemmeno alle otto di mattina, mentre è a casa con la magnifica Suleima, arrivano prima l’amico Peppe Piccionello, in preda alla passione podistica e al conteggio di almeno diecimila passi al giorno, poi la telefonata della “zia” Rosina, preoccupata perché il papà (quasi ottant’anni, pressione alta, mille acciacchi) ha deciso di mettersi in cammino con l’amico Mimì (diabetico), marito di Rosina. Deve andare subito a Palermo per fermarlo.

Non vi riesce e allora lo segue, tutti a piedi, mentre Peppe e Suleima decidono di intercettarli ogni tanto con l’auto.

La determinazione dei due attempati vispi signori non lascia spazi di fuga. Hanno saputo che Agrigento è stata nominata capitale della cultura 2025, partiranno comunque. Deve predisporsi ad andare con loro, nella buona e nella cattiva sorte.

Papà e Mimì hanno preso scarponcini, zaino e piccozza si sono preparati per un cammino che torni all’antico rapporto con la natura e si sono dotati di altimetrie e informazioni pratiche tappa per tappa. Saverio s’adegua (memore di una breve esperienza di scout, a tredici anni d’età).

Dopo due giorni, il primo tratto previsto sarà Palermo, Monreale, Piana degli Albanesi; Saverio li raggiunge con il mitico tassista Franco in Multipla.

E non finirà lì, anche per Saverio si prospetta una ricca sequela di incontri e avventure, ricordi vicini e lontani, De bello siculo.

Ci sarà di che divertirsi. Fra l’altro incrociano pure un penoso lager per cani, vicenda su cui pericolosamente indagare e reagire.

I romanzi di Gaetano Savatteri

Il bravo giornalista Gaetano Savatteri (Milano, 1964) è cresciuto a Racalmuto in Sicilia. Da parecchio vive e lavora a Roma.

Grazie anche all’editore insiste sul suo scoppiettante protagonista seriale e sulla relativa corte dei miracoli, che funzionano opportunamente proprio per raccontare usi e costumi siciliani, fatti e miti, luoghi arcinoti e angoli fantasmagorici, con intelligente ironia e autoironia, usando indagini su morti come pretesti vitali.

Stile e struttura de La Magna Via

L’allegra narrazione è in prima persona al presente: contano dialoghi, situazioni, personaggi, rimandi, citazioni, giochi di parole, insieme a sapori colori odori umori di una terra magnifica e biodiversa.

Il problema è che l’incedere narrativo e stilistico è un po’ sempre lo stesso, ripetitivo nel singolo romanzo e nella serie.

Il titolo fa riferimento al percorso tracciato dopo l’anno Mille dai Normanni, che collegava due sponde della più grande isola mediterranea, usato come via di comunicazione dei sapiens e di transumanza delle greggi, una rete di piccoli centri oggi in progressivo spopolamento (esplicite ed efficaci le connessioni con le analisi antropologiche di Vito Teti, che cita il rilevante diritto di restare, e i componimenti poetici di Franco Arminio).

Imprecisi i richiami ai Neandethal, come spesso quasi ovunque, purtroppo.

Ben si discute se e come l’Isola delle Femmine sia stata usata per la detenzione, a pagina 40.

Anche questa volta l’intreccio, molti dialoghi e i pensieri del pigro protagonista (personaggio letterario, indagatore casuale, disoccupato di successo, giornalista in disarmo, elucubrante spigliato alter ego dell’autore, con diversa biografia e a dieci anni di distanza) ruotano intorno al disagio nella dialettica vecchi-giovani, nostalgia-euforia, resistenza-esuberanza.

Sulla strada, birra Messina e arancine.

Musiche e parole stimolano l’intelletto, la voce di Teresita s’intona con gli Inti Illimani.

Il libro

Gaetano Savatteri
La Magna Via
Sellerio, 2024

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Valerio Calzolaio

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