Le frasi di Pasqua di Giovanni Paolo II
Frasi di Pasqua di Giovanni Paolo II

Le frasi di Pasqua di Giovanni Paolo II, il papa santo

Papa Giovanni Paolo II, santo, è stato uno dei pontefici più carismatici della storia della Chiesa cattolica. Il suo pontificato si è distinto per essere stato di notevole apertura al mondo e anche di una certa rottura con il passato: san Giovanni Paolo II ha viaggiato in lungo e in largo per il mondo, portando in ogni luogo il messaggio cristiano.

Le più belle frasi di Pasqua di Giovanni Paolo II

Le sue riflessioni, omelie, preghiere, messaggi sono sempre impregnati di una visione attuale del cristianesimo. E anche le sue frasi sulla Pasqua hanno un costante accenno all’oggi dell’umanità.

Riflessioni pasquali di papa Wojtyła

  • Cristo è risorto. Egli è la pietra angolare. Già allora si tentò di rigettarlo e di sopraffarlo con la vigilata e sigillata pietra del sepolcro. Ma quella pietra fu ribaltata. Cristo è risorto. Non respingete Cristo, voi che costruite il mondo umano.
  • Tra la vita e la morte fin dall’inizio si svolge una lotta. Si svolge nel mondo la battaglia tra il bene e il male. Oggi la bilancia sale da una parte: la Vita ha la meglio; il Bene ha la meglio. Cristo Crocifisso è risorto dalla tomba; ha spostato la bilancia in favore della Vita. Ha innestato di nuovo la vita sul terreno delle anime umane. La morte ha i suoi limiti. Cristo ha aperto una grande speranza: la speranza della Vita oltre la sfera della morte.
  • Rendiamo grazie per la risurrezione di Gesù Cristo. Rendiamo grazie per la glorificazione di colui, che spogliò se stesso e si fece obbediente fino alla morte, e alla morte di croce
  • Gesù Cristo, crocifisso e risorto, cammina attraverso la storia dell’uomo; attraverso la storia dell’umanità e delle nazioni. Le generazioni, sull’albeggiare della domenica di Pasqua, stanno davanti alla tomba vuota e ascoltano già da ormai duemila anni il medesimo messaggio apostolico: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato”.
  • Il messaggio pasquale è testimonianza. Rendono testimonianza coloro che hanno trovato la tomba vuota. Coloro che hanno sperimentato la presenza del Risorto.
  • Ma l’uomo d’oggi è disposto a farsi partecipe della Risurrezione di Cristo? È disposto a riscoprire la sfida dell’immortalità nascosta nella sua sostanza spirituale? A risorgere dai morti insieme con Cristo? È disposto a morire, insieme con Cristo, al peccato, per risorgere insieme con lui alla Vita? È disposto (come dice l’Apostolo) a pensare “alle cose di lassù”, non soltanto a “quelle della terra”?
  • Uomo che vivi immerso nel mondo, credendo di padroneggiarlo mentre forse ne sei preda. Cristo ti libera da ogni schiavitù per lanciarti alla conquista di te, all’amore costruttivo e proteso al bene; amore esigente, che ti fa costruttore, non distruttore del tuo domani, della tua famiglia, del tuo ambiente, della società intera. Solo Cristo risorto può appagare pienamente la tua insopprimibile aspirazione alla libertà!
  • Sì, questo è giorno di Luce, di Forza e di Speranza che fa indietreggiare le tenebre minaccianti la terra.
  • È il giorno prodigioso della vittoria: la Pasqua di resurrezione. Che l’annuncio della gioia pasquale sia ascoltato da tutti gli uomini e da tutti i popoli sulla faccia della terra!
  • Cristo è risorto! Dal sepolcro ormai vuoto, si sprigiona la Vita che sconfigge le forze di morte insidiatrici dell’umana esistenza. I credenti non possono non agire con coraggio e dedizione dovunque c’è povertà, fame, ingiustizia, dovunque si attenta alla vita, dal suo nascere al suo naturale compimento, dovunque essa è disprezzata e vilipesa.
  • In questo mattino di Pasqua, come vorremmo che ogni uomo e ogni donna accogliessero la luce di Cristo che dirada le tenebre ed inaugura il trionfo della vita sulla morte! Fratelli e sorelle di tutta la terra, benedite con noi “questo giorno che ha fatto il Signore”. Cristo è risorto, alleluia!
  • Tutto si rinnova nella luce del Risorto, il quale soltanto può dire: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno” (Gv 11, 25-26
  • L’amore di Cristo, vittorioso sul peccato e sulla morte, doni a tutti l’audacia del perdono e della riconciliazione, senza cui non esistono soluzioni degne dell’uomo.
  • Cristo risorto addita sentieri di speranza, sui quali avanzare insieme verso un mondo più giusto e solidale, dove il cieco egoismo di pochi non prevalga sul grido di dolore di molti, riducendo popoli interi in condizioni di avvilente miseria.
  • Voi, uomini e donne d’ogni continente, attingete alla sua tomba ormai vuota per sempre il vigore necessario per sconfiggere le forze del male e della morte, e porre ogni ricerca e progresso tecnico e sociale al servizio di un futuro migliore per tutti.

Frasi di Pasqua di Giovanni Paolo II a mo’ di preghiera

  • Gesù, crocifisso e risorto, rimani con noi! Resta con noi, amico fedele e sicuro sostegno dell’umanità in cammino sulle strade del tempo! Tu, Parola vivente del Padre, infondi fiducia e speranza in quanti cercano il senso vero della loro esistenza. Tu, Pane di vita eterna, nutri l’uomo affamato di verità, di libertà, di giustizia e di pace.
  • In questo giorno del tuo trionfo sulla morte, l’umanità trovi in Te, o Signore, il coraggio di opporsi in modo solidale ai tanti mali che l’affliggono.
  • Rallegrati, Maria, rallegrati, Madre! Tu hai portato il suo corpo nel tuo seno verginale, hai portato dentro di te l’uomo-Dio. E poi l’hai dato alla luce nella notte di Betlemme, L’hai portato tra le tue braccia come bambino. L’hai portato nel tempio nel giorno della sua presentazione. I tuoi occhi – più che gli occhi di chiunque altro – hanno visto il Verbo Incarnato. I tuoi orecchi l’hanno ascoltato, sin dalle primissime parole. Le tue mani hanno toccato il Verbo della vita (cf. 1 Gv 1, 1). “Regina coeli laetare!” “Colui che hai portato è risorto”.
  • Tu, che sei il Risorto e “regni vivo” per sempre, resta accanto all’uomo, all’uomo di oggi che la morte col suo fascino tenebroso in mille modi tenta ed insidia.

Foto | WikiCommons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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