Frasi per la commemorazione dei defunti
Frasi per la commemorazione dei defunti

Frasi per la commemorazione dei defunti, il 2 novembre

La Commemorazione dei fedeli defunti che si celebra ogni anno il 2 novembre è un momento importante nella vita sociale di tutti noi: volenti o nolenti andiamo con il pensiero alla morte, “da la quale nullo homo vivente pò skappare”, come scrisse Francesco d’Assisi nel Cantico delle creature. Le frasi per la commemorazione dei defunti possono aiutarci a contestualizzare il tutto.

Sulla morte è stato scritto tanto, forse troppo, e ogni scrittore, scrittrice, filosofo e poeta ha una sorta di ricetta per affrontare questo momento tanto inevitabile quanto indesiderato.

35 frasi per la commemorazione dei defunti

Vi proponiamo alcune frasi celebri per la commemorazione dei defunti come anche citazioni sulla morte. Se volete, vi rimandiamo anche alcuni approfondimenti sulla questione con frasi sulla morte che possono essere utili nella riflessione. Ricordiamo, inoltre, la nostra selezione di frasi per le condoglianze.

Citazioni sulla morte (per il 2 novembre)

  • Alcuni cessano di vivere prima di cominciare (Seneca)
  • Anche un cataclisma di tutti i sistemi solari e stellari ti può uccidere solo una volta (Thomas Carlyle)
  • Bisogna veramente che l’uomo muoia, perché altri possa appurare, ed ei stesso, il di lui giusto valore (Vittorio Alfieri)
  • C’è gente disposta a morire pur di far morire i suoi nemici (Esopo)
  • E poi morire cos’è? È finire di nascere! (Hercule Savinien de Cyrano de Bergerac)
  • Ecco, è l’ora di andare: io a morire, e voi a vivere. Chi di noi due vada verso il meglio è oscuro a tutti fuorché al Dio. (Socrate)
  • Gli uomini, fuggendo la morte, l’inseguono (Democrito)
  • In fondo morire non sarebbe niente. Quel che non sopporto è il non poter sapere come andrà a finire (Antonio Amurri)
  • In questa vita non è difficile morire: vivere è di gran lunga più difficile (Vladímir Vladímirovič Majakóvskij)
  • In questo ci sbagliamo, nel vedere la morte avanti a noi, come un avvenimento futuro, mentre gran parte di essa è già alle nostre spalle. Ogni ora del nostro passato appartiene alla morte. (Seneca)
  • L’unica consolazione che provo al pensiero dell’ineluttabilità della mia morte è la stessa che si prova quando la barca è in pericolo: ci troviamo tutti nella stessa situazione (Lev Tolstoj)
  • La maggior parte della gente muore solo all’ultimo momento; altri invece cominciano e ci si mettono vent’anni prima e a volte anche più. Sono i disgraziati della terra (Louis-Ferdinand Céline)
  • La morte di ogni uomo è una mia perdita perché sono coinvolto nella razza umana. Perciò non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te. (John Donne)
  • La morte è dolce a chi la vita è amara (Tommaso Campanella)
  • La paura della morte è più tremenda della morte stessa (Publilio Siro)
  • La morte è il riposo, ma il pensiero della morte è il disturbatore di ogni riposo (Cesare Pavese)
  • La sciocchezza, anzi la follia umana è così grande che alcuni sono spinti alla morte proprio dal timore della morte (Seneca)
  • La morte è l’ultimo medico delle malattie (Sofocle)
  • Moriamo ogni giorno, ogni giorno vien meno una parte della vita (Seneca)
  • La morte è terribile, ma ancora più terribile sarebbe avere la coscienza di vivere in eterno e di non poter mai morire (Anton Cechov)
  • Morte, l’unica delle mia avventure che non commenterò (François Mauriac)
  • La morte mostra all’uomo ciò che egli è (Christian Friedrich Hebbel)
  • Muor giovane colui che al Cielo è caro (Menandro)
  • La morte non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è la morte, e quando c’è la morte noi non ci siamo più (Epicuro)
  • Nessun giovane può credere che un giorno morirà (William Hazlitt)
  • La morte non sarà più morte. E tu, morte, morrai (John Donne)
  • Non perdo mai occasione d’imparare a morire (Vittorio Alfieri)
  • Non temete tanto la morte, ma più lo squallore della vita! (Bertolt Brecht)
  • Ognuno lascia la vita come se l’avesse cominciata allora (Epicuro)
  • Pochi si rendono conto che la morte coinciderà con la fine dell’universo (Gesualdo Bufalino)
  • Quando si muore si ha ben altro da fare che di pensare alla morte (Italo Svevo)
  • Quando verrà l’ora di morire non voglio perderne neanche un attimo: si muore una volta sola (Antonio Amurri)
  • Se fossi un facitore di libri, farei un registro commentato delle diverse morti. Chi insegnassi agli uomini a morire, insegnerebbe loro a vivere (Michel De Montaigne)
  • Si muore una sola volta, per tanto tempo! (Molière)
  • Voglio che la morte mi colga mentre pianto i miei cavoli, per niente preoccupato di lei e meno ancora del mio orto imperfetto (Michel de Montaigne)

Foto | By Lavery, John (Sir) (RA) (RSA) (1856 – 1941) (Details of artist on Google Art Project) [Public domain], via Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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