La Elizabeth Taylor (1912-1975) di cui parliamo oggi non ha nulla da spartire con la celebre, iconica diva dagli occhi viola le cui vicende hanno per decenni popolato le cronache rosa, tra kolossal milionari e amori travolgenti. Anzi le due Elizabeth non potrebbero essere più distanti, visto l’orrore che la Taylor scrittrice provava nei confronti di ogni forma di pubblicità. La discrezione era il suo habitat naturale. La riservatezza il suo credo. E il riserbo, quel suo starsene eternamente appartata, il più possibile lontana dai riflettori, l’ha in qualche modo penalizzata anche come scrittrice.
Elizabeth Taylor, la scrittrice riservata e il suo mondo narrativo
Tuttavia il suo talento, va detto subito a scanso di equivoci, è di prim’ordine. Non per nulla il suo nome viene spesso e volentieri accostato a quello di Jane Austen, Elizabeth Bowen e Barbara Pym. Tutte penne abili, maestre nel cogliere sfumature, nel rivelare difetti e peculiarità, ombre e luci in cui il lettore non può non riflettersi. Non può non ritrovarsi.
Certo, le vicende che la Taylor narra sono spesso minuscole. Banali come un giorno feriale, una tazza di tè o una gonna di tweed, ma in esse, non dimentichiamolo mai, batte il cuore dell’esistenza. Quei piccoli e grandi dolori (o gioie) che formano il tessuto stesso della vita. Sussurri e grida che si annidano come uccelli in gabbia dietro le porte chiuse, al riparo da occhi troppo curiosi o invadenti.
Così se la vita privata della scrittrice si è svolta senza colpi di scena, nutrita solo di alcune buone amicizie (in primis quello con la collega Ivy Compton-Burnett) e di un matrimonio discreto e borghese con un piccolo industriale dolciario, le sue opere continuano, pur tra mille difficoltà, a parlare al lettore, portandogli in dono su un vassoio d’argento – e scusate se è poco – i segreti del cuore umano.
Le opere principali tradotte in italiano
Qui di seguito una selezione dei suoi libri tradotti in italiano.
- Angel, traduzione di Claudia Valeria Letizia, Giano, Varese 2004 (poi Neri Pozza, Vicenza 2007 e Beat, Vicenza 2013).
- Colpa, traduzione di Claudia Valeria Letizia, Giano, Varese 2003 (poi, con il titolo La colpa, Neri Pozza, Vicenza 2008).
- La gentilezza in persona, traduzione di Delfina Vezzoli, Giano, Varese 2003.
- Mrs Palfrey all’hotel Claremont, traduzione di Paola Mazzarelli, Astoria, Milano 2017.
- Una ghirlanda di rose, Mondadori, Milano 1953.
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