Libri sulle foibe
Libri sulle foibe

Libri sulle foibe per celebrare il Giorno del ricordo

Il 10 febbraio in Italia si celebra il Giorno del ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale.

Il Giorno del ricordo è stato istituito dalla legge 92 del 30 marzo 2004, il cui primo articolo così recita:

«La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale».

La data del 10 febbraio è stata scelta perché proprio il 10 febbraio 1947 venne firmato il trattato di pace con cui l’Istria e gran parte della Venezia Giulia furono assegnate alla Jugoslavia.

Cosa sono le foibe

Il termine foiba indica i grandi inghiottitoi tipici della regione carsica e dell’Istria. In geologia con inghiottitoio si intende una superficie carsica in cui l’acqua penetra o sprofonda nel suolo sottostante. La Treccani è più specifica nella definizione: «Nella regione istriana, grande conca chiusa, originata da doline, al fondo della quale si apre un inghiottitoio».

Foiba deriva dal latino fovea (fossa, cava) che è passato attraverso l’influenza dialettale dell’area giuliana. La prima attestazione scritta del termine risale ad Alberto Fortis (1741-1803) letterato, naturalista e geologo italiano che scrisse alcuni libri dedicati al carso della Dalmazia.

Se il termine è usato al plurale – foibe – il riferimento è ai massacri delle foibe, gli eccidi avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra ai danni degli italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia. Da foiba deriva il verbo infoibare che vuol dire gettare nelle foibe. «In tal senso – ricorda sempre la Treccani – nella Venezia Giulia (ex province di Trieste, Gorizia, Pola e Fiume) le foibe vennero largamente utilizzate durante la Seconda guerra mondiale e nel dopoguerra, per liberarsi dei corpi di coloro che erano caduti a causa degli scontri tra nazifascisti e partigiani» e prosegue: «soprattutto per occultare le vittime delle ondate di violenza di massa scatenate a due riprese – dapprima nell’autunno del 1943 e successivamente nella primavera del 1945 – da parte del movimento di liberazione sloveno e croato e delle strutture del nuovo Stato iugoslavo creato da Tito».

9 libri sulle foibe

La questione delle foibe è rimasta per molto tempo un tabù nella nostra storiografia. Una vicenda terribile e «scabrosa» sulla quale era difficile scrivere. In anni recenti sono stati pubblicati vari libri sull’argomento, anche se bisogna notare che il pericolo del revisionismo è sempre dietro l’angolo. Come quello del negazionismo.

Raoul Pupo-Roberto Spazzali, Foibe

Gli storici Raoul Pupo e Roberto Spazzali sono stati fra i protagonisti del rinnovamento degli studi sul problema delle foibe avvenuto a partire dalla fine degli anni Ottanta. Questo libro fornisce la documentazione necessaria per comprendere autonomamente i fatti e orientarsi nelle varie interpretazioni storiografiche. L’ultima parte contiene una mappa dettagliata delle foibe e le indicazioni indispensabili per raggiungerle.

Marco Girardo, Sopravvissuti e dimenticati

Girardo intervista tre persone direttamente o indirettamente coinvolte nelle vicende segnalate nel sottotitolo. Graziano Udovisi, sopravvissuto alle foibe, che racconta con dovizia di particolari quelle ore in cui la morte vicinissima gli fu miracolosamente risparmiata. Piero Tarticchio, esule di Gallesano, che, avendo perso il padre e altri parenti in una foiba, ha vissuto entrambe le drammatiche esperienze che hanno segnato la gente giuliano-dalmata. Nataša Nemec, storica slovena di Nova Gorica, che ha cercato di stilare un elenco dei caduti nelle foibe, sfidando in molti casi la diffidenza dei colleghi e dei connazionali.

Frediano Sessi, Foibe rosse

Norma Cossetto venne gettata ancora viva nella foiba di Villa Surani tra il 4 e il 5 ottobre del 1943. Aveva ventitré anni ed era iscritta al quarto anno di lettere e filosofia, all’Università di Padova. I suoi assassini, partigiani di Tito, che dopo il crollo del regime fascista tentarono di prendere il potere in Istria non hanno pietà della sua giovinezza e innocenza e, prima di ucciderla, la violentarono brutalmente.

Diego Zandel, I testimoni muti

La storia di un bambino nato nel campo profughi di Servigliano e cresciuto nel Villaggio giuliano-dalmata di Roma. La tragedia dell’esodo lo porterà a maturare un forte senso di appartenenza nei confronti delle proprie radici fiumane.

Gianni Oliva, Esuli

Attraverso una ricca documentazione fotografica si ripercorre la vicenda della frontiera nordorientale nel corso del Novecento. Ne risulta un ritratto efficace ed esaustivo, che attraverso immagini, citazioni letterarie e il saggio introduttivo accompagna il lettore alla scoperta della tragedia.

Giuseppina Mellace, Una grande tragedia dimenticata

Ancora oggi il dramma delle foibe resta sconosciuto ai più, quasi fosse una pagina rimossa della seconda guerra mondiale. Si stima che vi abbiano trovato la morte migliaia di persone, «cancellate» alla memoria dei posteri proprio dalla barbara modalità con cui trovavano una sommaria sepoltura. Ecco perché vale la pena ricordare le vicende di alcune vittime, attraverso i diari e le testimonianze di quel periodo.

Altri libri sulle foibe

In aggiunta ai summenzionati libri sulle foibe, segnaliamo anche Raoul Pupo, Il lungo esodo. Istria: le persecuzioni, le foibe, l’esilio (Biblioteca Universale Rizzoli 2005) che traccia un quadro completo di quelle vicende e Fulvio Molinari, Istria contesa. La guerra, le foibe, l’esodo (Ugo Mursia Editore 2015 – prima edizione 1996): una ricostruzione molto particolareggiata della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-istriano.

Oltre a questi libri sulle foibe che sono dei saggi storici segnaliamo anche un romanzo. Si tratta de La foiba grande di Carlo Sgorlon. Pubblicato nel 1992 e da allora ha avuto varie ristampe (l’ultima, con un inedito dell’autore, è del 2014 per Mondadori). Carlo Sgorlon narra le le vicende di Benedetto e della gente di Umizza. Un dramma umano, familiare, corale, in cui l’odio cancella l’amicizia, la paura annulla la fiducia. È l’incubo della morte nelle buie profondità delle foibe, il dramma dell’esilio forzato da una terra amatissima.

Foto | emydvx [CC BY-SA 3.0], attraverso Wikimedia Commons

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Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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