Libri antichi illuminati da candele e lucine natalizie che evocano le storie di Natale di Charles Dickens

Le 4 storie di Natale di Dickens che (forse) non conosci

Quando pensi a Charles Dickens e al Natale, la mente corre subito a Canto di Natale. Il classico racconto del misero Ebenezer Scrooge e della sua magica conversione natalizia si rivelò un successo immediato sin dalla sua uscita, circa una settimana prima del Natale 1843. La prima tiratura andò esaurita in soli cinque giorni. Il libro continuò a vendere bene anche dopo Natale e per tutto l’anno successivo.

Nonostante quel successo, Canto di Natale non fu esattamente la miniera d’oro che il suo autore avrebbe sperato. Charles Dickens aveva coperto personalmente i costi di stampa del libro per compensare la tiepida accoglienza che il suo romanzo a puntate Martin Chuzzlewit stava ricevendo da lettori e critici. Tuttavia i suoi gusti costosi ed esigenti fecero sì che inizialmente ricavasse solo un deludente profitto di 230 sterline da 6.000 copie vendute. Eppure Canto di Natale si rivelò abbastanza popolare presso lettori e critici da spingere Dickens a tentare di ripetere quel successo diverse altre volte a metà degli anni Quaranta dell’Ottocento, pubblicando un nuovo racconto di Natale quasi ogni anno fino al 1848.

Ma tale fu il successo di Canto di Natale che le quattro storie natalizie che pubblicò in quel periodo — alcuni classici trascurati, altri flop critici e passi falsi — sono state da allora in gran parte eclissate dal loro più noto predecessore. Oggi rimangono tra le opere meno conosciute del catalogo di Dickens.

Se vuoi approfondire il significato e il messaggio di tutte e cinque le storie natalizie di Dickens, ti consiglio di leggere anche questo articolo sui libri di Natale di Charles Dickens, dove troverai un’analisi dei temi e della bellezza di questi racconti.

Le storie di Natale di Charles Dickens meno conosciute

Andiamo ora a scoprire nel dettaglio questi quattro racconti che meritano di uscire dall’ombra del più celebre Canto di Natale. Ognuno ha la propria storia, i propri personaggi indimenticabili e le proprie curiosità legate alla genesi e all’accoglienza dell’epoca.

Le campane (1844)

Nel giugno 1844, sei mesi dopo la pubblicazione di Canto di Natale, Dickens firmò un nuovo contratto editoriale. Tale contratto prevedeva un racconto a tema natalizio da pubblicare quello stesso Natale. La storia che scrisse fu Le campane (The Chimes).

Dickens trascorse gran parte del 1844 soggiornando in una villa a Genova, in Italia. Lontano dal clamore delle strade di Londra faticava a trovare ispirazione e soffrì di un prolungato blocco dello scrittore. “Mai ho vacillato tanto su una soglia”, scrisse al suo amico e biografo John Forster. “Mi sembra di essermi strappato dal mio terreno naturale quando ho lasciato Devonshire Terrace [la sua casa, vicino a Regent’s Park] e di non poter mettere più radici finché non vi farò ritorno.” Almeno fino a una mattina, quando seduto sulla terrazza della sua villa, Dickens si perse in quella che Forster definì la “vibrazione stonata, stridula, discordante, sussultante e orribile” delle campane della chiesa sottostante. Pochi giorni dopo, scrisse nuovamente a Forster dicendo enigmaticamente: “Abbiamo sentito LE CAMPANE a mezzanotte”.

La trama

Le campane racconta la storia di un anziano fattorino (un “ticket-porter”) di nome Toby “Trotty” Veck.

Dopo una serie di incontri casuali con diversi altri personaggi — da una povera ragazza orfana a un politico avido di denaro — Trotty si ritrova a interrogarsi sulla crescente disuguaglianza che vede intorno a sé ogni giorno. Disilluso, vaga nella notte dopo aver sentito le campane della chiesa chiamarlo. Trovando la chiesa locale aperta, Trotty sale sul campanile e scopre che gli spiriti delle campane hanno preso vita, circondati dai loro servitori folletti. Lì, gli presentano una serie di visioni che mostrano il futuro della sua famiglia e dei personaggi che ha incontrato quella notte. Il tutto culminacon una terrificante visione di sua figlia ventunenne, Meg, in piedi su un ponte che contempla il suicidio.

Proprio mentre allunga la mano per cercare di salvarla, Trotty si sveglia al suono delle campane del mattino di Capodanno che rintoccano. Dickens lascia al lettore decidere se il risveglio di Trotty sia stato davvero un sogno o meno.

Dopo il successo di Canto di Natale, c’era molta attesa per il seguito di Dickens. Le campane si rivelò alla fine un successo redditizio: circa 20.000 copie furono vendute solo nei primi tre mesi. Ma il duro commento sociale della storia divise i critici. Inoltre, all’ombra del precedente successo, la popolarità de Le campane non ha resistito alla prova del tempo.

Il grillo del focolare (1845)

Probabilmente il più conosciuto tra i racconti natale di Dickens oltre a Canto di Natale, Il grillo del focolare (The Cricket on the Hearth) racconta la storia di John Peerybingle e della sua giovane moglie Dot.

Informato da un avaro fabbricante di giocattoli locale, Tackleton, che sua moglie ha una relazione, John consulta l’angelo custode della famiglia — sotto forma di un grillo che frinisce sul focolare di casa — per avere un consiglio. Alla fine si scopre che c’è stato un grave malinteso. Nel solco della tradizione natalizia dickensiana il duro di cuore Tackleton vede il proprio errore in una rivelazione alla Scrooge alla fine della storia.

Come per l’altro testo, Il grillo del focolare fu un enorme successo commerciale per Dickens — anche se la sua trama sdolcinata e sentimentale non piacque a tutti. Mentre il rivale e collega scrittore William Thackeray lo definì “un buon libro di Natale, illuminato con gas extra, ripieno di dolciumi extra, prugne francesi e dolcezze”, il Times arrivò addirittura a dichiarare che “dobbiamo alla letteratura il protestare contro quest’ultima produzione del signor Dickens”.

La battaglia della vita: una storia d’amore (1846)

Scritta durante una vacanza in Svizzera nel 1846, la quarta storia natalizia consecutiva di Dickens fu La battaglia della vita (The Battle of Life). Raccontava la storia di due sorelle, Grace e Marion Jeddler, del fidanzato di Marion, Alfred, e del suo apparente amante, un gentiluomo di nome Michael Warden. Attraverso una serie di macchinazioni e malintesi, Marion scompare dal villaggio. In sua assenza Alfred si avvicina e alla fine sposa sua sorella Grace. Gli anni passano e Marion alla fine ritorna — momento in cui viene rivelata la vera ragione dietro la sua scomparsa, e le sorelle si riconciliano.

La battaglia della vita non fu un successo di critica. I recensori fustigarono la sua trama irrealistica e poco sviluppata e i suoi personaggi. È rimasta tra le opere meno ammirate e meno ricordate di Dickens. Tuttavia, cavalcando il successo di Canto di Natale e de Il grillo del focolare, il libro vendette ben 23.000 copie il giorno della sua uscita nel 1846. I fan di Dickens, se non i critici, furono adeguatamente conquistati.

Il patto col fantasma (1848)

Dopo un anno di pausa dal mercato natalizio, Dickens tornò nel 1848 con Il patto col fantasma (The Haunted Man). Un racconto che lo riportò al tema soprannaturale che si era rivelato così efficace in Canto di Natale.

Nella storia, il signor Redlaw, uno scienziato solitario e cinico tormentato dalla morte di sua sorella, viene visitato dal suo stesso sosia la tarda vigilia di Natale. Riceve il dono di dimenticare tutti i ricordi dolorosi che lo hanno tormentato dalla morte della sorella. Il problema, tuttavia, è che chiunque entri in contatto con Redlaw dimentica i propri ricordi. Man mano che la storia procede, l’influenza di Redlaw finisce per rovinare le vite di tutti coloro che lo circondano.

Il patto col fantasma vendette un impressionante numero di 18.000 copie al momento dell’uscita nel dicembre 1848, ma l’accoglienza critica della storia fu contrastante. Forse come risultato — e forse alla luce del fatto che i suoi romanzi più lunghi stavano diventando sempre più seri e pesanti nei loro commenti politici e sociali (Casa desolata, Tempi difficili e Le due città erano tutti ancora lavori in corso a quel punto) — Dickens non rivisitò più il genere natalizio in forma di libro.

Riscoprire le storie di Natale di Charles Dickens oltre Scrooge

Questi quattro racconti meno conosciuti meritano di essere riscoperti. Ognuno porta con sé la caratteristica combinazione dickensiana di critica sociale, soprannaturale e redenzione tipica del periodo vittoriano, anche se con fortune critiche e commerciali diverse.

Se Canto di Natale resta il racconto natalizio per eccellenza, queste altre storie ci mostrano un Dickens sperimentatore, che esplorava temi come la memoria, il sacrificio, la disuguaglianza sociale e il potere trasformativo del Natale da angolazioni sempre diverse. Opere che, pur rimanendo nell’ombra del loro illustre predecessore, conservano ancora oggi il loro fascino e la loro capacità di commuovere.

Via | Mentalfloss
Foto | Depositphotos

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Roberto Russo

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