Presepi nel mondo

I presepi nel mondo: la Natività di Gesù raccontata dalle diverse culture

Per molti cristiani in tutto il mondo, celebrare la Natività, ovvero la nascita di Gesù Cristo, è la parte più importante della stagione natalizia. Del resto si chiama “Natale” perché ricorda la nascita: tutto il resto è superfluo. I presepi nel mondo seguono proprio questo scopo: raccontare quell’evento che rappresenta uno spartiacque nella storia.

Tra le tradizioni natalizie più comuni, infatti, c’è il presepe, che viene allestito in casa, nelle chiese, in luoghi pubblici. Ci sono anche presepi viventi. Il cuore del presepe è la famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe. Ci sono, immancabili, asino e bue, uno o più angeli, pastori e pecorelle come se piovesse, i tre magi. Questi sono gli elementi base. Poi c’è la fantasia che si scatena e così un viaggio tra i presepi nel mondo diventa anche un modo per comprendere altre culture.

Un viaggio tra i presepi nel mondo

È comune vedere tradizioni culturali e religiose particolari incorporate attraverso i materiali utilizzati, i tipi di regali presentati a Gesù o le persone e gli animali presenti nell’allestimento presepiale.

Il guastafeste in Scandinavia

Nella tradizione folkloristica nordica, il “tomte” o “nisse” è una piccola creatura che assomiglia a una statuetta di un folletto da giardino. Questi piccoli ometti dalla lunga barba, col cappuccio rosso, sono associati a Yule, la celebrazione del solstizio d’inverno nell’Europa settentrionale pre-cristiana.

Sebbene si credesse spesso che queste figure folcloristiche fossero molto utili in una fattoria, facendo persino i lavori in segreto di notte, avevano anche un lato birichino o talvolta addirittura spaventoso. Ad esempio, in una leggenda una giovane contadina decide di mettere il burro sul fondo della ciotola di porridge lasciata fuori per il nisse, anziché sopra. Il nisse si arrabbia talmente tanto per questa cosa che va immediatamente a uccidere la miglior mucca della fattoria. Una volta scoperto il burro sul fondo, prova rimorso e, per rimediare alla situazione, ruba una mucca dalla fattoria vicina.

In Islanda, le creature mitiche sono chiamate Yule Lads, e visitano le case dei bambini nel periodo precedente il Natale. In alcuni presepi nordici, pertanto, non è raro trovare questi personaggi nel presepe, accanto a Gesù bambino.

Il diavolo è nei dettagli

I diavoli sono una caratteristica comune nei rituali natalizi in tutta l’America Latina. I demoni nella Natività sono una rappresentazione fisica del male nel mondo, anche in presenza del bambino Gesù. A volte rappresentano specificamente i sette peccati capitali: lussuria, avidità, superbia, invidia, gola, accidia e ira.

Il diavolo può essere trovato in altre tradizioni religiose popolari della stagione dell’Avvento e del Natale. Una di queste pratiche è l’apparizione del diavolo come personaggio in una “pastorela”, popolare rappresentazione drammatica messicana dei pastori che vanno a visitare Gesù. In queste rappresentazioni della Natività, il diavolo tira brutti scherzi e pone ostacoli sul cammino dei pastori, cercando di trattenerli da Betlemme.

Alcune pastorelas sono ambientate nei tempi moderni, con il personaggio del diavolo che mette in evidenza la peccaminosità umana. Ma queste rappresentazioni si concludono con un messaggio di speranza: l’amore, la pace e la gioia insegnati da Dio fattosi uomo.

Un’altra pratica chiamata “la quema del diablo”, o “bruciatura del diavolo”, si tiene in Guatemala. Tanto singoli quanto gruppi appiccano fuochi davanti alle loro case e nelle loro comunità per simboleggiare la purificazione del mondo da ogni male. Si tiene il 7 dicembre, in previsione della Festa dell’Immacolata Concezione l’8 dicembre.

Solo per gli occhi di Dio

Contrastando con i colori vivaci e le espressioni delle rappresentazioni latinoamericane, i presepi che rappresentano la cultura amish negli Stati Uniti spesso sono realizzate con figure senza volto, in abiti semplici.

Gli insegnamenti amish valorizzano molto l’umiltà e la semplicità: molte chiese, ad esempio, vietano alle persone di posare per una fotografia frontale, poiché ciò può essere considerato una forma di superbia. Anche le bambole amish per bambini spesso sono senza volto.

I presepi nel mondo come espressione culturale

I vari presepi nel mondo sono una rappresentazione plastica della nascita di Gesù e sono un segno tangibile della fede delle persone. In molti di questi allestimenti ci sono caratteristiche proprie della cultura in cui quel presepe è messo in piedi. Per diversi cristiani, tali tradizioni aiutano a rappresentare le proprie credenze in modo particolarmente potente: raffigurando Gesù all’interno della propria cultura.

Via | The Conversation
Foto | catalby via Depositphotos

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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