Frasi sulle ceneri
Frasi sulle ceneri per il primo giorno di Quaresima

Frasi sulle ceneri per iniziare la Quaresima

Le frasi sulle ceneri sono un buon modo per prepararsi alla Quaresima.

Con il Mercoledì delle Ceneri inizia il tempo liturgico della Quaresima che condurrà fino alla Pasqua: sono quaranta giorni – un po’ di più in realtà – di “penitenza” e riflessione per poi vivere in pienezza la Pasqua di Resurrezione del Signore.

Il rito dell’imposizione delle ceneri

L’imposizione delle ceneri è un rito penitenziale che si svolge dopo l’omelia. Il sacerdote invita a raccogliersi in preghiera e poi invoca Dio con una di queste due formule:

O Dio, che hai pietà di chi si pente e doni la tua pace a chi si converte, accogli con paterna bontà la preghiera del tuo popolo e benedici questi tuoi figli, che riceveranno l’austero simbolo delle ceneri, perché, attraverso l’itinerario spirituale della Quaresima, giungano completamente rinnovati a celebrare la Pasqua del tuo Figlio, il Cristo nostro Signore.

Oppure

O Dio, che non vuoi la morte ma la conversione dei peccatori, ascolta benigno la nostra preghiera: benedici queste ceneri, che stiamo per imporre al nostro capo, riconoscendo che il prezioso corpo tornerà in polvere; l’esercizio della penitenza quaresimale ci ottenga il perdono dei peccati e una vita rinnovata a immagine del Signore risorto.

Il Sacerdote asperge, quindi, con l’acqua benedetta le ceneri mentre fedeli processionalmente si presentano al celebrante il quale impone a ciascuno le ceneri, dicendo una di queste due formule: «Convertitevi, e credete al Vangelo» (Paenitemini, et credite Evangelio) o la più classica: « Ricordati che sei polvere, e in polvere tornerai» (Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris).

La messa poi continua nel modo solito, con l’offertorio.

Frasi sulle Ceneri: il mercoledì delle ceneri secondo i papi

Per comprendere meglio il senso del rito delle ceneri, vi proponiamo una selezione di frasi sulle ceneri tratte dai discorsi dei papi a proposito del rito in sé e della penitenza quaresimale.

Frasi sulle ceneri di papa Francesco

  • Come popolo di Dio incominciamo il cammino della Quaresima, tempo in cui cerchiamo di unirci più strettamente al Signore, per condividere il mistero della sua passione e della sua risurrezione.
  • Come segno della volontà di lasciarci riconciliare con Dio, oltre alle lacrime che saranno “nel segreto”, in pubblico compiremo il gesto dell’imposizione delle ceneri sul capo. Il celebrante pronuncia queste parole: «Ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai», oppure ripete l’esortazione di Gesù: «Convertitevi e credete al Vangelo». Entrambe le formule costituiscono un richiamo alla verità dell’esistenza umana: siamo creature limitate, peccatori sempre bisognosi di penitenza e di conversione.
  • Durante questa Quaresima, che inizia oggi, preghiamo e lavoriamo affinché il Regno di Dio si stabilisca nel nostro mondo e perché ne sappiamo discernere i segni.
  • Il cammino quaresimale che oggi iniziamo ci porti alla gioia della Pasqua con cuori purificati e rinnovati dalla grazia dello Spirito Santo.
  • La liturgia del Mercoledì delle Ceneri, in modo particolare il rito dell’imposizione delle ceneri sul capo, ci aiuta a comprendere la nostra fugacità, il bisogno della penitenza, del digiuno e della rinuncia. Apriamo il nostro cuore, la nostra mente per capire in modo giusto il senso della nostra vita alla luce dei misteri della passione, della morte e della risurrezione di Gesù.
  • Oggi, Mercoledì delle Ceneri, inizia il cammino quaresimale. Auguro a ciascuno di voi di vivere questo tempo in un autentico spirito penitenziale e di conversione, come un ritorno al Padre, che attende tutti a braccia aperte per ammetterci alla comunione più intima con Lui.

Frasi sulle ceneri di altri papi

Delle ceneri hanno parlato anche altri pontefici. Diamo uno sguardo alle frasi sulle ceneri pronunciate da Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e Paolo VI.

L’inizio della Quaresima secondo Benedetto XVI

  • Gesto proprio ed esclusivo del primo giorno della Quaresima, è l’imposizione delle Ceneri. Qual è il suo più pregnante significato? Non si tratta certo di mero ritualismo, ma di qualcosa di assai profondo, che tocca il nostro cuore. Esso ci fa comprendere l’attualità dell’ammonimento del profeta Gioele, ammonimento che conserva anche per noi la sua salutare validità: ai gesti esteriori deve sempre corrispondere la sincerità dell’animo e la coerenza delle opere.
  • Il Mercoledì delle Ceneri viene considerato la “porta” della Quaresima. In effetti, l’odierna liturgia e i gesti che la contrassegnano formano un insieme che anticipa in modo sintetico la fisionomia stessa dell’intero periodo quaresimale. Nella sua tradizione, la Chiesa non si limita a offrirci la tematica liturgica e spirituale dell’itinerario quaresimale, ma ci indica pure gli strumenti ascetici e pratici per percorrerlo fruttuosamente.

Il primo giorno di Quaresima per Giovanni Paolo II

  • «Crea in me, o Dio, un cuore puro… non privarmi del tuo santo spirito». Sentiremo echeggiare quest’invocazione nel nostro cuore, mentre tra poco ci accosteremo all’altare del Signore per ricevere, secondo un’antichissima tradizione, le Ceneri sul capo. Si tratta di un gesto ricco di richiami spirituali, un segno importante di conversione e di interiore rinnovamento. È un rito liturgico semplice, se considerato in se stesso, ma quanto mai profondo per il contenuto penitenziale che esprime: con esso la Chiesa ricorda all’uomo credente e peccatore la sua fragilità di fronte al male e, soprattutto, la sua totale dipendenza dall’infinita maestà di Dio.
  • Il significato del Mercoledì delle Ceneri non si limita a ricordarci la morte e il peccato; è anche un forte richiamo a vincere il peccato, a convertirci.
  • La Chiesa benedice oggi le ceneri, ricavate dai rami benedetti nella domenica delle Palme dell’anno scorso, per imporle su ognuno di noi. Chiniamo quindi le nostre teste, e nel segno delle ceneri riconosciamo tutta la verità delle parole rivolte da Dio al primo uomo: «Ricordati! polvere tu sei e in polvere tornerai».

Due frasi sulle ceneri di papa Paolo VI

  • Il rito delle Ceneri ci ricorda la fugacità, la precarietà, la nullità della nostra vita presente e nello stesso tempo la sua preziosità.
  • L’imposizione delle ceneri reca con sé un significato così chiaro ed aperto, che ogni commento si rivela superfluo: essa ci induce a una riflessione realistica sulla precarietà della nostra condizione umana, votata allo scacco della morte, la quale riduce in cenere, appunto, questo nostro corpo, sulla cui vitalità, salute, forza, bellezza, intraprendenza tanti progetti ogni giorno noi costruiamo. Il rito liturgico ci richiama con energica franchezza a questo dato oggettivo: non c’è nulla di definitivo e di stabile quaggiù; il tempo fugge via inesorabile e come un fiume veloce sospinge senza sosta noi e le cose nostre verso la foce misteriosa della morte.

Foto | debowscyfoto via Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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