Paul Claudel

Paul Claudel, l’uomo, il poeta, il diplomatico

Fratello di Camille, celebre e visionaria scultrice che finirà i suoi giorni in una casa di cura per malattie mentali, Paul Claudel (1868-1955) rimane ancora oggi una figura controversa. È visto spesso e volentieri in tralice per quel suo cattolicesimo che guardava fortemente a destra.

Paul Claudel, tra scrittura e carriera politica

Le cronache ci dicono anche come la fede gli arrivò come un dono del tutto improvviso, mentre appena diciottenne ascoltava il Magnificat a Notre Dame di Parigi. Una conversione repentina, profonda, che nutrirà di sé buona parte dalle sue opere, dalle celebri poesie ai drammi teatrali, a partire da L’annunzio a Maria per arrivare a Giovanna d’Arco al rogo, musicata da Arthur Honogger.

Quella di Paul Claudel non fu solo una carriera letteraria, iniziata con i celebri martedì in casa di Mallarmé e la passione per il talento del giovane e febbrile Arthur Rimbaud, ma anche squisitamente diplomatica. Un successo dopo l’altro nell’ambito dei delicatissimi rapporti tra i vari Stati gli consentirono di diventare, dopo aver svolto anche il ruolo di vice-console, ambasciatore di Francia in terra d’America. (Un incarico ieri come oggi ambitissimo).

Nonostante le sue idee politiche, Claudel già nei primi anni ‘30 (questo va certamente detto, senza ulteriori indugi) si scagliò contro il Nazismo. Lo definì apertamente e inequivocabilmente demoniaco, sposato a Satana. Anche il suo atteggiamento verso il governo di Vichy fu di grande delusione.

Tuttavia alcune ombre sulla personalità di Paul Claudel nascono dal suo atteggiamento nei confronti della sorella Camille. La donna era internata in un manicomio, visitata di rado e rimase chiusa nella casa di cura fino alla fine dei suoi giorni, nonostante il parere favorevole dei medici di dimetterla. Di farla tornare tra i congiunti. Un netto rifiuto da parte della borghesissima madre e del fratello (responsabile tra l’altro dell’internamento) che ancora oggi contano e pesano sulla figura dello scrittore.

Paul Claudel morì d’infarto nel febbraio 1955. Non dissipò mai quei dubbi e quelle perplessità che lo rendevano sgradito a una nutrita parte della società francese.

Foto | SconosciutoUnknown author, Public domain, attraverso Wikimedia Commons

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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