Libri che fanno piangere

6 libri che fanno piangere e riflettere

Per ogni stato d’animo c’è un tipo di lettura. Andiamo alla scoperta di libri che fanno piangere, ovvero quei romanzi perfetti per quando si ha voglia di leggere una storia che fa emozionare nel profondo.

Qual è il momento perfetto per leggere libri che fanno piangere

La letteratura ha la straordinaria capacità di farci provare ogni tipo di emozione: gioia, tristezza, sorpresa, dolore, paura…

A seconda del nostro umore, abbiamo voglia di leggere un libro o un altro. Se in alcuni giorni vorremo lasciarci coinvolgere da una lettura leggera e divertente, in altri opteremo per un thriller ricco di azione che ci sorprende pagina dopo pagina.

Ci sono anche momenti in cui abbiamo bisogno di immergerci in una storia commovente che inevitabilmente ci fa venire le lacrime agli occhi. Una storia che, a tratti, ci costringe a interrompere la lettura perché talmente intensa che abbiamo bisogno di fermarci. In breve, una storia che ci lascia il segno.

6 ottimi libri che fanno piangere

Ecco, allora, la nostra proposta di libri che fanno piangere: romanzi che emozionano, ci commuovono e lasciano il segno.

Storia di una ladra di libri, di Markus Zusak

Esiste un’innumerevole quantità di storie sulla Seconda guerra mondiale. Fortunatamente, non ce ne sono due uguali e ognuna ci porta qualcosa di diverso.

Nel caso del romanzo di Markus Zusak, l’autore ci trasporta nella Germania nazista e ci presenta una ragazza tedesca che trova nei libri un rifugio da tutti i mali del mondo. Tra le pagine de Storia di una ladra di libri incontriamo personaggi indimenticabili che ci portano a riflettere sull’amicizia, l’amore, l’innocenza e la gentilezza umana. Il romanzo è anche l’occasione per esplorare il potere dell’educazione, della cultura e delle parole di fronte all’odio.

Amabili resti, di Alice Sebold

Quando una persona scompare, chi le è vicino si ritrova con il cuore spezzato dall’incertezza e dalla desolazione di non avere informazioni sull’accaduto. Questo è esattamente ciò che accade ai personaggi di Amabili resti, romanzo basato su un evento reale.

Una sera, la quattordicenne Susie non torna a casa da scuola. Invece di conoscere la situazione attraverso gli occhi dei familiari, la viviamo grazie alla protagonista stessa, che ha perso la vita e osserva i suoi cari dal cielo. Il lettore assisterà, al pari di lei, a come i genitori e i fratelli lottino per andare avanti, portando il peso dell’assenza di Susie.

Sette minuti dopo la mezzanotte, di Patrick Ness

Un romanzo che tratta di malattia e dolore è probabile che ci faccia piangere. Se, inoltre, la storia ha come protagonista un bambino e la persona malata è la madre, la possibilità che ci si ritrovi immersi nelle lacrime aumenta esponenzialmente.

In Sette minuti dopo la mezzanotte, Patrick Ness parla del difficile processo di affrontare la perdita di una persona cara. Ness dà vita a un mostro che visita il piccolo Conor ogni notte; incurante delle sue suppliche di andarsene, continuerà ad apparire per metterlo di fronte alle proprie paure e al dolore che minaccia di distruggere tutto ciò che lo circonda.

Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini

Ci sono diversi romanzi dello scrittore afghano-americano Khaled Hosseini che potrebbero trovare un posto in questa lista. Tuttavia, ci concentriamo su Mille splendidi soli, opera che è riuscita a bissare il successo ottenuto de Il cacciatore di aquiloni.

Nel libro seguiamo la storia di amicizia tra due donne afghane provenienti da contesti molto diversi. Mariam, dopo essere stata costretta a sposarsi a quindici anni con Rashid, un calzolaio con il doppio dei suoi anni, si trasferisce dalla sua modesta casa alla periferia di Herat a Kabul. Vent’anni dopo, è a Kabul che Rashid dà rifugio a Laila, quindicenne senza fissa dimora. Da quel momento in poi, tra Mariam e Laila si instaura un rapporto stretto, a cui si aggrappano con le unghie e con i denti quando devono affrontare varie avversità.

Brevemente risplendiamo sulla terra, di Ocean Vuong

La vita da immigrato comporta spesso molte difficoltà, dal cambiamento culturale ai problemi linguistici. Questa è stata l’esperienza del poeta vietnamita Ocean Vuong, che all’età di due anni, dopo aver trascorso un periodo in un campo profughi nelle Filippine con la sua famiglia, si è trasferito con loro negli Stati Uniti dopo aver ottenuto l’asilo. A undici anni ha imparato a leggere, diventando il primo della sua famiglia ad acquisire questa abilità.

La sua esperienza di vita è raccontata nel romanzo Brevemente risplendiamo sulla terra, scritto sotto forma di lettera alla madre, che non ha mai imparato a leggere. Conosciamo così le sue esperienze più intime, legate anche alla scoperta della propria omosessualità, a cui imprime un folgorante lirismo poetico.

Espiazione, di Ian McEwan

Quando siamo testimoni di un’ingiustizia, siamo travolti da rabbia, collera e impotenza. Espiazione di Ian McEwan è proprio questo: la storia di una menzogna che porta due persone innocenti alla disgrazia.

L’autore ci conduce nell’Inghilterra del 1935. Quell’estate, nella casa di campagna della famiglia Tallis, c’è pace e armonia. Questa tranquillità viene presto dissipata quando la piccola Briony assiste a una scena che non capisce tra Cecilia, sua sorella maggiore, e Robbie, il figlio della cameriera. La sua infantile ignoranza porta a un malinteso che cambierà per sempre le vite di Cecilia e Robbie, che si trovano coinvolti da un giorno all’altro in una guerra che prima era loro estranea.

La bellezza dei libri che fanno piangere

Si conclude così la nostra lista di consigli di lettura di libri che fanno piangere. Ti consigliamo di leggere questi testi che emozionano con una scatola di fazzoletti a portata di mano!

Via | Lecturalia
Foto | catalin205 via Depositphotos

Disclaimer: su alcuni dei titoli linkati in questo articolo, Libri e parole ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi per l’utente finale. Potete cercare gli stessi articoli in libreria, su Google e acquistarli sul vostro store preferito.

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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