Ugo Betti

Ugo Betti: un gigante del teatro italiano che merita di essere conosciuto

Non molti ricordano oggi il nome di Ugo Betti (1892-1953). Pochi leggono i suoi libri o vanno a teatro per vederne rappresentati i drammi. Eppure ci troviamo di fronte a un talento di spicco. A un drammaturgo di primo piano, indubitabilmente degno di figurare tra i grandi del teatro europeo del secolo scorso. Del resto – come negarlo? – viviamo in un uno strano paese, pronto ogni volta a entusiasmarmi per tutto ciò che è esotico o abbia, meglio ancora, un’invitante patina anglofila. Un accento lontano. Una provenienza d’oltremare.

La potente scrittura di Ugo Betti

Drammi come Delitto all’isola delle capre o La regina e i rivoltosi sono prove irrefutabili di un alto magistero artistico dove realtà, fiaba e scandaglio psicologico si illimpidiscono fino a stanare dal torbido in cui l’esistenza umana si dibatte una verità che salva e condanna. Rivela e redime. Uccide e fa risorgere. E questo sotto lo sguardo sempre vigile e compassionevole del suo autore.

Ugo Betti fu una figura complessa, poliedrica, prima uomo di legge (ricordiamo al volo gli anni da magistrato nel parmense) e poi poeta, scrittore e drammaturgo di fama internazionale che elesse Roma come propria città d’elezione. Un artista vasto il cui talento non può essere in alcun modo dimenticato o misconosciuto. Sarebbe – a tutti gli effetti e imperdonabilmente – un delitto di lesa Maestà.

Ugo Betti: drammi, poesie e opere di un maestro del Novecento

Per chi volesse ora approfondire la conoscenza di questo autore riportiamo qui di seguito una selezione delle sue opere:

Prosa e narrativa

Caino (1928), Le case (1933), Una strana serata (1948) e il romanzo La Piera alta (1948).

Teatro

La padrona (1926); Frana allo scalo nord(1932); Il cacciatore d’anitre (1934); Il vento notturno (1941); Marito e moglie (1943); Corruzione al palazzo di giustizia (1944); Delitto all’isola delle capre (1948); La regina e gli insorti 1949); La fuggitiva (1952/53).

Poesia

Il re pensieroso (Ed. Treves), 1922; Canzonette – La morte (1932); Una strana serata (1948).

Foto | WikiCommons

Giorgio Podestà

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