Fascette editoriali
Le frasi più ammiccanti che trovi sulle fascette editoriali

Le 10 migliori fascette editoriali per convincerti a comprare un libro

Un libro apre la mente, fa vivere molte vite, è un ottimo compagno e via dicendo.

Tutto vero, per carità. Ma al di là dell’idea romantica, un libro è un prodotto da vendere e, visto che ogni giorno si pubblicano tantissimi libri, non è certo facile piazzarli tutti.

In un certo senso le librerie sono delle giungle in cui gli editori cercano di sopravvivere facendo in modo che siano i loro libri quelli che tu porti alla cassa. Vendere i libri non è poi così facile e le case editrici hanno un piccolo arsenale di frasi per le fascette editoriali fatte per convincerti e sedurti.

Le frasi pubblicitarie più gettonate sulle fascette editoriali per vendere i libri

Scopriamo insieme le frasi che solitamente si scrivono sulle fascette editoriali per incrementare la vendita dei libri.

Conquista il lettore fin dalla prima pagina

In quest’epoca di fast food, fast culture e fast everything l’importante è non perdere nemmeno un colpo per agganciare il lettore fin dal primo minuto, diversamente è perso per sempre.

Una frase del genere si adatta meglio a romanzi di avventura e intrighi vari più che con trattati di filosofia, ma vai a sapere quel che pensano gli uffici marketing…

Alla fine funziona perché ci piace sentirci dipendenti da qualcosa: un libro, una serie tv o un cioccolatino.

Un esempio? La ragazza del treno di Paula Hawkins.

Con più di millemila copie vendute

Ci consideriamo esseri molto civilizzati, evoluti e via dicendo ma alla minima occasione spunta fuori il nostro spirito gregario.

Un libro le cui vendite hanno più zeri del tuo conto corrente diventa un richiamo difficile da ignorare. La cosa più interessante di questa frase è che si autoalimenta: più copie vende, più continuerà a vendere nel futuro. Luogo comune, senza dubbio, in cui cadiamo però con tutte le scarpe.

La frase funziona perché se non so quantemila persone hanno comprato il libro, deve essere bello per forza!

Un esempio? Un libro qualunque di Stieg Larsson.

Un libro che ha scatenato molte polemiche

Quanto ci piace il gossip, vero? Lo scandalo ci incuriosisce, ci emoziona, quasi ci dà vita e questo spiega perché si pubblicano tanti libri su temi scabrosi.

E questa tecnica non funziona solo con fatti reali, realmente accaduti. Basta che un libro sia stato criticato o vietato in una qualche parte del mondo perché le vendite salgano di molto.

La frase funziona perché stimola la curiosità, a volte morbosa; anche se non si è mai sentito quel titolo, la sola parola “polemica” attirerà la nostra attenzione.

Un esempio? I versi satanici di Salman Rushdie.

Il miglior romanzo di Tizio fino a ora

Affermare che un romanzo è il migliore dell’autore fino a questo momento ci mette addosso un’ansia buona. E, guarda caso, il miglior libro dell’autore è sempre quello che è stato appena pubblicato e, va da sé, cesserà di essere tale non appena l’autore ne pubblicherà uno nuovo. E così avanti all’infinito.

L’affermazione funziona perché se sei un fan di Tizio non vorrai certo perderti il suo romanzo migliore pubblicato finora, no? Sarebbe un errore imperdonabile! E come esempio basta pensare a uno qualunque dei romanzi di Stephen King!

Un nuovo classico

A dar retta alle fascette editoriali, ogni giorno arrivano in libreria come minimo tre o quattro nuovi classici. Si tratta di libri destinati a durare nel tempo, a diventare un punto di riferimento per la cultura, a produrre cambiamenti sociali e a ispirare tutta una generazione. Queste sono le intenzioni, ovviamente, poi nei fatti…

L’affermazione funziona perché poche cose sono più soddisfacenti che essere un passo avanti nelle tendenze, come se si fosse talent scout letterari. E se poi il libro non dovesse diventare un classico, la colpa senza dubbio sarà della massa che non ha saputo coglierne la profondità!

Un esempio? I libri di Jonathan Franzen.

Vincitore del Premio XXX

Nella vendita dei libri poche cose funzionano come l’aver vinto un premio letterario. Si parla di premi famosi, naturalmente, che quelli di quartiere lasciano il tempo che trovano. Anche se si sa che spesso questi premi letterari sollevano un po’ di polverone, i libri con tale dicitura in copertina vendono di più.

La frase funziona perché se danno un premio famoso a un libro vuol dire che è una garanzia di qualità. Se vinci il Premio Nobel per la letteratura senza dubbio le vendite dei tuoi libri schizzeranno in alto, anche se nessuno ti conosceva prima.

L’opera che ha sdoganato qualunque cosa

La fascetta editoriale ti avverte che quel libro che hai in mano ha sdoganato il romanzo erotico, la grafica x, il linguaggio y. In letteratura, come in ogni altro settore, ci sono le mode. Romanzi erotici, gialli scandinavi, vampiri e licantropi…

Le mode vanno e vengono e le case editrici fanno a gara per essere le prime a infilarsi in un certo settore, perché sanno che tutte le altre dovranno andare a rimorchio.

La frase funziona perché se ci interessa un genere specifico vogliamo leggere tutti i libri di quel genere, anche i titoli meno noti e, naturalmente, anche quello che è stato il capostipite.

Come non citare qui l’esempio di Cinquanta sfumature di Grigio di E. L. James?

Un imperdibile classico di…

Aggiungere qui quello che si vuole: noir, libri per l’infanzia, horror, economia thailandese…

Si gioca con due concetti potenti: il classico e l’imperdibile. Risulta chiaro che non puoi decidere se ti piace quel genere (che so: l’arte di mettere i tappi alle penne) se non hai letto quel libro!

È una tecnica che spesso viene usata per lanciare sul mercato titoli del tutto sconosciuti e funziona perché si fanno pressioni sul lettore in maniera subliminale, giocando con i suoi sentimenti e facendogli quasi credere che la sua vita non sarà completa fino a quando non avrà letto quel classico. Come esempio pensiamo a Il nome della rosa di Umberto Eco.

Il nuovo Harry Potter / Signore degli anelli / Cinquanta sfumature di grigio

Semplicemente aggiungendo il nome di una saga milionaria, la casa editrice prende due piccioni con una fava: da un lato evita di dover descrivere il nuovo libro, dall’altro cattura l’attenzione di quei milioni di lettori che vogliono continuare a leggere libri simili.

Paga perché è un modo facile di agganciare i lettori di un certo genere, avidi di nuove letture. Tuttavia è anche un modo per allontanarne altri di lettori, per cui è una strategia da usare con cautela.

Come esempio riportiamo Il mago di Lev Grossman che è stato presentato come un Harry Potter per adulti e che ha una sua serie tv (The Magicians).

Il libro di cui tutti parlano

Questa è la frase delle fascette editoriali che batte tutte perché nessuno vuole ignorare il contenuto di un libro del genere. Insomma, se tutti ne parlano, anche tu devi sapere di cosa tratta sì da discuterne con colleghi, amici, complici e amanti!

E la frase dà risultati perché se la parrucchiera, la vicina, la cassiera del supermercato, il fabbro e pure il postino te lo consigliano, devi leggerlo subito subito!

Se, per esempio, non hai mai sentito parlare di Elena Ferrante, allora non sei di questo mondo!

Via | Trendencias
Foto | Hakan Nural via Unsplash

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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