carteggi letterari

I migliori carteggi letterari che riscaldano il cuore

Non solo romanzi. Non solo storie nate dalla fantasia o dal sacro fuoco dell’arte. Dietro le quinte, al di là di cortine e tende ben tirate, nel chiuso sempre un po’ claustrofobico della propria affettività, sconosciuta ai più, l’esistenza segreta dell’autore trovava voce e sfogo nelle lettere. Nel carteggio. Nella parola privata, circoscritta, senza eco pubblica. Carteggi letterari, corrispondenza fitta, variegata dove lo scrittore si metteva a nudo, rivelava dubbi e fragilità, gioie e lacerazioni.

Confidenze tutte destinate, prima dell’era Internet, a essere affidate esclusivamente alla carta. Alle poste di mezzo mondo. Da Parigi a New York, da Londra a Mosca, transitando per mete esotiche come Timbuktu o Marrakech, il dialogo a distanza fluiva ininterrottamente come un fiume in piena.

5 carteggi letterari che ti faranno emozionare

Carteggi letterari che, impossibile negarlo, hanno dato alla letteratura squisiti gioielli, dove le parole tagliano o accarezzano, accecano o illuminano come diamanti ora grezzi, ora abilmente sfaccettati, perché gli autori, è sempre bene ricordarlo, hanno spesso l’occhio lungo e anche nel privato, nel tumulto oscuro del proprio cuore, pensano volentieri alla posterità.

Vita Sackville-West e Virginia Woolf, Scrivi sempre a mezzanotte (Donzelli)

In queste indimenticabili lettere che Virginia Woolf e Vita Sackville-West si scambiarono negli anni della loro lunga relazione rivive tutto il trasporto, tutto l’amore, che le due donne, così diverse per temperamento e costumi, provarono l’una per l’altra. Un carteggio da leggere e rileggere, dove l’autrice di Gita al faro e Le onde trova e rivela in un colpo solo la sua anima più autentica e privata.

Franz Kafka, Lettere a Milena (Mondadori)

Le prime le lettere che lo scrittore scrisse a Milena Jesenská nella primavera del 1920 furono spedite da Merano dove Kafka si stava curando. L’incontro con la donna, traduttrice di alcuni dei suoi lavori, avvenne però a Vienna. Ne nacque un grande amore, anche se la Jesenská non se la sentì mai di abbandonare il marito. A lei Kafka consegnò i suoi diari ed è grazie a Milena se oggi è possibile leggerli, conoscere più da vicino il mondo intimo e segreto del grande scrittore ceco.

 Anaïs Nin e Henry Miller, Storia di una passione. Lettere 1932-1953 (Bompiani)

Una tra le più note passioni che il mondo delle lettere abbia mai conosciuto. Un incontro che segnò entrambi gli scrittori e di cui queste lettere sono una suggestiva e indimenticabile testimonianza. Un ménage à trois (anche June, la moglie di Miller avrà indiscutibilmente il suo ruolo) che ancora oggi non fa smettere di parlare (e scrivere).

James Joyce, Lettere e saggi (Il saggiatore)

In questo volume pubblicato da Il saggiatore sono raccolte diverse lettere che l’autore dell’Ulisse scrisse nel corso della sua vita. Dalla paralisi di Dublino all’arrivo in Italia, dagli anni parigini alle dispute con il proprio editore a proposito di Gente di Dublino, il lettore affronta qui lunghe o e affascinanti “escursioni” nel mondo pubblico e privato di uno dei più notevoli scrittori di tutto il Novecento.

Cristina Campo, Lettere a Mita (Adelphi)

Un’amicizia nata sotto il segno di Simone Weil. Margherita Pieracci e Cristina Campo si incontrarono per la prima volta per parlare della celebre pensatrice francese. Un incontro che segnò l’inizio di una lunga e profondissima amicizia durata più di vent’anni. Un carteggio dove la voce di Campo svela tutti i suoi timbri e suggestioni. Un viaggio non solo nella letteratura, ma anche nella vita e nei sentimenti di questa grande e dimenticata scrittrice del secolo scorso.

Foto | Álvaro Serrano via Unsplash

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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