Anna Kavan

Anna Kavan: i libri fondamentali di una scrittrice oscura e visionaria

Un’infanzia infelice. Una madre ricca e distante. Un padre morto suicida quando la scrittrice era soltanto una bambina. Ferite tutte profondissime, destinate a non chiudersi. A suppurare per decenni. A creare in Anna Kavan (1901-1968) scompensi così intensi che niente e nessuno avrebbero mai potuto del tutto controbilanciare. Un libro mastro dove i tanti conti dell’esistenza sembravano sempre non tornare. Mostrare continuamente numeri vistosamente in rosso. Perdite ogni volta incolmabili.

Chi è stata Anna Kavan

Una vita quella della Kavan difficile da indagare, celata dietro un riserbo cupo e geloso che la portò a distruggere lettere e documenti. A fare tabula rasa di quel suo passato tanto doloroso.

La sua dipendenza da droghe come l’eroina, il suo girovagare da un continente all’altro, il progressivo isolamento in cui scelse di vivere e morire, sono specchio di un male interiore chiamato ad assumere (sia nei suoi libri sia nei suoi quadri) sembianze oscure e minacciose. Fantasmi dallo sguardo allucinato, condannati, in un modo o nell’altro, a perdersi e ritrovarsi di continuo nei labirinti infiniti e bui della mente. In quel dedalo di fonda tenebra da cui sembra impossibile fuggire.

4 libri fondamentali di Anna Kavan

Per approfondire la conoscenza di questa autrice britannica poco nota in Italia, ma da molti critici paragonata a Franz Kafka, richiamiamo la vostra attenzione su quattro suoi indimenticabili libri. Buona lettura a tutti.

Impressioni di follia

Raccolta di racconti pubblicata nel 1940 e destinata a segnare una vera e propria svolta nella carriera artistica della scrittrice. Storie incentrate sul mistero doloroso della mente. Della follia. Dei suoi implacabili spettri. Un pozzo oscuro in cui diventa difficile trovare un varco verso la luce. Fu il suo primo libro a uscire con lo pseudonimo di Anna Kavan, nome ispirato a un personaggio creato dalla stessa autrice in un precedente romanzo.

Ghiaccio

È certamente la sua opera più celebre e amata. Al suo centro una giovane donna in fuga dal proprio implacabile carnefice. Un uomo misterioso (e crudele) che caparbiamente la insegue di luogo in luogo, mentre la Terra soccombe a una terribile glaciazione.

Julia e il bazooka

Raccolta di racconti dove la fragilità umana si anima di fughe e cadute vertiginose in un mondo misterioso e allucinatorio. Una rete balenante e oscura in cui la mente dell’uomo rimane drammaticamente impigliata.

La casa del sonno

Un romanzo a sfondo autobiografico che, grazie all’abile mano dell’autrice, ci appare come una grande tela surrealista. Pagine in cui Anna Kavan evoca la propria infanzia, i propri lontani ricordi, attraverso un susseguirsi (indimenticabile) di suggestioni visionarie, accensioni oniriche. Figurazioni tutte degne del “pennello” di Salvador Dalí.

Foto | screenshot da YouTube

Giorgio Podestà

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