Ritratto di Oscar Wilde, autore di libri celebri oltre Dorian Gray"

Oltre Dorian Gray: gli altri libri di Oscar Wilde da riscoprire

Spesso, di un autore si parla attraverso un’opera specifica quasi fosse identificabile soltanto con essa. Magari per via di un maggior successo, di una trasposizione cinematografica fortunata, o a causa di un senso più universale di altre. Chi può dirlo o spiegarne le ragioni con assoluta certezza? Eppure, è proprio quando un libro si fa portavoce di un simile successo che val la pena riscoprire o conoscere tutta la produzione letteraria dello stesso scrittore, per conoscerlo meglio o per avere la possibilità di apprezzarne appieno il valore letterario. Ecco perché oggi proviamo ad andare oltre Dorian Gray. Gli altri libri di Oscar Wilde da riscoprire potrebbero farvi buona compagnia in queste calde giornate vacanziere.

L’importanza di chiamarsi Ernesto: la commedia più famosa

La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.

Questa è una frase tratta da L’importanza di chiamarsi Ernesto, grande commedia teatrale trasformatasi in libro. Convenzioni, aristocrazia, frivolezze nei dialoghi e nel vivere quotidiano, atmosfere ironiche e irriverenti, personaggi fuori dalle righe ed  educati all’ipocrisia e alla superficialità nell’agire, pensare e comunicare: il divertimento è assicurato ma anche gli spunti di riflessione lo sono.

La commedia, suddivisa in tre atti, fu scritta da Wilde tra il 1894 e il 1895 e  rappresentata per la prima volta il 14 febbraio 1895. Lui stesso la definì una commedia frivola per gente seria, e ciò che la rende interessante e intelligente sta proprio in quel prendersi gioco dell’autore attraverso i suoi personaggi, della nobiltà inglese e della sua predilezione per l’apparenza. Tante – se leggerete questo libro – saranno le frasi che vi colpiranno nei dialoghi tra i protagonisti, e siatene certi: il nome Ernesto vi resterà in memoria.

C’è qualche cosa in questo nome che sembra ispirare assoluta fiducia. Compiango le povere mogli il cui marito non si chiama Ernesto.

Un marito ideale: intrighi e morale vittoriana

Amare se stessi è l’inizio di un idillio che dura tutta la vita.

Questo invece è un aforisma tratto da Un marito ideale, storia scritta nel 1895 sotto forma di commedia teatrale in quattro atti, subito dopo L’importanza di chiamarsi Ernesto.

Intrighi, disonestà, coppie in crisi, un brillante uomo di mondo e una coppia che rischia di naufragare per via di qualcuno che insinua dubbi, sono i temi di questo lavoro, ma soprattutto la rigidità morale che si incontra/scontra contro chi non è perfetto e forse ha uno scheletro nell’armadio. Nessuno è come sembra? Ma ciò che ancor più ci incuriosisce è: parteggerete per l’elegante ma vulnerabile Sir Robert Chiltern o per l’integerrima Mrs Gertrude Chiltern?

De Profundis: la lettera dal carcere

Nessuno, piccolo o grande, non si può rovinare che con le sue proprie mani.

Se vi piacciono le lettere e se desiderate attraverso il genere epistolare comprendere meglio l’essenza di Wilde, la profondità del suo pensiero e le sue intime ferite, dovete leggere De Profundis. E una lunga lettera la cui stesura risale ai primi mesi del 1897, periodo in cui l’autore condannato per omosessualità scontava due anni di prigione.

Lo scritto è un atto di denuncia, uno sfogo, la volontà di riflettere pubblicamente ripercorrendo la propria vita senza censurare niente e rivolgendosi in buona parte al suo giovane amato egocentrico e narciso Alfred Douglas. Parole amare, addolorate, ma mai indulgenti con se stesso e le proprie debolezze, cui addebita spesso la colpa di essersi fatto sminuire e sfruttare dall’avido e presuntuoso Alfred. Non vi è recriminazione ma saggezza e lucida analisi, in questo scritto che vi invitiamo a riscoprire.

Libri di Oscar Wilde: le lettere complete dell’autore

Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle.

Rimanendo in tema di lettere, nel 2000 è stata pubblicata una interessante raccolta che contiene tutte quelle che Wilde vergò nel corso della sua vita, dall’infanzia fino alla morte e che pare siano state recuperate nel 1960: Le lettere di Oscar Wilde.

Rappresentano una sorta di biografia mai scritta. Offrono al lettore la possibilità di sentire la voce di un grande autore che si esprime e si racconta senza l’ausilio di stratagemmi come stili teatrali o pezzi di vita romanzati.  Le lettere sono indirizzate a tutti coloro che sono stati importanti o importanza hanno avuto durante il suo vivere, e tra loro vi sono destinatari celebri come Émile Zola, Conan Doyle, Mallarmé e tanti altri. Crediamo si tratti di una raccolta davvero degna di nota, che conduce molto oltre Dorian Gray offrendo un ritratto vivido e vibrante di Oscar Wilde. La prima edizione italiana è del 2014.

Perché leggere i libri di Oscar Wilde

La produzione letteraria dell’autore irlandese è vastissima. Qui abbiamo rispolverato per voi soltanto quattro delle sue opere per spingervi ad andare oltre Dorian Gray e intrigarvi con alcuni libri di Oscar Wilde da riscoprire. Ma il viaggio non finisce qui. Chi ama il genere fantastico non può perdersi Il fantasma di Canterville, racconto ironico e divertente che ribalta i cliché del genere horror vittoriano, mentre gli amanti delle fiabe moderne troveranno in Il principe felice una storia commovente che unisce bellezza poetica e critica sociale.

La sua spregiudicatezza, la volontà di essere se stesso, la capacità di vedere oltre le convenzioni e di denunciare l’ipocrisia non lo aiutarono in un’epoca in cui tutto ciò veniva racchiuso in una limitante parola: “immorale”. Ma noi lo apprezziamo anche per questo e vi invitiamo a leggerne le opere con uno dei suoi numerosissimi aforismi:

I libri che gli uomini chiamano immorali sono semplicemente libri che mostrano al mondo la sua vergogna.

Foto | Depositphotos

Susanna Trossero

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