Donne scrittrici

10 donne scrittrici contemporanee di Shakespeare

Virginia Woolf ne scrisse ampiamente nel suo saggio Una stanza tutta per sé. La sua penna elegante, la sua intelligenza lucida e tagliente come un coltello appena affilato crepitano nell’orecchio del lettore, rivelandogli, caso mai gli fosse sfuggito, il perché vi fossero nei tanti manuali di letteratura, nelle folte antologie, sparse in giro per il mondo, cosi poche scrittrici e, soprattutto, nessun William Shakespeare in gonnella.

La risposta della scrittrice di Gita al faro fu chiara e inconfutabile. Ferma e accusatoria: assoluta mancanza di tempo libero e un totalizzante asservimento ai dispotici bisogni dell’uomo e della società.

Imprigionate nei propri doveri familiari come avrebbero mai potuto queste donne, a cui mancava persino il tempo di respirare, prendere in mano carta e calamaio e darsi all’impegnativa arte della scrittura?

Tuttavia, grazie al cielo, alcune temerarie, spesso di alto rango e con minori assilli, riuscirono a crearsi una minuscola stanza tutta per sé. Una nicchia scavata all’interno delle loro esistenze di mogli e di madri dove il talento poté finalmente venire alla luce. Scolpito dalle loro stesse parole. Un talento che, ancora oggi a distanza di tanti secoli, brilla di una luce ferma che non teme rivali e soprattutto comparazioni di genere.

Donne scrittrici dei tempi di Shakespeare che dovresti leggere

Eccovi allora dieci donne scrittrici e poetesse che, nel secolo che diede i natali a William Shakespeare, seppero rompere il predominio maschile nel campo delle lettere, dando corpo a opere di incontestabile qualità.

Elizabeth Cary (1585-1639)

La fama di Cary è indissolubilmente legata a La tragedia di Mariam, un’opera che vanta di essere il primo dramma teatrale in lingua inglese pubblicato da una donna (1613). Le vicende narrate sono quelle della seconda moglie di Erode, il Grande. La donna, celebre per la sua bellezza in tutto il Medio Oriente, verrà giustiziata a causa dell’odio e degli intrighi di Salomé.

Gaspara Stampa (1523-1554)

Il suo canzoniere d’amore spicca per bellezza ed eleganza. La sua passione per l’affascinante Collaltino di Collalto ha attraversato i secoli, conquistato i lettori di mezzo mondo, rivelato il talento di una giovane poetessa padovana destinata a morire presto, consunta forse dal mal d’amore. Dall’improvvisa freddezza del disinvolto e sempre più distante Collaltino. Tra le donne scrittrici del periodo di Shakespeare, Stampa occupa senza dubbio un posto particolare.

Maria Stuarda (1542-1587)

Tutti conoscono la storia dell’infelice e appassionata regina scozzese. Pochi conoscono invece i suoi versi scritti nei lunghi anni della prigionia in Inghilterra. Un talento tutto da riscoprire, coltivato già nell’adolescenza, quando Stuarda viveva presso la corte di Francia.

Isabella di Morra (1520-1545)

Brutalmente uccisa dai fratelli che sospettavano una tresca tra lei e un nobiluomo spagnolo, Isabella di Morra scrisse, chiusa nel torvo castello di Valsinni, versi accorati, tra i più toccanti della nostra letteratura.

Mary Sidney Herbert, contessa di Pembroke (1561-1621)

Tutto iniziò un po’ per caso con la morte del fratello Philip Sidney. Trovatasi tra le mani tanti scritti incompiuti dell’amato congiunto, la contessa cercò di completarli, arrivando a dare vita anche a opere svincolate dal fratello e interamente nate dalla propria penna come La tragedia di Antonio.

Lady Mary Wroth (1587-1651)

Discendente da una nobile famiglia che aveva tra i propri membri poeti e scrittori di qualità come Philip Sidney e la contessa di Pembroke, Mary Roth scrisse Urania, quello che oggi viene considerato, nell’ambito della letteratura inglese, il primo romanzo di ampio respiro scritto da una donna.

Veronica Gambara (1485-1550)

Il Rinascimento italiano ha portato alla ribalta il talento e l’estro di diverse poetesse tra cui Veronica Gambara, signora di Correggio. Il suo canzoniere rimane sicuramente tra i più belli del periodo. I suoi versi dedicati al marito Giberto hanno conservato intatta la forza di commuovere e suggestionare il cuore del lettore.

Anne Lock (1533-ca. 1590)

A lei il primato di essere stato il primo poeta inglese a pubblicare nel 1560 una sequenza di sonetti, anticipando di fatto William Shakespeare di quasi cinquant’anni. Un merito certo non piccolo, vi sembra?

Elisabetta I d’Inghilterra (1533-1603)

Sotto di lei l’Inghilterra visse uno dei momenti più gloriosi della propria storia. Tuttavia, Elisabetta I non fu solo una grande sovrana, ma anche una discreta poetessa che amava verseggiare su eventi e fatti che la riguardavano da vicino. Ricordiamo qui On Monsieur’s Departure, una riflessione in rima sul fallimento dei negoziati sul suo possibile matrimonio con il duca d’Angiò, figlio di Caterina de’ Medici ed Enrico II di Francia.

Aemilia Lanyer (1569-1645)

Concludiamo questo nostro elenco di donne scrittrici dei tempi di Shakespeare con Aemilia Lanyer. I suoi versi sono considerati come precursori del femminismo. Nella sua più celebre poesia Salve Deus Rex Judaeorum, Lanyer lamenta come gli uomini siano sempre pronti a puntare il dito contro le donne, accusandole di colpe inesistenti. Nel componimento racconta come la moglie di Ponzio Pilato cerchi in tutti i modi di far capire al marito come la condanna di Gesù sia un gravissimo errore.

Via | Mentalfloss
Foto | Pierre Bamin via Unsplash

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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