Francesco Benozzo
Francesco Benozzo

Pandemia dichiarata, soggiogamento delle popolazioni, soppressione della libertà di parola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa intervista al professor Francesco Benozzo dell’Università di Bologna e candidato al Nobel per la Letteratura. La nostra intenzione vuole essere un semplice invito alla riflessione.


Francesco Benozzo, il poeta-filologo-musicista candidato dal 2015 al Premio Nobel per la Letteratura, autore di diverse centinaia di pubblicazioni, direttore di tre riviste scientifiche internazionali, membro del comitato scientifico di gruppi di ricerca internazionali (tra i quali  il “Centro Studi di Medical Humanities” (CMH),  il workgroup “We Tell / Storytelling e impegno civico in epoca post-digitale”, e “IDA: Immagini e Deformazioni dell’Altro”), coordinatore del Dottorato di ricerca in Studi letterari e culturali all’Università di Bologna, ha espresso in questi giorni pubblicamente considerazioni non allineate a quelle correnti a proposito dell’emergenza pandemica in atto. In questa intervista spiega il suo punto di vista sulla questione.

Intervista a Francesco Benozzo

Come vive, in quanto intellettuale, la situazione presente? Sta lavorando a qualche progetto in questo isolamento?

Sono come tutti i cittadini agli arresti domiciliari, arresti attuati senza dibattimento parlamentare, in un chiaro momento di soppressione della democrazia, e presidiati dalle forze dell’ordine e dai militari.

Come vivo questo isolamento? Da privilegiato, avendo comunque – a differenza della maggior parte delle cittadine e dei cittadini attualmente reclusi – uno stipendio a fine mese, e vivendo in un luogo appartato sulle montagne, tra i cui boschi non potrebbe intrufolarsi nemmeno un drone dei Marines. Faccio lezione come tutti i colleghi da remoto, svolgo sedute di laurea e di dottorato, esamino gli studenti. Sto cercando intanto di portare a termine un lungo poema a cui lavoro da tempo, dal titolo Máelvarstal. Poema della creazione dei mondi, un poema sull’origine ed evoluzione dell’universo – e che ignora deliberatamente la storia del pianeta terra – che si appoggia in un certo senso alle teorie cosmologiche degli ultimi anni, quelle venute dopo il Big Bang.

Leggi anche Covid-19: l’esperienza di un medico italiano in prima linea in Francia.

Nei giorni scorsi sono uscite su qualche pubblicazione anarchica alcune sue esternazioni relative al punto di vista che lei ha assunto rispetto a questa situazione

Non è un punto di vista che ho assunto, ma il punto di vista spontaneo che, come professore di filologia, e cioè bene o male come studioso dei sistemi di comunicazione, ho necessariamente maturato fin dalle prime ore della dichiarata epidemia. Per quello che vedo io, siamo di fronte a delle prove generali di soggiogamento delle popolazioni, fondate su una visione scientocentrica della realtà.

Può essere più chiaro? La scienza è la responsabile dello stato di cose?

Beh, in quanto “scienziato” io stesso, non posso fare a meno di notare che tutto è orchestrato dalla nuova religione del mondo contemporaneo: una religione monoteista, antidialogica, totalitarista e oscurantista rappresentata, appunto, dalla cosiddetta “scienza”, in questo caso dalla scienza medica. Nei miei anni di studio e di insegnamento ho imparato dai grandi maestri che la scienza è prima di tutto una narrazione, una narrazione il più possibile plausibile, e che i passi avanti nelle varie discipline sono stati compiuti grazie al dialogo, alle confutazioni, ai dibattiti. Chi pratica la scienza come mestiere sa bene che tale mestiere consiste essenzialmente nell’arte del dubbio sulla verità e su ogni verità. Questo riguarda anche la scienza medica, e lo dico anche come membro del comitato scientifico del prestigioso CMH, il Centro Studi delle Medical Humanties che ha sede presso l’Università di Bologna. Assistiamo invece a una scienza da reti unificate che ritiene (o meglio finge) di essere portatrice dell’unica verità.

Ma la scienza, nella fattispecie i medici, non sono in realtà gli eroi – come molti dicono – di questa situazione?

Non sto parlando dei medici in corsia, ma dei virologi da salotto e da stanze del potere. Quanto ai medici in prima linea, come gli infermieri e i volontari, direi che più che gli eroi sono le prime vittime, insieme alle persone malate e a quelle decedute, di questa guerra. Sono in trincea a combattere. Ma ciò non deve distogliere emotivamente dall’opinione che ciascuno può farsi sul perché si trovino al fronte. Intendo dire che non può funzionare l’equazione “medici eroi =  guerra giusta”. E d’altro canto mi pare che in queste ore alcune delle associazioni dei medici si stiano ribellando, proprio contro il potere centrale, rispetto a questa etichetta di eroi affibbiata loro da chi li ha mandati al fronte.

Vittime di un sistema, dunque?

Direi proprio di sì. Se si guarda alla situazione italiana, senza andare oltre, bisogna registrare esclusivamente quanto segue, se non si vuole entrare nella lamentazione e nella strategia della paura: un virus particolarmente aggressivo ha messo in ginocchio il nostro sistema sanitario, dal momento che a fronte di 60 milioni e mezzo di abitanti sono presenti sulla penisola circa 5000 posti letto di terapia intensiva. I medici sono in trincea per questo, non per i numeri esorbitanti del contagio. Si trovano in trincea perché invece che delle corsie di ospedale abbiamo delle trincee (ma la situazione era già nota da prima dell’emergenza in atto: non si può non ricordare che fino al mese scorso gli stessi medici ora santificati dal popolo erano vittime di aggressioni, non solo verbali, proprio per la situazione di affanno – per usare un eufemismo – in cui versano strutturalmente i nostri ospedali, fin dalle stanze di smistamento dei prontosoccorsi).

La colpa è dunque del sistema sanitario?

Le colpe sono tante, per quello che uno può vedere o per l’idea che uno si può fare. Parliamoci chiaro: nel 2020 in uno stato di 60 milioni e mezzo di abitanti i posti per le terapie intensive dovrebbero essere come minimo 60.000. Il resto sono frottole, che per trasformarsi da frottole in qualcosa di diverso vengono naturalmente filtrate dalle drammatiche immagini delle corsie sovraffollate, delle infermiere e infermieri e medici esausti quando non deceduti, delle bare senza fiori appoggiate fuori dagli ospedali, delle stesse bare portate via con scene hollywoodiane dai mezzi militari. E che passano per i pornografici bollettini quotidiani di contagiati, ricoverati, guariti e morti. E tutto questo mentre la polizia gira per strada, mentre la protezione civile istiga coi megafoni a barricarsi nelle proprie abitazioni, mentre i balconi si riempiono di cittadini lobotomizzati che inneggiano alla patria, e mentre i santoni virologi – che si sono messi di recente a parlare anche di Dio in contrasto con sua santità il papa – ammoniscono, in nome della scienza, sui nuovi morti che dovremo contare se non facciamo come loro hanno deciso.

La pandemia miete comunque i suoi morti

Sì, il virus miete certamente i suoi morti, come altre centinaia di virus con cui conviviamo e che a volte ci ammalano, e ormai la nazione conosce a memoria il numero di questi morti, poiché arrivano puntuali alle ore 18 con i dati ufficiali. Verrà poi certamente un momento in cui si proverà a capire anche come sono fatti questi conteggi. Come saprà, i morti diretti per coronavirus al 28 marzo – secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità – sono in totale 7, e gli altri sventurati sono stati uccisi per il colpo di grazia che questo virus ha dato alle loro già precarie condizioni. Questo non sminuisce ai miei occhi l’effetto del virus, ma mi lascia dubbioso sulla narrazione imposta di una pandemia in atto. Più di un conoscente a cui è venuto a mancare un parente stretto mi ha detto che questi si trovava già all’ospedale a uno stato terminale: se è morto perché aveva anche il Covid-19, non so, come scienziato, che valore “scientifico” abbia metterlo nel conteggio delle vittime dell’epidemia. Di questo bisognerà pur tener conto visto che i 60 milioni di cittadini gioiscono alle 18.05 se ci sono anche solo 30 morti in meno nei famigerati bollettini (inviando cuoricini e ringraziamenti sulla pagina Facebook del Dipartimento della Protezione Civile) o si rattristano (inviando faccine con la lacrimuccia) se ce ne sono 30 in più: gioiscono o si rattristano, beninteso, perché all’interno della strategia della paura di cui si trovano a essere marionette inconsapevoli, sono convinti che quei dati ci dicano se il virus sta accelerando o decelerando.  Aggiungerei anche, ma qui si apre un discorso molto diverso, che – sempre secondo i dati ufficiali dell’Istituto Superiore della Sanità – ogni anno in Italia circa 20.000 persone si ammalano in ospedale di varie patologie (tra le quali la polmonite è la più frequente) e muoiono a causa di queste: a chi entra in ospedale per un’operazione al femore può cioè capitare di ammalarsi per polmonite, e se è anziano o con altre complicazioni di morire a causa di questa malattia contratta dentro all’ospedale. Questa alta percentuale di morti per patologie contratte in ospedale è spiegata dai medici con il sovraffollamento: e quella – cronica – del sovraffollamento è una situazione che di questi tempi è quintuplicata.

Sono stati fatti pochi investimenti sulle strutture sanitarie, quindi?

Me ne intendo assai poco. Ma so che ogni giorno, anche in questi giorni di emergenza, mentre il suo primo ministro si presenta sui canali ufficiali preoccupato e impallidito, chiedendo a tutti di “stingersi a coorte”, il governo italiano spende 70 milioni di euro in spese militari (due miliardi al mese), e che con le spese militari di un solo giorno, cioè con i 70 milioni che vengono spesi ogni ventiquattro ore, si potrebbero costruire e attrezzare sei nuovi ospedali o comprare 25.000 respiratori. Se ci atteniamo questi dati, possiamo parlare dell’emergenza in corso, senza troppi giri di parole, come di una strage di stato.

In alcune interviste lei ha parlato di “finta pandemia”

Sì, in alcune interviste all’estero: qui pare che non si possa. Qui come avrà visto chi non la pensa come i medici ufficiali viene denunciato (se è un medico viene invece radiato). È infatti palesemente in atto, nel processo di soggiogamento, anche una soppressione della libertà di parola. Per quanto mi riguarda, non mi interessa affatto parlare di tesi cosiddette complottiste. Me ne discosto decisamente, ovvero posso approssimarmi ad esse – per adesso – come a un genere letterario. Io ho parlato di finta epidemia perché gli effetti di questo virus sono stati da subito incanalati nel terrore dell’epidemia, e dunque percepiti, temuti, enfatizzati e pompati dentro un contesto di paura indotta e controllata militarmente. Questa epidemia è finta perché nasconde il vero problema e si alimenta del terrore creato intorno ad essa.

È inoltre finta perché tra i cosiddetti poteri forti non ci sono voci fuori dal coro e tutte le componenti appaiono allineate nel sostenere un’unica narrazione, secondo tutte le strategie di manipolazione elencate ad esempio da Noam Chomsky per ottenere la manipolazione delle masse:

  1. strategia della distrazione;
  2. creare problemi e poi offrire le soluzioni (sono già tutti – non io – in fremente attesa del fantomatico vaccino);
  3. strategia della gradualità crescente e dell’impennata (le limitazioni graduali e poi sempre più stringenti);
  4. strategia del differire (presentando una soluzione come “dolorosa e inevitabile”);
  5. usare l’aspetto emotivo più che l’argomentazione (immagini apocalittiche, bollettini di guerra);
  6. mantenere gli interlocutori nell’ignoranza e nella mediocrità (il virologo non si può mettere in discussione, noi non siamo in grado);
  7. stimolare i cittadini ad essere compiacenti con la mediocrità (flash mob e altre manifestazioni di massa);
  8. Rivolgersi ai cittadini come a dei bambini (le parole del Governatore della Lombardia: “Se non lo capite con le buone domani ve lo faremo capire con le cattive”);
  9. insinuare il senso di colpa (siamo tutti potenziali contaminatori e untori, siamo tutti colpevoli, siamo messi gli uni contro gli altri per via di questa vergognosa colpevolizzazione);
  10. conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano.

Lo sa che anche lo stesso Chomsky si è espresso in termini non troppo diversi in queste ore?

Una decina di giorni fa avevo mandato alcune di queste mie riflessioni a Chomsky – con cui ho una corrispondenza accademica da qualche anno dovuta ad alcuni studi e a un libro che ho pubblicato sul problema dell’origine del linguaggio – ed ha commentato le mie considerazioni dicendo che coglievano a suo parere un punto importante, anche se riferito alla sola Italia. Purtroppo, però, è uno di quei casi in cui il parere positivo di un personaggio del suo livello su ciò che penso non mi rende felice. Conferma piuttosto una diagnosi agghiacciante.

Come riassumerebbe dunque questa sua diagnosi?

Quella del Coronavirus è una grande truffa. Si tratta di un’epidemia dichiarata che non miete – come le vere epidemie – masse indistinte di persone, ma che invece uccide in massa i diritti di libertà e la dignità di tutti, imponendo un punto di vista univoco che vieta agli individui di autodeterminarsi e abituando la popolazione ad accettare come normalità la sospensione dei propri diritti inalienabili. Le persone che sono purtroppo decedute per questa combinazione di spazzatura metabolica e a causa di questa strage di stato vengono inoltre usate in maniera strumentale dal governo e dagli organi di propaganda tutti allineati, spaventati e agli ordini di questo terrorismo sanitario.

L’intervista al professor Francesco Benozzo è a cura di Salvatore Ridolfi

Libraio

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Nata nell’estate 2005, la Graphe.it edizioni è il coronamento di un desiderio tanto profondo da poter essere catalogato come sogno e, come casa editrice, pur nella sua ridottissima dimensione, desidera coltivare i sogni nella vita di ogni giorno convinti che, come sosteneva Arthur Schopenhauer, la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare. La Graphe.it edizioni si propone di dare voce a scrittori, esordienti o meno, che abbiano qualcosa da dire in maniera nuova e che, forse, non trovano ascolto... Intenzione della Graphe.it edizioni è perseguire la massima circolazione delle idee. Vorremmo che le culture di tutti i paesi soffiassero per la nostra casa con la massima libertà.

104 commenti

  1. rita pongiluppi

    Complimenti!!! Non se ne può più del pensiero unico, della narrazione main-stream il cui unico scopo è alimentare la paura, del divieto di esporre un dubbio… Grazie grazie grazie.
    Mi sento un po’ meno sola.
    Rita P.

    • Punto di vista interessantissimo che condivido in toto, la retorica intorno alla pandemia, lo sciacallaggio mediatico e le nebulosita contradditoria delle informazioni sanitarie hanno contribuito a montare tutta la triste situazione di reclusione. Nella mia ignoranza mi chiedo solo una cosa: perché?

    • Grazie x il suo atto generoso di informazione. Ho la stessa percezione ma non la cultura e la fama di poterlo dichiarare e soprattutto di essere ascoltata. Applaudo perciò lei x piccolo rafforzo di intenti.

    • Mi sembra che questo signor Benozzo stia semplicamente delirando!!
      Si contraddice in più punti e dice che la scienza è ocurantismo !!!
      Esattamente il contrario (Vedi Galileo e Giordano Bruno)

      • dice che questo modo di applicare la scienza non è un modo scientifico ma un modo oscurantista, forse lei non ha capito l’articolo….

      • Pierluigi Scabini

        Purtroppo sono anni che mi rendo conto di come nell’ambito scienza sia sorto lentamente un applicazione e un uso della parola scienza che definirei “scientista”. Ovvero la verita la puo solo esprimere chi ha conoscenze scientifiche e di scienza puo solo parlare colui che è scienziato o scenziata e che appartenga alle varie accademie o universita o organizzazioni scientifiche.
        I “giordano bruno” non hanno insegnato la verita unica scientifica. La verita è un concetto infinitamente piu ampio di verita della scienza. Non mi riconosco nella scienza del potere odierno, ne nella scienza di chi esprime i numeri e metodi scientifici odierni per avallare consapevolmente o inconsapevolmente la propria soggettivita centrata in alcuni colori nei tanti colori della personalita umana che conosciamo molto solo in parte. Osservatore e osservato non sono separabili ma sono un tutt’uno cosi come la realta tutta, se osservata profondamente mel pensiero o neii suoi livelli di scala “infinitesimali”, è un tutt’uno. Quindi la VERITA È RELATIVA ALL’ OSSERVATORE CHE LA ESPRIME E TUTTE LE VERITA COESISTONO. L’assoluto è questo e dire che la “verita la siamo”, significa riconoscere che siamo tutti osservatori con cui creiamo la nostra realta. E questo cambia il concetto di noi stessi, di mondi, di realta, di universo, di tutto quello che pensiamo di essere come umanita, di tutto…………
        Cambia in modo sostanziale l’idea delle malattie e dei virus.
        VERITA CHE SONO CHE RICONOSCE LA VERITA CHE SIETE E LA RISPETTA SIA NELLA CONDIVISIONE CHE NELLA NON CINDIVISIONE

  2. Molto interessante ed esaustivo, a parte magari qualche spunto su ciò che di ‘alternativo si poteva attuare..per la situazione che stiamo vivendo. Anch’io così mi sento meno sola, persone che ragionano sono sempre una minoranza..ma credo cresceranno..il tempo è arrivato! Grazie di cuore.

    • Ottavio Di Berti

      Appena si prova ad invitare gli amici i parenti ed i conoscenti a fare uso della ragione, a usare il dubbio come stimolo alla riflessione o almeno come alternativa al pensiero dominante e univoco, ci si imbatte, come la storia insegna, nelle grida forti e convinte di chi sa solo darti del complottista. Ormai 40 anni di TV iniziata con Drive in hanno fatto dell italiano medio il più fedele guardiano dello status quo.
      L incapacità di mettere in riga fatti e accadimenti seguendo il semplice principio del cui prodest ….ha prodotto una schiera di strenui difensori dal basso della manipolazione. L’ identificazione del se è la molla che attiva quelle energie: la fatica di mettere in dubbio i propri punti fermi così facilmente messi a disposizione da altre teste (ahimè molto organizzate e coese) …rende complicato “vedersi” e “vederci” in un altro modo. N. Chomsky diceva queste cose molto anni fa e non era tenero con certi colleghi venduti alla comunicazione di massa (MTV, Hollywood, redazioni dei giornali …)

    • Ma di preciso, Lei che si definisce uomo di scienza… Di che scienza sta parlando? A me risulta sia un poeta, ma forse mi sono persa qualcosa…

      • Forse dovrebbe rileggere attentamente ciò che ha scritto, forse molti di noi non comprendono perché tanto presi da questo sistema che ci ha reso anche cinici

  3. Monica Carpigiani

    Caro Francesco, è una vera gioia ritrovarti qui, in questo scritto di disarmante lucidità, a distanza di tanti anni da quando ci siamo conosciuti in quel di Bologna dove ebbi il piacere e l’onore (forse immeritato) di leggere per te e Matteo Meschiari alcuni dei vostri scritti geopoetici. In questo periodo così surreale seguo con attenzione e speranza persone che vogliono qui in Italia attuare la nostra Costituzione; questa vuole essere una risposta anche al commento precedente di Giovanna F. : la cosa più alternativa (o forse anche eversiva rispetto il sistema vigente) che si poteva e che si può attuare è proprio il nostro “testo sacro”, quello su cui si fonda la nostra Repubblica, la nostra Costituzione.
    Sarebbe bello conoscere anche il tuo pensiero al riguardo. Grazie di cuore.

  4. Finalmente una opinione differente, sensata ed argomentata. Anche io mi sento meno sola. E vorrei sempre invitare le persone a chiedersi:” A chi giova, cosa ci può essere dietro le apparenze e Perchè” in ogni nuova o vecchia proposta/imposta che violi in qualche modo le nostre libertà o ci faccia soffrire. Abbiamo il diritto ad essere felici, a coltivare e realizzare i nostri sogni. Non è giusto sottometterci con LA PAURA. Grazie anche per il coraggio dimostrato al caro scienziato Francesco Benozzo ora diventato mio amico ( con il suo permesso ed in tutta umiltà)

  5. La ringrazio di cuore Professore per la sua lucida ed attenta chiarezza nel seguire la ovviamente è giusta linea di raggionare ti. Credo che siamo in tanti della sua stessa opinione, e io stesso che stò in Sardegna ho molti contatti e persone che guardano in questa direzione. Non demorderemo e con senso di gratitudine alla Vita e solo ad essa, proseguiamo con la nostra felice evoluzione. Gratzias de coru. Pepi Quartucciu Ca

  6. Buongiorno professore, leggere le sue parole da un lato mi rincuora, ma allo stesso tempo acuisce il senso di solitudine che in queste settimane sto provando. E non tanto perché sono costretto nel mio appartamento di 40 mq, solo appunto. Ma, piuttosto, perché il “pensiero alternativo e libero” pare essere merce molto rara di questi tempi. Apprezzo molto il lavoro di Salvatore Ridolfi, che ha elaborato questa intervista, ma mi chiedo anche: perché queste considerazioni non riescono a trovare spazio nei canali ufficiali? È possibile che tutti i direttori dei quotidiani e delle testate si pieghino così ciecamente alla visione totalitaria, senza battere ciglio, o quantomeno sollevando dei LEGITTIMI dubbi? Certo, il denaro muove di sicuro le penne o le dita sulle tastiere, ma può così tanto muovere (o meglio, bloccare) le coscienze?

  7. valeria di dato

    Gentile Professore, la ringrazio per questa sua analisi che condivido e leggo in un ottica assolutamente non complottistica. Condivido la necessità di indurre un pensiero libero e critico, cosi come di addurre la responsabilità di tutto questo allo scempio perpetrato negli anni a danno della sanità che a quanto pare ha colpito tutti gli stati del mondo inseguendo il Dio danaro. Tuttavia trovo che questo scempio sia per gran parte dovuto alla nostra responsabilità di cittadini che non siamo per niente in grado e soprattutto non abbiamo voglia di contestare e lasciamo fare tutto senza un minimo di pensiero critico. Ritengo quindi che adesso dobbiao collaborare tutti al sostentamento di questo sistema sanitario di cui bene o male tutti usufruiamo per fortuna ad un costo relativamente basso. E’ vero che c’è molta confusione riguardo i dati e che molti hanno ricevuto il colpo di grazia, essendo una popolazione un pò anziana, ma è vero anche che sono state colpite persone in salute e che coloro i quali si salvano non se la passano molto bene nel frattempo poichè questa è una polmonite molto piu infiltrante della calssica polmonite batterica presa in ospedale per la quale tra l’altro c’è conoscenza e cura. In ogni caso, al di là di queste considerazioni, mi domando quale sarebbe potuta essere l’alternativa? discuterne di piu e pu liberamente ma arrivare poi alle stesse misure? lasciare evolvere la cosa in maniera naturale? Grazie ancora per il suo pensiero critico e stimolante e spero possa darci altri suggerimenti.

    • Brava! Giusto! Facile pasrlare e criticare da una posizione superiore e con tutti i confort! Sembra di sentire un salvini erudito: crotocs ma non costtuisce niente di positivo!!!

    • Scusi Valeria, ma Lei ha mai visto una “calssica polmonite batterica… per la quale tra l’altro c’è conoscenza e cura”? Io sì. Trentacinque anni, niente patologie pregresse, eppure per poco non ci perdevo il fratello. Salvato infine da una rotazione di tutti gli antibiotici conosciuti. Ma per la polmonite virale non ci sono antibiotici…

    • Cito da un articolo ANSA: “In 13 anni, dal 2003 al 2016, il tasso di mortalità per infezioni contratte in ospedale è raddoppiato sia per gli uomini che per le donne. L’aumento del fenomeno è stato osservato in tutte le fasce d’età, ma in particolar modo per gli individui dai 75 anni in su. I tassi regionali, spiega il rapporto Osservasalute, presentano un’alta variabilità geografica, con valori più elevati nel Centro e nel Nord e valori più bassi nelle regioni meridionali. Nel 2016 per gli uomini i valori più alti sono stati registrati in Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, i più bassi in Campania e Sicilia. Per quanto riguarda le donne, i più alti sono in Emilia Romagna e Liguria e livelli minori in Campania e Sicilia come per gli uomini. Il gap territoriale può in parte essere legato alla maggiore attenzione da parte delle strutture ospedaliere nel riportare le cause di morte nel certificato. (ANSA).

  8. Condivido appieno Prof. Complimenti!! Ma ciò detto che cosa possiamo fare ????
    Dovrebbe unirsi a chi la pensa come lei/noi
    Consiglio di sentire Il filosofo Diego Fusaro
    E l’ing.Carlo Negri che ha un canale su You Tube e ripete da tempo quello che lei asserisce
    Saluti cordiali
    Wilma

  9. Ho letto questo articolo inviato mi da un amico e ho provato a verificare se ciò che si dice sia vero per esempio I 7 morti PER coronavirus. L’iSS scrive sul suo sito di 10 mila morti di pazienti positivi al Covid, oggi (le cifre in tv dicono 13 mila ma il sito si aggiornerà immagino in seguito).
    Non sono medico però immagino che quando si chiamano morti per Corona si intendano per lo più persone che sono morte per polmonite interstiziale. Cioè il virus non ti fa morire ma la polmonite che lui genera nei pazienti colpiti si.
    Forse è per questo che l’intervista to parla di soli 7 morti per il virus ma non è così.
    Ma poi perché si dovrebbe creare questo indico solo per provare a soggiogare la popolazione? E’ una tesi per me assurda. I potenti o ricchi italiani perdono in queste ore centinaia di migliaia di euro infatti: la borsa va giù come non mai, i negozi sono chiusi le fabbriche dono chiuse.. a chi dovrebbe giocare questo?
    Al potere abbuamo i 5 Stelle cittadini che tra pochi anni torneranno si loro lavori..non sono nemmeno politici di professione.
    E la Cina?? Hanno già un regime cosa si sarebbero inventati? Il virus per soggiogare il popoli? Ahah ma è già soggiogato. Hanno un regime. Più di così. Hanno perso uomini medici e soldi non credo proprio che il virus se lo siano inventato per un guadagno economico.
    E così il resto del mondo.
    Purtroppo.

    • grazie, qualcuno che ancora ragione in questo piccolo gregge convinto di saperla più lunga degli altri

      • Gentile Marina, questo tipo di commento, così sprezzante e svalutante, che non entra nel merito delle argomentazioni date e nega semplicemente ciò che viene detto, è purtroppo un esempio lampante di come agisce il pensiero unico: zittendo con lo spregio e l’arroganza chi non è allineato. La diversità di opinione è per me una ricchezza, anche naturalmente l’opinione di chi pensa che tutto vada bene così, purché non pretenda che tutti la pensiamo come lui!
        Marta

    • Gentile Martina, quando dice che le morti sono dovute alla polmonite e quindi al virus lei parla delle 7 vittime che l’Istituto Superiore di Sanità ha dichiarato come morti DA coronavirus, cioè che non avevano nessuna altra patologia in atto conosciuta, e quindi sono morte a causa del coronavirus. Tutte le altre vittime sono morti CON coronavirus, che vuol dire che avevano altre gravi patologie in atto, in cui l’aggiunta del coronavirus ha probabilmente aggravato la situazione, ma, come ha detto la protezione civile in una delle conferenze stampa, non si può dire che siano morti a causa del coronavirus, sulla cartella clinica quella non è e non può essere la causa della morte. Per questo si dice morti CON coronavirus, è una distinzione fondamentale.

      • Questo discorso dei 7 morti è deprimente. Ah, solo 7 morti con come UNICA causa della morte il coronavirus? ma allora perchè ci preoccupiamo dell’HIV? dopotutto non è mica l’AIDS che uccide il malato…è la prima infezione opportunistica che arriva, giusto?
        Facciamo come gli inglesi…segreghiamo gli anziani e chi può morirci da questa polmonite, e gli altri lanciano i dati con la loro salute.
        Anzi, smettiamo di trattare le malattie…chi è forte vivrà, giusto?

        • Le sembra che io abbia proposto questo, di sospendere ogni cura?
          Comunque in Italia ogni anno muoiono dalle 8.000 alle 10.000 persone per complicazioni da virus dell’influenza, e in tutto il mondo si stimano ogni anno dalle 290.000 alle 650.000 morti ogni anno per complicazioni influenzali (dati ufficiali reperibili sul sito dell’ISS https://www.epicentro.iss.it/ben/2019/luglio-agosto/sorveglianza-integrata-influenza-2018-19) a confronto i numeri mondiali di questa pandemia sono per ora ridicoli!
          Questo non vuol dire che io neghi i morti, ci mancherebbe, il problema è l’uso che di questa epidemia si sta facendo, diffondendo paura e limitando molto i diritti costituzionali.
          Non c’è motivo di farsi il sangue cattivo e trattarci male a vicenda, si tratta di letture diverse degli stessi dati, cosa normale e per ora ancora concessa…forse.

          • E’ davvero convinta di quello che scrive?
            I morti sono per complicazioni normalmente influenzali sono 8000-10000 all’anno, ha presente la differenza con più di 15000 in quaranta giorni??!!

          • come dice Bomba. La matematica spiega che non è una semplice influenza.
            Morti per complicanze da influenza dei (plurale) virus dell’influenza: 8000-10000.
            Siamo a metà aprile, e abbiamo quasi 23000 morti da complicanze di covid-19.
            Solo prendendo questi numeri, ignorando tutti gli altri fattori.
            23000×3=69000, contro i 10000 all’anno.
            Non basta? I (di nuovo, plurale) virus influenzali sono già ben presenti nella popolazione senza che i governi mettano in atto le misure di distanziamento sociale, ma solo i vaccini facoltativi e consigliati a certe categorie di persone.
            Dall’altra abbiamo il covid-19 che cresce esponenzialmente con un fattore R0 più alto delle altre influenze, a partire da zero in ogni area nella quale arriva. Questo perchè non c’è un vaccino, e la popolazone UMANA non ha una specifica risposta immunitaria che la rende per l’appunto, immuni a questo virus.

            Ora, dopo che è più di un mese si sta contrastando la crescita esponenziale, siamo a 23000 morti. Forse con i posti letto e i numeri di personale sanitario di 30-40 anni fa, i morti sarebbero di meno. Certo, ma non cambia il fatto che intasare gli ospedali già adesso si sta rivelando dannoso per gli altri malati, che stanno aspettando o rimandando le proprie necessità mediche.
            Senza dover spiegare cosa significa la crescita esponenziale, mi pare chiaro che il covid è più pericoloso delle influenze di stagione.

            Di nuovo: chi ne sa, forse, dico forse, ha consigliato ai politici (che comunque sono loro a fare le scelte politiche) in questo modo, non per le sciocchezze sulla religione della scienza che il professore umanista ha portato in questo articolo.
            Forse, dico forse, chi ne sa ha fatto la cosa giusta. Chi non ne sa, invece, è solo frustrato e non pensa in modo lucido, ponderato, e soprattutto seriamente INFORMATO.

            p.s.
            Anche io in queste settimane ho trovato preoccupante le derive autoritarie di molti italiani. Ma questo non significa che la colpa è di chi fa il proprio lavoro e mette in campo le proprie competenze.

    • Gentile Martina, se lei leggesse anche solo i dati europei e si informasse su come vengono calcolati i decessi si accorgerebbe che ad esempio in Germania venivano considerati solo i decessi relativi a pazienti senza altre patologie in corso. Se noi avessimo applicato lo stesso metodo della Germania avremmo anche noi delle cifre molto più basse.
      Se poi pensa che chi decide le strategie di controllo sociale siano “i ricchi Italiani” direi che siamo abbastanza lontani da una visione oggettiva della realtà

    • Antonella Giuliani

      Sono d’accordo

    • De Benedictis Walter

      trasparente come l’acqua !

  10. Non è solo una questione di proporre soluzioni alternative alla strategia adottata contro questa “pandemia”, sia dal nostro governo che dalla maggior parte dei governi mondiali, ma colpisce soprattutto e risulta altamente preoccupante, come già fatto notare, la tendenza quasi totale e totalitaria al pensiero unico nei media che sembrano assumere il ruolo di agenzie stampa del potere, persino nelle testate dove ci si poteva aspettare e sperare di trovare un dibattito critico e costruttivo intorno alla situazione in atto. Non credo ci possa essere solo il denaro a frenare le penne critiche, ma piuttosto la preoccupante tendenza presente ormai da tempo anche tra i giornali a diventare un sistema compiaciuto e compiacente dove le voci fuori dal coro rimangono tagliate fuori e gli stessi giornalisti che questi pensieri li avrebbero pure peccano quindi di coraggio sufficiente.
    Non sorprende certamente la reazione di buona parte dei cittadini non proni al pensiero critico che tra l’altro purtroppo mai gli è stato trasmesso o insegnato, vittime di un borbardamento (terminologia bellica anche in questo caso) mediatico a senso unico, costante e pressante, come ormai purtroppo sempre accade.
    Si pensi ad altri casi recenti come ad esempio il terrorismo islamico, fenomeno sì pericoloso e preoccupante, ma la cui reale portata è stata descritta e proposta senza sosta fuori da ogni logica per chiunque si intenda anche solo un po’ di storia e geopolitica recenti.

  11. Sì piuttosto d’accordo sul fatto dell’enfasi che è stata data alla cosa. Da non medico non sono ancora riuscito a farmi un’idea della reale pericolosità/letalità di questo virus, ma penso che in un sistema sanitario degno del 2020 sicuramente avremmo potuto arginare la cosa senza limitare nessuna libertà. Su questo nessun dubbio.
    L’interrogativo che ho tutte le volte che cerco di arrivare ad una conclusione logica è “quindi chi c’è dietro tutto questo?” dato che non sta succedendo solo in Italia o in Europa, ma in tutto il mondo?
    Cina, America, Italia, India, oltre a noi, paesi in espansione, paesi storicamente forti, paesi usati per manodopera a basso costo e con ricchi spropositati, insomma tutti colpiti, quindi? C’è una lobby mondiale guidata da cosa? Dal denaro, certo ma mi pare una motivazione troppo scontata.

  12. Ahhhh! Ci siamo accorti del pensiero unico dettato dai “Drive In”? Complimenti!

  13. Professore, grazie per questa intervista. Le scrivo dall’Australia, dove queste sue parole hanno ancora molto più senso, se si pensa che siamo una popolazione con poco più di venti milioni di abitanti, in un territorio vastissimo, molto diverso dai 60 milioni in Italia. Eppure, stiamo tutti rinchiusi in casa. Ti danno multe se ti trovi in spiaggia (deserta) a mangiarti un panino e l’assurdo è che la spiaggia è sempre deserta tutto l’anno, non siamo mica a Rimini! Ti dicono di stare in casa, ma se hai un lavoro, di fare attenzione, ma di andare a lavorare. Al supermercato è sparito tutto, manca la carta igienica, la pasta, la farina, come se ci fosse una guerra nucleare. Questo paese produce più frutta, carne e verdura di molti altri. Qui non manca niente, in teoria, ma adesso provi lei a trovare un pollo! è così assurdo pensare che ci siano sei (SEI!) morti in tutta la nazione per il virus (chiaramente con molte altre patologie!) e si parli di almeno altri 6 mesi di restrizioni tali. 5000 persone che hanno contratto il virus e siamo tutti chiusi in casa per sei mesi? Se avessero detto, ok, tutti fermi un mese, n nessuno entra e nessuno esce, chiudiamo i confini, sarebbe tutto finito subito, almeno qui. ma non è questo il punto, il fatto è che per ottenere soldi dal governo occorre presentare una serie numerosa di moduli che limitano la nostra privacy di cittadini o residenti australiani come mai prima. io non credo nel complotto, ma credo in una vera e propria usurpazione della libertà e mi vengono in mente film sci-fi utopistici come BRAZIL, in cui adesso ci ritroviamo come attori protagonisti. Come siano riusciti così in fretta a controllare tutti quanti, attraverso le strategie di manipolazione da lei riportate, è una cosa incredibile. Immagino un futuro in cui qualche cellula indipendente, con un senso ddi libertà e di cultura maggiore e meno manipolazione mediatica, riesca ad infiltrarsi dietro le quinte di queste decisioni, per cercare di ridare la libertà perduta alle masse. la ringrazio ancora.

  14. Ciao, sono riflessioni interessanti che mi hanno portato a lasciate un mio pensiero: ho sempre pensato di me uomo come essere imperfetto e come tale “dubito” del mio essere della mia coscienza: in questa esperienza di vita il mio dubbio diventa sempre più certezza.

  15. Mantenere un pensiero critico è sempre auspicabile e approvo senz’altro il concetto che i passi avanti nelle varie discipline si compiono grazie al dialogo, alle confutazioni e ai dibattiti. I confronti a questo servono, perchè nessuno può pensare di avere la verità in tasca. Credo però che sia anche altrettanto facile mettere in discussione e criticare senza appello le decisioni stringenti di questo periodo senza suggerire soluzioni alternative. Purtroppo non è vero che Covid 19 uccida solo persone con patologie pregresse (ne ho purtroppo esperienza diretta) e comunque anche tra quelli che sono effettivamenti gravati da queste cosiddette “patologie pregresse” va detto che rientrano asmatici, cardiopatici, diabetici e in generale tutti gli immunodepressi (perchè magari sono appena guariti da una leucemia) e che potrebbero tranquillamente campare per molto tempo ancora se non fossero contagiati da questo virus che invece dà loro il colpo di grazia. Che signifca quindi? Cosa dobbiamo fare per queste persone più fragili per evitare che si contagino? C’è anche una questione etica e morale nei confronti di queste persone, proprio perchè più bisognose rispetto ai sani, di aiuto e protezione. E a quanto pare non esiste altra soluzione, per non condannarle a morte, che impedire il diffondersi in modo esponenziale caretteristico di questo virus, che si nasconde in moltissimi casi negli asintomatici e quindi difficilmente individuabile. Asintomatici che potrebbero quindi la morte inconsapevolmente ai loro genitori o ai figli immunodepressi, alle loro mogli o ai mariti che per quache motivo, anche solo perchè appena operati alle arterie o ad una valvola al cuore, sono in quel momento più deboli. Qualcuno mi dica come si potrebbe risolvere questa cosa con sistemi alternativi. Nemmeno se ci fossero 60.000 posti letto in terapia intensiva si risolverebbe il problema di impedire la diffusione senza attuare le restrizioni. Non ci sarebbe in quel caso la struttura sanitaria intasata ma il problema del contagio e della mortalità di quei soggetti con patologie pregresse rimarrebbe grave e irrisolvibile senza farmaci adeguati ancora da scoprire e realizzare. Fermo restando che stanno morendo anche persone perfettamente sane e che ancora nessuno ad oggi ha compreso per quale meccanismo biologico il virus si comporti in modo così diverso da soggetto a soggetto. E finchè non ci saranno risposte, che si fa? che soluzioni ci possono essere? Salviamo la nostra libertà ed i nostri diritti inalienabili a che prezzo? Si fa presto a parlare finchè il virus non ti colpisce da vicino…

    • Perfetto 👏👏👏👏👏

      • Antonella Giuliani

        Sono pienamente d’accordo. Il professore si limita a criticare il “pensiero unico e allineato”, ma non c’e traccia di proposte alternative. La critica allora diventa un esercizio sterile della trita retorica di chi si compiace di un pensiero divergente dal caldo della sua posizione di comfort.

    • Roberto Mariotti

      Bisogna sempre ricordare che chiudere in casa un intero popolo significa causare una crisi economica spaventosa, a seguito della quale la capacità si spesa dello Stato si ridurrà fortemente, probabilmente per anni. E ridurre la spesa pubblica significa tagliare la sanità. E tagliare la sanità pubblica significa condannare a morte migliaia di persone.
      Sono state fatte delle stime e delle analisi di questo tipo?
      Io non credo proprio, o quanto meno non è stato fornito alcun dato alla popolazione.
      Non sarebbe allora stato assai più saggio limitare le misure di confinamento ai soli soggetti ad alto rischio e lasciare la gran parte della popolazione a dare il loro apporto al benessere collettivo con il lavoro?
      È solo un dubbio, sia chiaro.
      Dubbio che tuttavia il pensiero “mainstream” non si è nemmeno minimamente posto.

      • Antonella Giuliani

        È ovvio che “chiudere in casa un intero popolo significa causare una crisi economica spaventosa”, ma quali possono essere le alternative di fronte a un virus con una contagiosità enorme, per la specie umana è indifesa? Non basta confinare i soggetti ad alto rischio perché qualsiasi persona può essere ad alto rischio visto che anche le persone asintomatiche, quelle in fase d’incubazione e quelle con leggeri sintomi creduti di normale influenza possono trasmetterlo.

        • Roberto Cadeddu

          Chiudersi in casa aveva senso all’inzio dell’ emergenza ma ormai qualche medico che parla c’è e dice che questo virus può essere controllato specialmente se preso per tempo. Il punto è che queste informazioni non vengono divulgate dai media “ufficiali”. Probabilmente ormai milioni sono entrati in contatto con il virus, quando i numeri reali dei “contagiati” verranno fuori (quando cioè si faranno i test sierologici a tappeto) le statistiche ci diranno che le percentuali di contagi e mortalità saranno da “influenza” forse meno. Ma non ho la verità in mano. Vedremo. Intanto se hai voglia, per avere un pò meno paura guardati questa intervista ad un medico in prima linea a Bergamo che ti darà un pò meno stress del guardare i tiggi’ e le solite informazioni del “pensiero unico”. Poi vedi tu…
          https://youtu.be/i0B32R3vi2I

  16. Ci voleva un artista candidato all’oscar per la letteratura per dare una visione fuori dal coro del pensiero unico dei virologi detentori di un’unica scienza , ne è una dimostrazione horror e totalitaria del pensiero trasversale per la scienza una non so come chiamarla privata che si autorizzano nel denunciare addirittura a livello penale persone scienziati ricercatori non allineati, questo secondo me fa più male del virus, apprezzando quindi il suo pensiero pluralista in merito alla scienza, un altro concetto che condivido assolutamente , quello dell’autodeterminazione ,che non viene preso in considerazione , negandoci invece le libertà individuali ,psicologiche e sociali mi appaiono come una prova di dittatura sociale , che non risolvono assolutamente la mortalità di questa patologia polmonare respiratoria dove il virus è solo una concausa. Domanderei a un qualsiasi virologo anche a quelli più accreditati se gli ponessi la domanda cosa è un virus , sicuramente con la cultura medica dominante e ( corrotta) mi risponderebbero che è un mostriciattolo cattivo che ci infetta, quando il virus non è altro che scarto metabolico morto che se depurato dal nostro intestino con un sistema immunitario sano ,non fa altro che depurarsi guai se non ci fossero virus microbi batteri,non ci sarebbe vita, perché tanta ignoranza ai massimi livelli, avrei tante altre cose sul ‘immunità di gregge una panzana provata scientificamente, come l’uso delle mascherine e dei guanti vale solo per il personale sanitario non per noi, la salute al pari della libertà grazie per le sue parole.

  17. vediamo che succede quando una opinione discordante appare in questa sezione commenti.

    dal momento che sono a casa con tempo a disposizione, questa è stata la mia risposta a chi mi ha condiviso questa pagina, chiedendomi cosa ne penso:

    Cosa ne penso? provo a rispondere…
    1)chi è Benozzo? Non lo so, ma partiamo dal fatto che è un letterato, NON E’ UNO SCIENZIATO. Nella pesante e insopportabile introduzione dell’intervista che sembra piuttosto la tipica pagina di presentazione del curriculum accademico dei professori, chi ha scritto l’articolo cita così, a dare corposità al sugo di autorevolezza, il “Centro studi di MEDICAL humanities (ma anche perchè lo stesso Benozzo più avanti nell’articolo fa capire che lo considera importante e rilevante).
    Wow! Medical! Allora ne saprà qualcosa di medicina o di virus? No, un c***o. Potevano chiamarlo centro studi sul rapporto umano medico-paziente.

    Ciò che posso fare è basarmi sulla validità delle sue argomentazioni. Più fa discorsi che non hanno un filo logico andando avanti, più considero la sua opinione tale, ma non una OPINIONE INFORMATA. Se vuole parlare in termini di osservatore distaccato su come gli esseri umani si comportano in situazioni come questa, bene, ma piuttosto che citare Chomsky, sarei più interessato a studi storici sugli impatti delle pandemie nelle società. Ma lui non fa nulla di tutti ciò. Lui nega la posizione ufficiale, e quindi dovrei prenderlo sul serio, perchè “parla fuori dal coro”. E allora dovrei prendere in merito quasi ogni affermazione o discorso isolato e analizzarli come tale.

    Nei suoi studi di filologia, ciò che ha imparato a fare è cagare sopra a quello che chiama visione scientocentrica della realtà. C’è chi la chiama buon senso…c’è chi la chiama umiltà. Avere l’umiltà di ammettere che se non sai nulla di letteratura, meglio che lasci parlare chi ne sa. Se devi costruire un palazzo, lo lasci fare a un ingegnere, anche se, in generale e complessivamente, lo consideri mille volte più stupido di te. Stesso vale per la legge, l’agricoltura, la medicina e la virologia.
    Eh ma no, questa è la religione del nuovo millennio secondo lui…Parla dei virologi come dei santoni…perché? Forse gli da fastidio questo rinnovato rispetto per una opinione autorevole e INFORMATA? Di nuovo, la sua opinione nell’articolo non è affatto in materia di virologia. Ma nonostante questo afferma con disinvoltura che sostanzialmente è tutta una bufala.

    Nota: o ignora o sembra non considerare importante far presente il fatto che comunque alla fine le decisioni passano attraverso la politica, sempre. Come è ovvio, i politici (uomini) si fanno una opinione INFORMATA dagli scienziati, dal momento che i politici non sono scienziati.
    Ma no, questo modo di ragionare secondo lui è la nuova religione. E giù a c***re sulla scienza e a darne un inquadramento troppo umanistico e soggettivo.
    Ah, ops, dimenticavo che parla come membro del CMH…non dovrei criticarlo, sicuramente ne sa più di me di virologia

    Cos’altro posso dire? nell’articolo cose “giuste” vengono dette, in ordine sparso. Come il fatto che la gente si ossessiona dal numero di morti, guariti, nuovi contagi etc…Dal fatto che i giornali e TG ci mangiano sopra…Giusto, ma sorge la domanda: DOVE STA LA NOVITA’?
    ci voleva il candidato al nobel per capirlo? WOW! Che voce fuori dal coro!
    Fa notare che la gente più che mai usa i social solo per sentirsi bene con se stessa (di nuovo…dove sta la novità, e la pertinenza con questa epidemia?).

    Ma è qui che forse mi delude di più il professore: è un umanista, ma tutto quello che riesce a fare sono discorsi complottisti mascherati da riflessioni ponderate, piuttosto che osservazioni -umanisticamente- oggettive.
    Cioè, ad esempio, che come essere umani, globalmente e di recente (ultimi 70 anni), non abbiamo mai avuto una vera consapevolezza della pericolosità della natura e della nostra condizione in questo mondo. Un tempo ci volevano mesi o anni perchè una certa piaga raggiungesse tutto il mondo. Oggi no, per questo un virus che un tempo avrebbe messo in ginocchio una frazione di una nazione ma non un continente, oggi in pochissimo arriva ovunque, ancor prima che l’essere umano svlluppi una contoffensiva, sia ess inconsapevole col proprio sistema immunitario, o medica (anche banale, vedi l’invenzione della “quarantena stessa), o sociale.
    Ma no, è tutta una farsa. Ignoriamo il fatto che CI E’ ANDATA BENE con l’ebola, col MERS, con l’altra SARS (del 2002).
    Poteva parlare di come la paura, la frustrazione, l’impotenza spinge i governatori delle regioni più colpite a fare discorsi quasi da fascisti.
    Già…come italiani siamo molto più autoritari e repressivi di quanto avevamo pensato…Il virus sta mostando questo. Ma a lui non interessa.

    Senza dire nomi, fa intendere che c’è sempre un burattinaio che muove i fili, perchè l’ha detto Chomsky con cui lui è grande amico, quindi lui ne sa di queste cose e dovremmo prenderlo seriamente. Beh, io no. Quelli come lui mi fanno inc***are…potrebbero davvero fare molto e aiutare seriamente le persone a comprendere cosa sta succedendo in questo 2020.
    E invece finisce solo per esssere l’ennesimo nome nella lista presentata dai complottisti che dicono : “vedi, anche lui la pensa come me! e lui è candidato premio nobel, è laureato ed è intelligente!”

    Perche sai è vero, si può discutere sulla reazioni delle autorità (in ogni campo) alle opinioni discordanti e spesso estreme, e alla libertà di espressione in base al contesto.
    In questo contesto, c’è chi pensa che fare disinformazione sia sostanzialmente criminale. Se ti dico che puoi guarire dal covid con gargarismi di candeggina, e dopo averli fatti vai fuori a infettare la gente, beh, è un problema. Tale OPINIONE deve essere censurata? Si, no, forse?
    E invece dire che questa epidemia che non è più pericolosa della normale influenza che uccide di polmonite ALL’ANNO 20000 soggetti deboli ? Beh, come matematico è veramente scarso, dato che in 2/3 mesi, e solo dopo dopo aver attuato misure per contrastare la crescita esponenziale, ha fatto quasi 15000 vittime. Se davvero fosse uno scienziato, farebbe presente che è presto per fare numeri e paragoni, e invece no. Critica i media che fanno i bollettini alle 18, senza spiegare il perchè.
    È imbarazzante, e un po’ criminale paragonare le due cose. Ma di nuovo, è un umanista, non uno scienziato. E’ libero di esprimere la sua opinione…e di affrontare le eventuali conseguenze e critiche. Se vuole discutere di questo prego, ma lasci la vera scienza ai veri scienziati.
    Ops, mi correggo…lasci la religione della scienza a chi la pratica.

    La sua patologia si chiama sindrome di Sgarbi…”Sono intelligente e istruiti, quindi posso parlare di tutto, e chi mi critica è un religioso della scienza, e censurarmi è sbagliato”
    Forse censurare è sbagliato, forse no, ma rimane il fatto che lui non parla di questo, ma fa discorsi generici sui “loro” che fanno i burattinai. E poi si lamenta se non viene preso sul serio, se non nelle “interviste all’estero”.
    Ma come? righe su righe per presentare questo professore, e manco citate tali interviste e articoli delle coraggiose voci fuori dal coro.
    Ma.per.favore.

    • Buonasera Marco, non so sia lo stesso Marco che mi ha risposto un po’ incazzoso qualche commento più sopra, ma dai toni mi pare che possa essere la stessa persona.
      Perché parlare di un’indecente privazione dei diritti costituzionali la disturba tanto?
      Poi, dico, mica tutti gli scienziati sono d’accordo riguardo a questo virus, c’è chi dice che i trattamenti effettuati potrebbero per esempio essere troppo invasivi, e causare più morti del dovuto. Chi dice che sia stato deciso di intubare tutti subito, senza prima tentare altre strategie mediche normalmente utilizzate prima di arrivare all’intubazione, perché? Ho letto che alcuni medici sospettano che per alcuni pazienti la ventilazione assistita sia troppo invasiva e provochi danni irreparabili.
      Insomma ci sono diversi pareri discordanti, anche sulla reale affidabilità dei tamponi, il fatto inquietante è che chiunque si permetta di fare dichiarazioni pubbliche non allineate con la linea dominante viene attaccato con una ferocia inaudita, offeso e sbeffeggiato. Il più attivo in questo senso è il prof. Burioni, non mi esprimo sulle cose che dice di chi non la pensa come lui.
      Non occorre essere uno scienziato per capire che sono comportamenti autoritari, di prevaricazione e affermazione di un pensiero unico dominante. Ogni volta che atteggiamenti di questo genere prendono piede la società vive periodi bui. Tutto qui.
      Dire che se uno non è uno scienziato con il patentino non ha diritto di parlare perché dice solo cagate è un’opinione un po’ fortina. Perché chiunque può studiare e approfondire tematiche che gli interessano senza essersi in quelle laureato, inoltre ascoltando uno scienziato che parla, se questo argomenta quello che dice, io lo capisco, e posso decidere se concordare o meno con lui, ma se questo scienziato dice che è così perché lo dice lui che ha studiato, allora io non mi fido. Non rinuncio così sulla fiducia alla mia capacità di pensiero critico.
      Speriamo che questa epidemia passi presto e che possiamo tutti tornare a vivere una vita più libera, e che nel frattempo non ci abbiano tolto proprio tutto…

      • Roberto Mariotti

        Visto che si cita il famoso professor Burioni, vale la pena di ricordare cosa l’illustre scienziato dichiarò in prima serata in TV agli italiani, ovvero che il rischio di diffusione del virus in Italia era zero.
        Si stava al 2 febbraio, e il virus allora era ufficilamente diffuso solo in Cina.
        Nella stessa trasmissione il ministro della Salute Speranza affermava che il Sistema Sanitario italiano era assolutamente pronto ed efficiente.
        Di questi “competenti” ed “esperti” noi ci dovremmo fidare?

      • si sono il Marco che ti ha risposto a il 4 Aprile 2020 at 19:27, giusto per far chiarezza su chi è chi.
        per semplicità rispondo alle sue affermazioni

        >Perché parlare di un’indecente privazione dei diritti costituzionali la disturba tanto?>
        dove ho detto questo? inoltre dal giorno uno che conte ha parlato alla nazione quando ha spiegato che la zona rossa era estesa all’intero territorio nazionale, nessuno ha messo in dubbio la incostituzionalità di tale decisione. E’ prevista nella costituzioni la presa in atto di queste misure in situazioni particolari come questa del coronavirs. quindi, parlare di privazioni di diritti costituzionali, è sbagliato.
        E non è questo che mi disturba. Mi pareva di averlo spiegato nel commento cosa mi disturba.

        >Ho letto che alcuni medici sospettano che per alcuni pazienti la ventilazione assistita sia troppo invasiva e provochi danni irreparabili.>
        ma che c’entra col mio discorso? ho solo detto che se una persona mi da una opinione INFORMATA, cioè nel suo ambito di conoscenza, io la ascolto perchè è in grado di spiegarmi nel dettaglio il perchè la pensi in un certo modo. Solo prendendo in analisi le argomentazioni, posso farmi una opinione che ha delle basi solide, soprattuto quando l’alternativa è un umanista che parla di scienza.
        La ferocia inaudita verso chi pensa che ricorrere subito all’intubazione mi è proprio sfuggita. Forse non mi informo abbastanza, o forse lascio a chi se ne intende occuparsi di questioni che non sono in grado di capire. Questa è la differenza tra me e lei. Vede, lei con senza troppi dubbi afferma che

        >Non occorre essere uno scienziato per capire che sono comportamenti autoritari, di prevaricazione e affermazione di un pensiero unico dominante.>
        no? davvero? e che conoscenze bisogna avere? quali titoli di studi? l’università della vita? oltrettutto, a quali comportamenti autoritari si sta riferendo? quelli di persone come me, che dicono che se non sai NULLA di virologia, forse sarebbe il caso che ascolti chi invece ne sa qualcosa per professione? oppure facciamo confusione e annebbiamo tutto perchè l’efficacia dei test è discutibile, e per un virus che è ancora nuovo e in molti aspetti sconosciuto, non c’è (come è normale che sia) una opinione condivista dal 100% degli esperti? e certo che non lo è, ma per capire perchè lo è o non è condivisa da tutti, o bisogna essere scienziati, o bisogna capire DAVVERO ciò che uno scienziato spiega mentre ci illustra perchè le opinioni variano, come ad esempio quando è perchè i campioni sono o no efficaci. Dico solo questo. Prendiamo in considerazione le argomentazioni, non i discorsi vaghi di chi dice “non ci vogliono dire la verità”.

        >Dire che se uno non è uno scienziato con il patentino non ha diritto di parlare perché dice solo cagate è un’opinione un po’ fortina.>
        invece mettere sullo stesso piano l’opinione di un letterato con quella di uno scienziato, quando si parla di argomenti scientifici, è meglio?
        ma sul serio? davvero mi sfugge il problema. Se ho un problema legale, mi rivolgo ad un avvocato, non ad un dottore. Se ho un problema di salute, mi rivolgo ad un dottore, non a un archietto. Questa è un opinione fortina? o forse è una BANALE constatazione che anche Einstein di virologia ne sapeva meno del più idiota dei virologi del suo tempo? veramente, da mettersi le mani nei capelli quando leggo ste cose.

        >ma se questo scienziato dice che è così perché lo dice lui che ha studiato, allora io non mi fido.>
        beh certo, sopravalutiamo la nostra abilità di comprendere un problema, in base al nostro primo approccio ad un argomento. Chi studia a fondo un argomento, arriva sempre al momento in cui si rende conto che più informazioni assimili, più sa di non sapere davvero quanto è vasta la disciplina che sta studiando.
        Ma per chi la pensa come lei, purtroppo non è così. E questo va in contrasto con la realtà. Un singolo studio scientifico pubblicato su una rivista scientifica, richiede un livello di conoscenza e capacità di analisi che solo una persona che ha studiato quegli argomenti è in grado di comprendere, analizzare e commentare. Non a caso si parla di revisione paritaria, o peer-review.
        Altrimenti facciamo che la validità delle ricerche scientifche siano valutabili da tutti, e vediamo cosa succede. No? perchè? forse perchè ci vuole davvero questo patentino?
        Non è un concetto difficile da capire. Anche su siti di revisioni di film, si distingue tra l’opinione del pubblico generale, e l’opinione dei critici. Perchè questo?
        forse perchè chi va vede un film ogni tanto, ha un tipo di opinione diversa da chi lo fa di mestiere, e non guarda un film così ogni tanto, ma tanti, tanti film e molto spesso? chi lo fa di mestiere conosce tutti i trope, tutti i clichè, tutte gli espedienti narrativi che ogni regista o produttore mette in atto nel presentare un film al pubblico. Le due cose non sono comparabili, per questo viene fatta la distinzione.

        Questo è il mio discorso. Vuoi convincermi che questa storia del viruso covid-19 è una bufala?
        pubblica la tua ricerca, e vediamo chi è in grado di capire quello che dici, cosa ne pensa.

    • Albert pennesi

      Credevo a questi discorsi a vent anni, quando non contribuivo e non apprezzava la societa5nel quale vivo. Ora a 40 anni, che mi sento partecipe di una società civile, con tanti difetti e pochi pregi, ma comunque civile e democratica, dico a questo don chisciotte da 4 soldi di andare all estero a vivere dov è sicuramente più apprezzato e più ascoltato, perché già dall attimo fuggente si capiva che il pensiero unico è lìmitante, ok, ma il buon senso no, ci vuole sempre. Ed è buon senso pregno di umiltà, quella che non sfiora manco lontanamente il ragionamento complottista di questo scienziato della chiacchiera

    • Marco, non so chi tu sia, ma la penso esattamente come te. Ti lascio l’url della mia pagina facebook. Se ti va contattami.

    • La sua intervista mi ha dato la prova che aveva ragione Aristotele a pensare ai filosofi come a coloro che avrebbero dovuto governare uno Stato. Grazie.

    • mi dispiace che hai dei problemi con tuo padre

  18. Ringrazio il professore e tutti coloro che hanno permesso la condivisione di questi pensieri e queste riflessioni augurandomi che le persone possano aprire gli occhi e che la verità emerga, prima che sia troppo tardi…
    Mi conforta vedere uno spiraglio di luce nei commenti lasciati e mi si alleggerisce il cuore prendendo consapevolezza di non essere completamente sola in mezzo a questo mare mediatico fatto solo di menzogne…

  19. Grazie, di cuore!

  20. Completamento d d’accordo su tutto. Bisogna trovare la forza di far sentire il nostro pensiero, formare una comunità/movimento di dissidio di protesta….

  21. Ottima intervista. Liberarsi dal dominio della scientocrazia, che fa assomigliare sempre più le nostre vite a quelle dei topi da laboratorio, è la nuova lotta di resistenza che devono intraprendere, d’ora in avanti, tutti gli spiriti liberi.

  22. Grazie Professore.
    Questo è un momento terribile non solo a causa degli arresti domiciliari e a causa del terribile sospetto che nulla potrà tornare come prima ma anche perché fra tutte le persone che conosco non posso osare dire la mia senza essere aggredita verbalmente ed essere additata come pazza visionaria. Iniziavo quasi a dubitare della mia sanità mentale!

  23. Caro Professore, visto che allo sciamanesimo associa lodevolmente la medicina scientifica, e non si perita di fornire persino diagnosi, eventualmente collettive (di straordinaria perspicuità: “decedute per questa combinazione di spazzatura metabolica e a causa di questa strage di stato”), consideri prego il mio caso. Suo coetaneo, affetto da insufficienza renale diabetica stadio 4 e associato scompenso cardiaco stadio 2 (quel che nella tradizione paleoceltica si diceva sindrome cardiorenale tipo 4, e in quella protoindoeuropea era la vecchia sindrome nefrocardiaca), qualora fossi colto da polmonite interstiziale doppia avrei elevatissime probabilità di “exitus”, per usare un’espressione apparentemente latina ma più probabilmente di substrato italide. Mi preme apprendere: morirei DI coronavirus o CON coronavirus? E sì, Lei e il compianto Prof. Alinei avevate proprio ragione: l’Australopiteco parlava eccome, e a leggere i Suoi propositi, parla ancora.

  24. Salve. Non si può sapere se si è candidati al Nobel.
    People don’t know when they’ve been nominated.
    Nobel Prize nomination records are kept sealed for 50 years after the award is given. Winners don’t know they’re nominated until they win. So go ahead, assume you almost won the Nobel Prize.
    Saluti

  25. Mario, cittadino dell'universo conosciuto

    Dopo aver letto l’articolo del prof. Benozzo, mi è salita la pressione a 200 per le assurdità ivi menzionate.
    Prima di proseguire però devo informare il webmaster che per me dare il consenso al salvataggio dei cookies equivale ad una pura finzione, dato che, dopo 40 anni di esperienza informatica, ho tutti i miei PC perfettamente attrezzati in automatico alla cancellazione totale di tutti i cookies, tramite comandi batch e cancellazioni di tutte le aree “sandbox” dei miei browser, e dei profili interi degli stessi, per cui non resta mai nulla, tutto piallato.
    Tornando sull’argomento, mi dichiaro assolutamente e pienamente d’accordo con il commento di Marco, che faccio mio,senza voler minimamente offuscare la paternità di quanto da lui scritto. In tal modo la pressione mi è tornata a 100.
    Voglio fare solo un po’ di sano sarcasmo.
    Voglio dire a quanti complottisti o meno credono che il Covid19 sia una mezza bufala o un espediente per fregare le libertà della intera umanità, che io sarei cinicamente dell’avviso di eliminare tutte le restrizioni, e di dichiarare “urbi et orbi” a tutto il mondo che il Covid19 è un banalissimo raffreddore, che al massimo può colpire per far danno solo qualche malato terminale di cancro che abbia pochi giorni di vita. Nulla di più.
    Avrei cioè piacere di vedere tutti i complottisti a letto con 39 e con la polmonite.
    Vorrei vedere fabbriche, centrali elettriche, ospedali, aziende alimentari, trasportii di alimenti, industrie farmaceutiche, centrali telefoniche, centri di ricerca scientifica, interi milioni di ettari di campagna, dighe, treni, farmacie, fognature, acquedotti, tutti privi di persone perché ammalate o incasinate a vario titolo, e tutte le relative attività ferme e bloccate, con un crash totale dell’economia non già del 10%, ma possibilmente del 99%.
    Penso che certi individui che si lamentano delle restrizioni alla libertà personale vadano a braccetto con l’onorevole Meloni e con la Mussolini, che “giustamente” (ma guarda un po’) si erano lamentati indignati della privazione delle libertà individuali e della mancanza di dibattito parlamentare preventivo, proprio come nel famoso “ventennio” si faceva, quando, prima di mandare all’esilio gli oppositori o di somministrargli l’olio di ricino, Mussolini interpellava il Parlamento democratico per un dibattito parlamentare con diritto di parola e votazioni a scrutinio palese.
    Insomma, ma da chi mai viene questa idiota predica !?
    Proprio da chi predica bene, ma va a braccetto con chi ha sempre razzolato male.
    Ma qui si dice che stiamo parlando di rispettabilissimi intellettuali “alternativi”.
    Ebbene, di tali tipi di intelletuali ne abbiamo conosciuti a decinaia di migliaia negli anni ’70, quando non si tardò a capire che costoro erano in larga parte appartenenti al branco, pardon, all’elite dei borghesi che si sentivano minacciati dall’arrivo in forze dei figli della classe operaia e del popolo, che dopo il ’45/46 erano nati a milioni e che in una nuova democrazia ambivano ad andare all’Università, a cercare lavoro anche in quei posti che prima erano solo per privilegiati elitari.
    Ecco quindi che quella vecchia materia marrone partorita dalla borghesia privilegiata si raccorda in due grandi corna che si fronteggiano alla pari. Per quanto sia una scontata formula quella degli opposti estremismi, eppure qualcosa di serio questa affermazione ci dice.
    E questi “alternativi” di oggi sono solo e in gran parte dei frustrati falliti che cercano per invidia e rabbia di ritorcere contro la società ciò da cui si sentono non più padroni e privilegiati.
    Tutti poi specialmente si piccano di parlare di scienza (“alternativa”, ovvio) per denigrare la conoscenza scientifica, che non è una fede, una religione (“scienza” fideistica), anche se così spesso gli uomini finiscono per identificarla, ma un processo continuo di verificare con dati il più attendibili possibili le cause e i rimedi dei fenomeni naturali.
    Insomma, abbiamo la corrente elettrica, salviamo vite umane in pochi minuti dopo traumi catastrofici, abbiamo le sale operatorie e le medicine, ma no !!!
    Queste cose sono orrende e maligne, per certi complottisti. Secondo essi la scienza è un espediente inventato per gabbare le masse e gli “eletti” che intravedono la vera verità, quella che non sta dietro gli enormi sacrifici di coloro che hanno studiato e sperimentato, ma dietro libri di magia, quelli che ancora oggi e sempre ci suggeriscono che l’Uomo è il centro dell’Universo, anche se ha lo sterco dentro la scatola cranica.

    Non discuto degli usi distorti che l’umanità, avida e frettolosa, ha compiuto utilizzando la conoscenza scientifica.
    Siamo figli delle dittature e del capitalismo rampante, ma siamo anche coloroche, presi uno ad uno, se messi a comandare, farebbero esattamente le cose che fanno coloro che noi stessi stiamo accusando, a parte qualche raro esemplare di essere umano.

    Non metto in dubbio l’ipotesi piuttosto plausibile che questa crisi planetaria finisca per avvantaggiare, nei postumi della convalescenza dopo la mazzata, i grandi centri di potere finanziari del mondo, che come tutti dovrebbero sapere hanno in mano gli strumenti per pilotare la politica.
    Ma credere con certezza che tutta questa tragedia sia stata orchestrata a tavolino per i disegni fantapolitici illustrati dal prof.Benozzo, mi pare molto fantasioso, e in fin dei conti, malevolo e disfattista.
    Piuttosto cerchiamo di far prevalere la democrazia, accettando di perseguire la scelta del minor danno per il “popolo”, sulla base delle conoscenze scientifiche, delle quali non sono depositari solo alcuni pseudosantoni di turno, ancorché fossero pochi e rari virologi con opinioni discutibili.
    Del resto la storia della conoscenza scientifica è tappezzata di pareri discordanti e di acerrime competizioni e “disfide” fra scienziati.
    Ancora oggi ci sono molte migliaia di persone, anche pseudoscienziati, i quali, invidiosi delle scoperte di A.Einstein, non fanno altro che cercare ad ogni costo crepe nella Teoria della Relatività, per buttare tutto a mare e tornare all’UOMO come centro dell’Universo, specie quando certuni affermano che l’Universo stesso esiste perché l’UOMO lo sta osservando, interpretando nel modo più blasfemo possiiole da Teria dei Quanti, la quale non ha certo bisogno di costoro per godere di consenso nel mondo scientifico.
    Siamo cioè noi uomini i peggiori nemici di noi stessi, perché alla fine andiamo a sbattere e ad ubriacarci sempre dentro i libri sacri o di magia, o ancora meglio di “fantamagia”.
    Ed io provo un profondissimo disprezzo per costoro, io che ancora dopo 55 anni continuo a studiare e ad appassionarmi alle materie scientifiche ed al pensiero che nei secoli le ha supportate, combattendo e soffrendo emarginazioni, torture e roghi papali.
    Quelli sì erano eroi, non certi i figuri odierni che vorrebbero gridare al mondo di avere scoperto qualche grande complotto, ergendosi a martiri perché qualcuno potrebbe smentirli o tappargli la bocca, del tutto indegna di proferire opinioni aberranti verso coloro che della conoscenza scientifica ha fatto una scelta di vita convinta e sincera, spesso sacrificando tempo e opportunistiche alternative di scalata di censo o di consenso.
    Gli uomini si sa, non sono indifferenti ad un riconoscimento del proprio operato, quant’anche si trattasse di compensi economici.
    Non per questo possiamo accusare la ricerca scientifica di essere del tutto figlia e prostituta del sistema economico.
    Se così fosse, allora dovremmo mettere al rogo tutte le opere d’arte dell’umanità, comprese quelle italiane, e bruciare tutti i libri di musica classica, poptendo affermare malvagiamente che se a Beethoven non gli avessero dato qualche benevola immeritata mancia, non sarebbe mai assurto agli onori della cronaca.
    Ma gli intellettuali “alternativi” sarebbero pronti a dare forza a ipotesi del genere, che spaccerebbero come grandi e nascoste verità.

  26. A me questo Benozzo fa paura, come mi fanno paura le ben note democrazie liberali e illuminate in cui la pandemia non è… ancora arrivata: Bielorussia, Turkmenistan, Corea del Nord.

    • Si possono aggiungere la Russia e le tre nazioni di Visegrad, e il quadro degli amici degli amici (nostrani) è completo…

  27. Nicola Lamonica

    Il prof. Benozzo, che ringrazio, non disconosce la gravità del momento e non sparla delle misure prese per contrastare la pandemia e invece di agganciarsi al coro dei narratori, tutti all’interno di una strategia del consenso e della manipolazione delle masse che richiama Noam Chomsky, da buon filologo impegnato nelle Assise scientifiche di prestigio mondiale , puntualizza le Sue riflessioni sulle deficienze di uno Stato impreparato ad eventi straordinari nel campo della medicina, per insufficienza di strutture sanitarie e de-potenziamento di quelle esistenti , e nel contempo spendaccione in assurde spese militari che come ci riferisce sono di due miliardi al mese; si sofferma sulla qualità dell’informazione che è essenzialmente monotona e su una ricerca scientifica locale e internazionale mondiale che è ormai a “ reti unificate” e pertanto carente di un sano e produttivo confronto/scontro estraneo ed incompatibile con la globalizzazione commerciale in essere! Il Suo racconto è , a mio avviso, interessante e valido laddove invita alla necessità di una capacità critica, ma mancante sulle scelte da fare in un Mondo globalizzato che sappia parlare anzitutto di diritti soggettivi e di dignità umana e di salute. Forse è il caso di rivedere la formula oggi vincente del liberismo ad ogni costo !

  28. Prove scientifiche inequivocabili le abbiamo?
    Ho un caro amico che è sul fronte dei medici e mi parla di analisi del sangue ‘pazzesche’ quando individuano un malato… Morti e morti anche tra i medici… tutti con patologie pregresse?

  29. La domanda che mi piace nello scritto e’ quella che riguarda i medici; eroi ( controvoglia) o vittime ( designate) ?

  30. in acque inesplorate naviga il morbo
    sordo perfino alla voce della scienza
    ci vuol pazienza
    ha da passà a nottata
    affidiamoci dunque al cielo
    o alla dea bendata ?

  31. Una narrazione che non condivido.

    Non perché sia “diversa”, ben vengano le voci fuori dal coro, ma semplicemente perché sembra non tenere conto di dati di realtà assolutamente evidenti e talmente diffusi che sembra incredibile che possano venire ignorati.

    Arrivare a dire che “… i morti diretti per coronavirus al 28 marzo – secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità – sono in totale 7, e gli altri sventurati sono stati uccisi per il colpo di grazia che questo virus ha dato alle loro già precarie condizioni.”, denota la volontà di ignorare la realtà e la sofferenza di una nazione (e in particolare di alcune regioni) che ogni giorno vedono morire soffocate centinaia di persone che fino al giorno prima vivevano una vita assolutamente normale. Persone che avevano davanti a se un’aspettativa di vita di altri 20-30 anni, o anche di più. Persone che si prendevano cura dei nipoti, che magari si godevano la propria pensione, che forse in pensione nemmeno ci erano ancora arrivati.

    Altro che “colpo di grazia”.

    Troppo semplice dare sempre la colpa al “sistema”, dire che dovremmo avere migliaia di posti letto in più.
    Troppo semplice perchè a conti fatti siamo bravi tutti, non ho mai visto in passato denunciare la mancanza di 55000 posti di terapia intensiva in Italia.

    Peraltro, a parte la Germania che in questo senso sembra essere un’eccezione, nel resto del mondo sono messi come noi o peggio di noi.

    E infine, se anche ci fossero 1 milione di posti letto di terapia intensiva in italia, ci sarebbero centinaia di migliaia di persone anziane (over 50, e diversi under 50) che morirebbero comunque, in quanto la terapia intensiva non cura dal virus, ma aiuta a superarlo. L’80% di chi ne ha bisogno, sopravvive. Gli altri no. Siamo disposti a perdere in un colpo solo 2 “nonni” ogni 10? E gli 8 “nonni” che sopravvivono, in che condizioni (soprattutto a livello polmonare) si troveranno dopo essere stati per 20 giorni in terapia intensiva?

    Quindi mi pare un esercizio abbastanza sterile prendersela con il sistema, e dire che si tratta di un vuoto democratico.

    Assolutamente democratico semmai è il diritto alla salute che in qualche modo si sta cercando di garantire, ognuno facendo la sua parte, ognuno sacrificando qualcosa, in nome del bene comune.
    Non sto ovviamente ignorando gli enormi problemi e le conseguenze negative che questo blocco a livello nazionale e mondiale produrrà nel breve termine (e speriamo non anche nel lungo termine). Ma si tratta di prendere decisioni assennate, scegliere il male minore, non perchè lo dicano “virologi da salotto” (ah che bel modo di liquidare le persone di scienza), ma perchè è dovere di ogni Stato preservare la salute dei propri cittadini.

    Purtroppo le decisioni prese in questo periodo sono impopolari in quanto vediamo che nonostante le misure prese abbiamo tantissimi morti, ma non vediamo quanti morti avremmo (e quanti forse ne avremo) in assenza di queste misure. Per saperlo ci dobbiamo affidare a chi queste cose le ha studiate, a virologi, epidemiologi, esperti di statistica.

    L’unica cosa su cui concordo è l’uso improprio della narrazione “eroica” del personale sanitario: sono persone assolutamente stimabili, che stanno dando tutto ciò che possono, ma chiamarli eroi significa automaticamente negare o minimizzare le responsabilità di chi da un lato ci governa e ha il dovere di gestire questa emergenza nel modo migliore possibile, all’interno delle strutture sanitarie e sul territorio, e dall’altro lato le responsabilità di ogni cittadino, che al fine di proteggere se stesso e gli altri ha il dovere morale di fare tutto ciò che è nelle sue possibilità per evitare la diffusione del contagio.

  32. Caro prof. analisi perfetta, di una societa’ malata, disumanizzata. Grazie di cuore.

  33. Bellissima intervista con affermazioni più che condivisibili. Congratulazioni.

  34. Vorrei allegare un post che gira in FB il Lombardia. NON so se lo pubblicherete, se è off Topic

    Chi non vive a Bergamo o a Brescia non si rende conto della situazione. Chi non vive a Bergamo o a Brescia si lamenta delle restrizioni, perché i bambini si annoiano. Chi non vive a Bergamo o a Brescia fa cene con gli amici, tanto sono sicuri che stanno bene. Chi non vive a Bergamo o a Brescia fa la spesa tutti i giorni, tanto per uscire. Chi non vive a Bergamo o a Brescia pensa alla riapertura, perché così non si può andare avanti. Chi non vive a Bergamo o a Brescia fa il furbo, perché è stufo di stare in casa. Chi non vive a Bergamo o a Brescia pensa che Conte abbia fatto tutto quello che poteva. Chi non vive a Bergamo o a Brescia non conosce il lavoro degli artigiani che in 7 giorni hanno tirato su un ospedale da zero. Chi non vive a Bergamo o a Brescia non sa cosa sia la paura di caricare un parente in ambulanza e pensare di non vederlo più, oppure che l’ambulanza proprio non arrivi per limiti d’età. Chi non vive a Bergamo o Brescia non sa la difficoltà di trovare bombole d’ossigeno per curare da casa ( e l’ansia nel guardare l’indicatore andare verso la riserva). Chi non vive a Bergamo o a Brescia non sente le sirene a qualsiasi ora del giorno e della notte. Chi non vive a Bergamo o a Brescia non sa quanto sia difficile trovare una bara. Chi non vive a Bergamo o a Brescia non sa che i numeri sono sbagliati, che ci raccontano solo quello che vogliono loro. Chi non vive a Bergamo o a Brescia non può nemmeno immaginare com’ è davvero.

  35. Maria Cristina

    condivido gran parte delle argomentazioni del professore che mi sembra confermi quello che ho colto fin dall’inizio di questa macabra faccenda, cioè che il malato grave è il sistema sanitario che per motivi economici e di avidità di pochi è stato defraudato della sua dignità e funzione. Non Le sembra ancora più assurdo ma geniale, dal suo punto di vista, che ora questo stesso “malato” sia fatto passare come il miglior sistema sanitario al mondo, per nascondere la realtà del problema, io credo.

  36. E niente, voi mi dovete scusare, ma il poeta-filologo-musicista Nobel-candidate, ecc. non mi ha convinto punto. Né nei toni, né gli argomenti.
    Ad es.: ma quali arresti domiciliari? Ma quale soggiogamento delle popolazioni? Ma da parte di chi? E perché? E perché dovrebbe essere attendibile la descrizione della scienza medica come «religione monoteista, antidialogica, totalitarista e oscurantista»? Quando è invece l’esatto contrario: non è una religione, è decisamente pluralista, si basa sul confronto competitivo tra pari ed è apertissima alla confutazione delle tesi e delle scoperte. E questo più o meno dai tempi di Galileo. Certo, magari non nei salotti televisivi, ma che ci frega a noi dei salotti televisivi se esistono alcune centinaia di riviste scientifiche mediche su cui pubblicano ogni anno migliaia e migliaia di ricercatori di tutto il mondo. E il meccanismo delle pubblicazioni è proprio quello del triplo/quadruplo controllo cieco tra pari.
    Un minuto dopo però dice anche che «la scienza è prima di tutto una narrazione, una narrazione il più possibile plausibile, e che i passi avanti nelle varie discipline sono stati compiuti grazie al dialogo, alle confutazioni, ai dibattiti. Chi pratica la scienza come mestiere sa bene che tale mestiere consiste essenzialmente nell’arte del dubbio sulla verità e su ogni verità.» Ma qui è evidente che stia parlando di lui, lo scienziato buono (perché umanista?), mentre gli altri (medici, economisti, statistici, ecc.) son tutti servi del potere…
    Che poi basterebbe seguire la cronaca per vedere che le cose stanno andando esattamente come lui dice che dovrebbero andare: nessuno ci capisce un accidenti (l’arte del dubbio) e, come si dice dalle mie parti, ogni giorno nasce un fungo…. Il ché a me dice un’altra cosa: che ad essere “sbagliata” semmai è l’idea di scienza che hanno i non scienziati! Ci si aspettano certezze, e invece è sempre tutto molto più complicato, anche quando si tratta di una (banale?) calcolosi renale o di una protesi a un ginocchio, perché poi come minimo i calcoli, e i reni e il ginocchio del signor Rossi non saranno mai uguali a quelli della signora Bianchi, figurati per un maledetto virus sconosciuto ai sistemi sanitari di ogni accidenti di paese al mondo.
    Sulla pandemia che non lo era sono davvero allibito. Nemmeno Trump!!! Questi poi sono gli stessi argomenti che circolavano 45 giorni fa, e sono stati smentiti dai dati giorno per giorno, ed anzi ciò che si teme oggi è che i numeri dei morti reali connessi al Covid-19 siano enormemente sottostimati (vedi confronti con il passato dei decessi non Covid-19 in alcuni comuni lombardi di 10 gg. fa). Ma l’umanista dei dati se ne infischia, lui ha “più di un conoscente a cui è venuto a mancare un parente stretto mi ha detto che questi si trovava già all’ospedale a uno stato terminale”. In pratica….. me l’ha detto mio cuggggino. Ma siccome lui è un professore di filologia romanza e celtica – con, attenzione, “all’attivo diverse rivoluzionarie pubblicazioni sulle radici preistoriche e sciamaniche della cultura europea”… RIVOLUZIONARIE, capite?) Ecco siccome lui è esperto di culture sciamaniche noi dovremmo assumere queste considerazioni che lui fa e che sono basate sul nulla cosmico come un illuminato parere scientifico…
    L’argomento apparentemente più solido in prima battuta sembra quello delle debolezze del sistema sanitario, dopo anni e anni di tagli lineari. Ma quando poi si va a vedere quello che dice c’è da rimanerci di sale. Tipo che “in uno stato di 60 milioni e mezzo di abitanti i posti per le terapie intensive dovrebbero essere come minimo 60.000”. Una cifra talmente tanto astrusa che si fa fatica a raccapezzarsi.
    Dunque, i dati più attendibili dicono che la media per la maggior parte dei paesi europei sia di 6/7 posti di terapia intensiva ogni 100.000 ab. https://www.ilpost.it/lorenzoferrari/2020/03/26/sui-numeri-di-cui-non-si-puo-parlare-bisognerebbe-tacere/
    E quindi siccome in Italia ci sono circa 60.000.000 ab. / 100.000 * 6,5 = 3.900 (disponibilità totale teorica di posti in terapia intensiva se l’Italia rispecchiasse la media europea). Nella realtà noi ne abbiamo poco più di 5.000. Sono pochi, sono tanti? Dovrebbero essere di più? Probabilmente si, ma il nostro esperto di culture sciamaniche dice che ne dovremmo avere 60.000, capite? Cioè 12 volte tanti!!! Che è un ragionamento del tipo: i professori dell’università di Bologna (compresi gli esperti di radici preistoriche e sciamaniche della cultura europea) sono 2.771 (sito UNIBO), ma… parliamoci chiaro, come minimo dovrebbero essere 35.000!). Quello che mi chiedo è come si faccia a spararle cosi grosse senza trovare qualcuno che ti chieda conto di simili scemenze. E meno male che le «marionette inconsapevoli» (cioè i poveri coglioni) dovremmo essere noi.

    • Benissimo!!! Lo specifico del metodo scientifico è proprio la sua non riducibilita a narrazione. La fisica di Empedocle o di Democrito, e, per quanto splendida, anche quella di Aristotele, sono state grandi narrazioni, ciascuna riconducibile ad un autore e ad un linguaggio. Lo scetticismo classico nasce proprio da questa pluralità di narrazioni tra le quali era in ultima analisi impossibile decidere. Ma la scienza moderna NON è scettica, altro che “arte del dubbio”. Al contrario, la finalità UNICA del metodo scientifico è distinguere fra il vero e il falso con criterio impersonale e predittivo, per ripetibibilita degli esperimenti, da chiunque e ovunque siano condotti. In fondo, tra Galileo e l’inquisitore Bellarmino, lo scettico era proprio l’inquisitore, che suggeriva di confrontare i due sistemi tolemaico e copernicano come due semplici ipotesi… perché asserire per forza che uno è vero e l’altro no? Ma per Galileo il punto era proprio ottenere conoscenze vere. Come diceva lui: “inesorabili”. Diversamente la ricerca non avrebbe avuto alcun interesse.

    • Esattamente.
      A me pare che sia sufficiente che un personaggio provi a dare una lettura diversa, una narrazione in controtendenza, e al di là del merito di ciò che dice troverà sempre una folla pronta ad applaudirlo.

  37. Carissimo Francesco, mi perdoni la familiarità dovuta alla totale consonanza con le sue idee, seppure con una riserva rispetto ai numeri da lei citati. Non crede che persone come lei dovrebbero attivarsi per creare delle alleanze trasversali con l’obiettivo di formare una massa critica che faccia sentire la propria voce? Penso a qualcosa di simile al PSRAST (Physicians andScientists for aResponsible Application of Science and Technology) ma più allargato ad includere altre competenze delle “Humanieties”. In Italia ci sono già tanti piccoli cluster di grande valore. Manca una personalità che possa aggregarli…non basta scrivere e descrivere. Di fronte all’orrore di ciò che accade bisogna poter dire senza facili auto assoluzioni: “non potevo fare di più”.
    Io mi metto eventualmente a disposizione per lavoro di bassa manovalanza.
    Con grande stima
    Giulia Boschi

  38. Ho abbandonato la lettura dopo la parola colpa ma volevo farlo molto prima, alla parola vittima. Il mio vocabolario è diverso.

  39. Tutti filosofi quando siete in salute e non avete bisogno di medici e virologi.
    Bravi.

  40. Ho letto attentamente l’intervista all’esimio Professore. Credo proprio che sia meglio che rimanga in isolamento sulle sue montagne per evitare che le sue fantasie letterarie e filosofiche facciano più danni del Covid-19.
    Premetto che anch’io sono innamorato della letteratura in quanto sublime descrizione e compagnia in poesia narrante della vita.
    Ma non per questo penso che ci si possa permettere impunemente di scrivere corbellerie per il solo gusto di riempire pagine o godere della soddisfazione di veder circolare pagine internet con il proprio nome.
    In questo senso, penso proprio che abbia perso una splendida occasione per stare zitto.

    Veniamo ai vari punti.

    L’esimio dice che stiamo vivendo un chiaro momento di soppressione della democrazia, presidiati dalle forze dell’ordine e dai militari. Senza che ci sia stato un dibattito parlamentare.
    Che l’esimio lasci la sua beneamata montagna (dove, per inciso, mi rifugerei anch’io) e si metta in macchina o in treno insieme a quegli incoscienti e criminali che, invece di stare a casa, hanno viaggiato per tutta la penisola per andare in una casa vacanza “lontana dal nord” portando il virus dove non c’era. Che dada a parlare della sua “visione scientocentrica della realtà” a quegli imbecilli che, con un principio di febbre, sono andati a fare la spesa nel supermercato.
    Penso che, dopo che lo avrà fatto, sarà proprio lui a chiedere l’aiuto dei militari per proteggere l’umanità dall’imbecillità dilagante.

    Lui che dice che tutta questa pandemia è finta, che è in atto un progetto (e chi sarebbe il grande progettista, mi scusi?) di distrazione di massa in cui si crea il problema per poi offrire la soluzione. Tutti, tranne lui, sono in attesa del fantomatico vaccino.
    Bene, io gli auguro di cuore – a lui e ai suo cari – di non contrarre il virus e di non avere complicazioni polmonari. Perché, in quel caso – ne sono strasicuro – lui sarebbe uno dei tanti a chiedere di essere assistito e curato. E piangerebbe tutta la sfortuna di questo mondo per non avere avuto un vaccino prima di essere infettato.

    Per finire, lui dice che “questa non è una vera epidemia che miete masse indistinte di persone” ma, invece, uccide in massa i diritti di libertà e bla bla bla.
    Avrà anche ragione… Ma c’è una cosa che il virus sta alimentando invece di annientare: la vanità umana che fa parlare a sproposito chi farebbe meglio tacere per applicarsi un po’ di più apportando contributi concretamente utili all’umanità.

  41. Abbiamo dovuto moderare dei commenti in quanto offensivi. Si può esprimere il proprio dissenso (o consenso) senza dover insultare e, soprattutto, argomentando le proprie posizioni. Grazie!

  42. Mi trovo d’accordo su diverse istanze.
    Spiace però continuare a sentire utilizzare un lessico bellico: “guerra”, “trincea”, “prima linea”.
    La cornice semantica orienta tutta la percezione della realtà. Non siamo in guerra. E’ proprio per questo che non ci devono essere militari per strada e soluzioni di coprifuoco.
    Il lessico militare finisce per giustificare uno status quo militare

  43. Dice che sono tutti malati terminali a cui il coronavirus ha dato il colpo di grazia. E allora tutti i medici morti erano anch’essi tutti malati terminali?

  44. Ho due quesiti da porre al professore: primo: se le centinaia di medici morti in tutto il mondo (89 solo in Italia) infettati dai pazienti covid (incluso il medico cinese trentaduenne che per primo lanciò l’allarme del virus) sono tutti malati cronici/terminali o immunodepressi; secondo: visto che in Italia non abbiamo 60000 posti in terapia intensiva e visto che, almeno a dar retta ai pennaioli che scrivono sui quotidiani assoggettati al potere, gli ospedali sono al collasso per numero di pazienti critici da gestire, quale consiglio concreto egli sente di poter dispensare dall’alto della sua torre d’avorio ai virologi da salotto per far fronte a questa situazione a parte l’isolamento e il distanziamento sociale; perchè altrimenti, se quello che preferisce è affrontare il problema semplicemente negando che esista e diffondendo notizie false (tipo che i morti per covid in Italia sarebbero solo 7), l’impressione che se ne ha è che col suo anticonformismo a tutti i costi le chiacchiere da salotto le stia facendo lui

  45. Egregio prof. Benozzo le rammento che il pensiero critico-logico e il dibattito non è sufficiente per giungere a conclusioni scientifiche. La invito quindi a fare come fanno i veri scienziati nel confermare le proprie ipotesi: per dimostrare che è una “grande truffa”, come afferma lei, utilizzi il “metodo sperimentale” come fece, ad esempio, il grande Sabin.

    Se ne vada quindi a fare un giro, Lei e le belle anime che la pensano come Lei, in un reparto COVID di un ospedale vicino, magari a dare una mano visto che è uno “scienziato” e poi ci ragguagli sulla effettiva mortalità di questo virus.

    Oppure, e lo dico per il suo bene, rimanga quarantenato nel suo boschetto, sulla sua montagna e si occupi delle sue materie (filologia e linguistica, poesia e lambrusco), nella quali si dice sia bravissimo. Ma eviti di propinarci, per favore, le sue teorie pseudo-complottiste, c’è della gente che, patologie pregresso o meno ci sta lasciando le penne (basta una ipertensione sa, roba con cui si convive fino a 90 anni senza covid 19).

    Convengo quando Lei afferma che i media stiano facendo del terrorismo psicologico per tenere la gente a casa, è ovvio, almeno per me, che lo facciano per non mandare in tilt il sistema sanitario e per tenere basso il numero dei morti, cosa che, visto il momento e il comportamento dell’italiano medio, mi sembra del tutto condivisibile.

    Lei ci vede un “gomblotto” della “scienza”, io invece un modo ragionevole per risolvere un grosso problema senza dover aspettare che ogni singolo italiano, compreso Lei, abbia capito cosa si rischia, dal punto di vista di vite umane, con questo “piccolo” virus.

    Perché siamo d’accordo su tutto: dovremmo avere 60.000 letti di Terapia Intensiva, dovremmo avere più ospedali, più medici, più tamponi, più mascherine. Ma NON li abbiamo e non mi pare il momento di discuterne perché non serve a salvare vite, adesso serve stare a casa ed evitare che diventi una strage.

    Ma sopratutto non abbiamo il tempo di aspettare che ogni italiano faccia i conti e si renda conto davvero cosa significa un 2-4-6% che va in ospedale insieme su una popolazione di 60 milioni, non abbiamo tempo: dovevano stare attenti alle medie, dovevano fare i compiti a casa. Se vuoi la libertà bisogna che impari, che capisci, che stai attento, se non capisci cosa sta succedendo fai quello che ti dicono gli “scienziati” anche se è terrorismo e stai a casa per favore.

    Insomma per me è un “à la guerre comme à la guerre”, e sinceramente, in questo momento, della sua libertà personale non me ne importa di meno. Un domani vedremo di riallineare la scala dei valori alla situazione contingente e magari ci ritroveremo a combattere per le libertà individuali, adesso c’è da combattere un “piccolo” virus anche alla faccia di chi non ha ancora capito un cavolo, non ha mai voluto capire un cavolo o non gli frega nulla delle persone deboli, il resto sono pippe.

  46. Andrea Cavallero

    una domanda semplice-semplice
    ma tutto questo a chi giova?il filosofo lo dice?

  47. Auguro al professore poeta filosofo musicista scienziato di vincere il Nobel e di occuparsi solo di poesia, l’unica cosa che sa…come ammette in un suo componimento, Felci in rivolta.

  48. In questi giorni sto leggendo opinioni di tutti i tipi. Ben venga! Un sano confronto tra differenti opinioni fa sempre bene. Ora, questo articolo l’ho letto più volte, proprio per cercare di comprendere il senso di certe opinioni, ma sinceramente mi lascia molto perplesso.

    1) “Per quello che vedo io, siamo di fronte a delle prove generali di soggiogamento delle popolazioni, fondate su una visione scientocentrica della realtà.”
    Cioè???? A parte il fatto che in tutto il mondo sta succedendo che la scienza consiglia e la politica decide (in modalità anche molto differenti, conciliando le esigenze sanitarie con tutto il resto e spesso andandogli anche contro), ma sulla base di quale altra “visione” dovremmo fare delle scelte e prendere delle decisioni?
    E poi in cosa si manifesterebbe questo soggiogamento delle popolazioni? Nel chiederci di stare a casa per evitare la diffusione della pandemia?? Io sono del Sud e penso che tutti noi dovremmo solo ringraziare Dio o non so chi che abbiano “chiuso” tutta l’Italia quando nel Sud non era ancora troppo tardi…

    2) “Parliamoci chiaro: nel 2020 in uno stato di 60 milioni e mezzo di abitanti i posti per le terapie intensive dovrebbero essere come minimo 60.000.”
    Mi piacerebbe sapere in base a cosa abbia tirato fuori questo numero. Sarebbero 100 posti ogni 100.000 abitanti. La Germania, che ne ha di gran lunga più di tutti, ne ha 30 ogni 100.000. E’ facile sparare numeri a caso, io potrei dire che per un paese come l’Italia ne servono 100.000, così siamo ancora più sicuri, ovviamente con il relativo aumento di medici ed infermieri. Poi però si deve fare i conti con la realtà (cioè la reale esigenza e la sostenibilità economica). Se stanno andando in crisi i sistemi sanitari di tutti i paesi del mondo (Cina, Italia, Francia, UK, Spagna, USA) in cui non si è riusciti a controllare la diffusione del virus, forse la cosa non è così banale… Non dico che non si potesse fare di più negli anni passati ed anche negli ultimi mesi per prepararsi ad un’emergenza (a cui, ricordo, fino a fine febbraio nessuna voleva credere), ma mi sembra evidente che siamo di fronte a qualcosa di eccezionale.

    3) “Come saprà, i morti diretti per coronavirus al 28 marzo – secondo i dati dell’Istituto Superiore della Sanità – sono in totale 7, e gli altri sventurati sono stati uccisi per il colpo di grazia che questo virus ha dato alle loro già precarie condizioni.”
    Un sedicente “scienziato” che fa una tale forzatura dei dati è veramente quanto di peggio possa esserci, dato che queste “interpretazioni” per molti si trasformano facilmente in istigazioni a non rispettare le regole. L’Istat sta elaborando le differenze tra la mortalità media degli anni 2015-2019 e quella dello stesso periodo del 2020 (alcune indagini prendono come riferimento il periodo gennaio-marzo, altre solo marzo). P.e. questa: https://www.istat.it/it/files//2020/03/Decessi_2020_Nota.pdf (che arriva solo al 21 marzo, ma come sappiamo i decessi sono continuati in numero anche più rilevante fino ad oggi, quindi i dati reali saranno anche peggiori).
    La mortalità a Bergamo è quadruplicata, in molte province del nord è raddoppiata. Ora il nostro “scienziato” mi sa spiegare per quale motivo in una zona dove l’anno scorso morivano 100 persone quest’anno ne muoiono 200? Per il 5G? Per gli alieni? Per i pollini? Per cosa???? E visto che si definisce scienziato, la riesce a visualizzare la differenza tra 100 e 200? La riesce a fare una proporzione stimando i morti sull’intera popolazione italiana se ci fosse stato ovunque lo stesso aumento di mortalità?
    E se pure fosse vero che muoiono solo persone deboli con patologie pregresse (che senza coronavirus non sarebbero morte), queste persone forse contano meno dei giovani e sani??

    4) “in quanto “scienziato” io stesso”.
    Scienziato non direi proprio, sia per i contenuti molto “soggettivi” (vedi sopra), sia perché “Chi pratica la scienza come mestiere sa bene che tale mestiere consiste essenzialmente nell’arte del dubbio sulla verità e su ogni verità.”. Dovrebbe valere anche per quello che dice lui, ma non mi pare che le sue tesi siano tanto aperte al dubbio né tanto meno “al dialogo, alle confutazioni, ai dibattiti.”. Sarebbe bello vedere almeno una sua risposta a tutte le contestazioni presenti nei commenti lasciati da tanti lettori.
    Ah, e comunque uno che definisce la scienza “una religione monoteista, antidialogica, totalitarista e oscurantista” forse non ha inteso bene cosa sia la scienza… dovrebbe ripartire dalle lezioni di fisica di un buon liceo scientifico.

    5) “Qui come avrà visto chi non la pensa come i medici ufficiali viene denunciato (se è un medico viene invece radiato). È infatti palesemente in atto, nel processo di soggiogamento, anche una soppressione della libertà di parola.”
    Potrei conoscere un caso di denuncia o di radiazione? Uno, non ne chiedo tanti. Ed anche un caso di soppressione della libertà di parola.
    No, perché la mia sensazione è che accada esattamente il contrario, che ci sia un abuso della libertà di parola!! Qua ognuno spara “opinioni” non supportate da nessuna evidenza… il 5G, le medicine miracolose in Giappone ed in Russia, le denunce, il soggiogamento… e tutto questo circola liberamente su social, giornali online e a volte pure sui giornali nazionali che ormai rilanciano notizie senza verificarle. Dove sarebbe la soppressione della libertà di parola? O vorremmo che qualsiasi corbelleria venga riportata dai TG a reti unificate?
    E non mi sembra che anche in TV non ci siano opinioni molto diverse di politici, giornalisti, esperti veri o presunti tali… dov’è questa soppressione della libertà di parola? Non è che la si confonde con la richiesta che la libertà di parola sia supportata da fatti, evidenze, dati, citazioni, referenze, pubblica condivisione ed accettazione (che poi, guarda un po’, è la base del nostro metodo scientifico moderno)?

    6) “Rivolgersi ai cittadini come a dei bambini (le parole del Governatore della Lombardia: “Se non lo capite con le buone domani ve lo faremo capire con le cattive”)”
    Bene, faccio un solo esempio: la grande discesa al Sud dopo l’istituzione della zona rossa al nord. Dei cittadini non bambini l’avrebbero dovuto capire da soli che non era una grande idea, giusto? Eppure non mi sembra che il buonsenso o la logica o il senso civico o anche solo l’amore per i propri cari abbiano prevalso finché non cè stato imposto. Altro che rivolgersi ai cittadini come a dei bambini, è stato necessario imporlo.

    7) “bare portate via con scene hollywoodiane dai mezzi militari”
    Qui non ho più parole, quindi mi fermo. Forse dai suoi boschi dove non potrebbe intrufolarsi nemmeno un drone dei Marines vive tutto come se fosse un film…

  49. Concordo sulla scarsa organizzazione della sanità nell’avere così pochi posti per la terapia intensiva in rapporto alla popolazione
    Per il resto concordo con altri commenti dove si afferma che il professore è confuso e tronfio del suo sapere. Sono rn altre le manipolazioni di massa in atto dai poteri forti e questo non è il caso. Forse il professore dovrebbe fare del volontariato invece di gongolarsi tra i monti e percepire uno stipendio! Forse è entrasse in contatto con la vera realtà sul campo si renderebbe conto che non muoiono solo vecchi e malati ma anche giovani e forti. Forse il professore vorrebbe vedere più decessi magari come per la spagnola per convincersi che forse se siamo più attenti e rispettosi della salute nostra e degli altri ne usciamo prima possibile. Forse se il professore fosse costretto ad essere intubato e rischiasse di morire come se affogasse, forse cambierebbe opinione.
    L’origine e la causa che ha portato a questa pandemia va discusso. Il giocare alle manipolazioni scientifiche e genetiche deve essere discusso e interrotto.
    Certo finché ci saranno persone con gli occhi bendati supportate anche da “studiosi emeriti” che giustificano e autorizzano i cosiddetti ignoranti a fregarsene del rispetto altri, andremo sicuramente incontro a uno sterminio e quando ne usciremo ad un default economico difficilmente superabile nel breve periodo. Forse il professore mira a questo: meno siamo e meglio potremo vivere e con più risorse! Caro professore non si perda nelle sue elucubrazioni intellettuali. Usi la sua intelligenza a beneficio degli altri che a sminuire i problemi reali pratici. Più rispetto, più buona informazione e meno retorica e demagogia. Rifletta professore e si goda la sua montagna. Lei è fortunato e lontano dalla realtà
    Una ultima cosa, l’altro giorno e morto un mio amico:, 42 anni. nessun problema evidente fino a quando non ha scoperto di avere il coronavirus. Era un infermiere.

  50. Caro professore, La ringrazio per questa preziosa analisi.
    Intelligenza, buon senso e innocuità sono ormai caratteristiche in via di estinzione.
    Grazie di cuore.

    • Lavia Raffaele Paolo

      È piuttosto impressionante leggere una critica al pensiero unico e insieme così tanti commenti acclamanti all’unisono. Pensiero unico? Non si direbbe, mai come adesso, nell’epoca delle reti sociali, fioriscono su internet svariate opinioni, balle spacciate per verità, non solo, ma sembra che il parere dell’asino abbia la stessa dignità di quella del dotto. Ad esempio, la bufala dei 7 morti è già stata sbugiardata, basta cercare. Oppure, il medico che dà opinioni diverse su ciò che conviene fare in questa circostanza viene radiato? Ci riporti la fonte di questa notizia, a me risulta che venga deriso e spernacchiato. Fa specie che un musicista e letterato dia opinioni sulle condizioni della terapia intensiva in Italia o sulla strategia di chiusura da seguire. Forse ha ragione, ma intanto, guarda un po’, anche altrove è stata seguita la stessa linea e dove si è alzata qualche voce fuori dal coro si è anche fatto retromarcia. La sanità italiana sarà anche malandata ma ovunque ci sono stati gli stessi problemi. E che dire delle considerazioni sull’abitudine con la morte dei bei tempi andati? Quei tempi si vivono ancora in certi luoghi e non sono esperienze rappresentanti un alto sviluppo umano. Ad esempio, com’erano le condizioni di lavoro, o le condizioni della donna in quei tempi? Per quanto riguarda, poi, l’assoggettamento al parere dei virologhi ‘da poltrona’, gente che ha studiato dei lustri in quelle materie, meno male che si dà credito, una volta tanto a chi ha titolo per parlare. A chi si dovrebbe dar credito, a filologhi da poltrona?

  51. Buongiorno a tutti. Ho letto con interesse l’articolo, sicuramente ci sono alcuni spunti interessanti, su cui riflettere, però ci sono scritte anche tante esagerazioni ed inesattezze. Quando si parla di ‘insinuare il senso di colpa’ e ‘vergognosa colpevolizzazione’ cadiamo quasi nel patetico: se le restrizioni vengono avvertite come ‘senso di colpa’ forse è un problema soggettivo; per me si tratta semplicemente di un sistema necessario pratico/scientifico, di impedimento della diffusione del contagio. Poi non si tiene conto del fatto storico delle pandemie: sembra quasi che per Benozzo, questa in atto sia la prima pandemia della storia.
    Inoltre, dai dati medici sui decessi effettivi presi dal sito dell’ISS, il numero 7 di decessi senza patologie al 28/3, oppure i 46 decessi al 6 aprile, si riferiscono agli accertamenti delle cartelle cliniche di un ‘campione’ dei deceduti, perchè non sono state analizzate le cartelle cliniche di tutti e 18.800 circa di morti (purtroppo, al 10 aprile). In base a questo ‘campione’ si indica una percentuale del 3,5 % di decessi da coronavirus, senza patologie. E purtroppo, in proporzione, su 18.500 totali circa ad oggi, si può parlare di diverse centinaia di decessi. Sono morti più di 100 operatori sanitari: questi erano operativi, lavoravano, non particolarmente anziani, non stavano certo in terapia intensiva col rischio del ‘colpo di grazia’. In conclusione, Benozzo confonde il pensiero ‘fuori dal coro’, con la libera coscienza: il pensiero critico e la libera coscienza sono tali anche quando , in una situazione di emergenza mondiale come questa pandemia ancora in atto, si ammette la gravità della situazione e si rispettano le regole indicate degli esperti.

  52. Bene abbiamo sentito messa, l’officiante ci ha introdotto ai misteri del libero pensiero (o del pensiero in libertà). Il male, in questi tempi, si annida nei “poteri forti” e nel “pensiero unico della scienza”, concetti astratti, archetipi, categorie della mente, ognuno li trovi dove vuole, Lui non specifica, è un mistero della fede. Anzi no, qualcuno lo indica: i virologi da salotto, le nuove streghe. Vanno sui media nazionali ma lui non lo chiamano: è un complotto del male.

    Questa epidemia è “finta”, una “truffa”, colpisce solo pochi che già dovevano andarsene, chi non ha abbastanza fede, pregate e morite sereni come ai bei tempi che furono, quando c’era il timor di Dio, anatema alle streghe che blaterano di stare a casa, non credetegli, il corteo di camion con i morti? Uno show mediatico, sarebbero morti comunque. Adesso stiamo meglio, abbiamo capito tutto (Effetto Dunning-Kruger?), andiamo in pace, Amen.

    Il nostro prof. di dati a supporto delle sue opinioni non ne porta, non mostra grafici, andamenti, tabelle, vi basti quell’unico dato che ha trovato a conferma, è dell’ISS (ma non sono venduti anche loro?), il metodo scientifico stravolto, il rasoio di Occam dimenticato, il principio di falsicabilità inutile tanto la metafisica è la verità: agli altri l’onere di provare la smentita, io dico quel che dico tanto la scienza è solo un racconto me l’han detto i Maestri (la scienza, quella vera, è un processo ma vabbhe).

    Vi basti il principio di autorità, l’ipse dixit, si proclama “scienziato” (di quale scienza prof.?), ogni tanto fa una riunione dove ci sono anche dei medici. Il grande N. Chomsky gli ha dato i 10 comandamenti, sono sacri e onnipotenti, si applicano sempre ed ovunque, gli ha fatto pure un cenno d’assenso, una volta (ma gli detto che lo usi solo per l’Italia, mica scemo il vecchietto mica vuole essere tirato dentro).

    Scoperta dell’acqua calda: i media fanno terrorismo, ci credo, non puoi dire la verità, l’italiano medio il metodo scientifico non lo capisce, a scuola non lo insegnano, di sfuggita solo alle facoltà scientifiche e devi stare attento, con la matematica è fermo alle medie se va bene, ma conosce bene il principio di autorità gliel’hanno insegnato fin da piccolo (mi sbaglio prof.? è lei l’esperto di comunicazione).

    Cercate “David Wolfgang Vagni” su facebook, uno scienziato vero, fisico teorico specializzato in teorie della complessità, master in calcolo scientifico, seconda laurea in psicologia e salute, non fa metafisica, fa un bollettino tutti i giorni, ieri sera diceva: senza “quarantena” uno tsunami, da 1 a 3 milioni di morti a fine curva epidemica, 60.000 posti di T.I.? Non sarebbero bastati, travolti. Se avessimo avuto il S.S.N. della Germania? Travolto anche quello. Non vi fidate? E fate bene, chiedetegli i dati, le fonti e i metodi di raccolta, ve li mostrerà, fate voi i conti, tirate voi le conclusioni.

    Ai posteri l’ardua sentenza, che l’esimio poeta-filologo-musicista lasci pure questa intervista e i commenti, con le sue tristi opinioni, al giudizio del tempo, e ribadisco “tristi opinioni”. Quando questo incubo, vero o finto come dice Lui, sarà passato e si potrà ragionare a mente fredda, ognuno si rilegga questa pagina e tragga le sue conclusioni, facendo appello alla propria coscienza, senso di responsabilità ed onesta intellettuale. Sempre che li si abbia.

    Da parte mia do un giudizio su questa intervista: forzatamente “contrarian”, per nulla scientifica, inutile, complottista, fatta per apparire e per gettare palate di mer*a sulla scienza, per dividere le opinioni “Bene o male purché se ne parli”. D’altronde il nostro, come tutti i chierici, di comunicazione ne sa.

    Ha fregato anche me, dovevo ignorarlo, un click in piu, peccato… Addio.

  53. Dice di non essere complottista, ma lo è chiaramente, piantatela di pensare sempre che i poteri forti, chi sarebbero poi? I rettiliani ? I comunisti? Gli alieni? , ci sorveglino e ci ammaestrino per i loro fini, bisogna essere scemi per ragionare così, il professore è un fine letterato? Bene, ma sforare in campi dove non c’è competenza rischia solo di far figuracce ed alimentare le masse di ritardati che abbracciano queste teorie.

  54. Il grande impegno che i trolls stanno mettendo nel cercare di smontare le limpide parole di Benozzo, indicano quanto egli abbia colto nel segno.

  55. Condivido buona parte del contenuto dell’intervista al professor Benozzo.

    Chiedo però che qualcuno rifletta su quanto espongo di seguito e, possibilmente, commenti in proposito, senza polemiche.

    1) Come mai in Corea del sud, dopo oltre 2 mesi di epidemia, la situazione a ieri è di soli 10537 contagiati con 217 vittime? Il mondo intero non avrebbe dovuto forse prendere esempio da questo Paese che, senza tumulare la gente nelle case, è riuscito a rallentare efficacemente la diffusione del virus? Questi sono dati OMS consultabili qui https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/situation-reports . Come si può vedere nei vari reports, il numero dei contagi giornaliero è oramai assestato a poche decine, quindi perfettamente gestibili.
    2) La virologa Ilaria capua, in un’intervista, definisce testualmente questo virus come “un fessacchiotto”. Perché?
    3) Altro famoso virologo, Giulio Tarro. In un’intervista dichiara che, secondo studi militari americani, coloro che si sono vaccinati contro il virus influenzale hanno il 36% in più di ammalarsi di covid-19. In Lombardia, dove vivo, la campagna vaccinale contro l’influenza stagionale è molto elevata; questo spiegherebbe il maggior numero di contagi e, purtroppo, di conseguenza anche di morti nel territorio lombardo.
    4) Durante uno dei soliti bollettini di guerra delle 18, il capo della protezione civile Borrelli dichiara apertamente che lui non utilizza la mascherina perché mantiene la distanza di sicurezza di almeno un metro dalle altre persone. Interviene un membro dell’ISS seduto alla sua destra che dichiara che sulla reale efficacia dell’utilizzo della mascherina la comunità scientifica è piuttosto divisa. Lo stesso ministero della salute e l’OMS non hanno mai consigliato l’uso della mascherina, se non alle persone con stati febbrili (o positive al covid-19) e al personale ospedaliero. Ora, qualcuno mi spieghi perché, se sono DA SOLO in mezzo ad una strada (larga 15 metri come nel mio paese), io devo indossare un dispositivo che, oltretutto, mi impedisce di respirare correttamente, dato che una parte dell’aria che respiro è viziata e implica uno sforzo maggiore (oltre a dirlo i medici lo sa anche mia figlia di un anno…), pena una contravvenzione salata. Riassumendo: la comunità scientifica non consiglia l’uso della mascherina ma il distanziamento sociale, però un politico si arroga il diritto di imporci di indossare un dispositivo sul viso appena si esce dalla porta di casa, indipendentemente da dove uno viva.
    5) Sin dall’inizio dell’epidemia, tutti i virologi ed epidemiologi erano d’accordo che, con l’arrivo della bella stagione, la diffusione del virus sarebbe calata perché la gente sarebbe stata all’aria aperta dove, sempre i virologi sostengono, i virus non hanno la capacità di diffondersi come negli ambienti chiusi, oltre al fatto che ai raggi del sole i virus non sopravvivono (i veri untori, qui in Lombardia, come in altre parti di Italia, purtroppo sono stati gli ospedali; ovviamente, senza nessuna colpa, semplicemente perché non erano preparati a gestire questa situazione. Un amico di famiglia è deceduto proprio il giorno di Pasqua dopo aver contratto il virus mentre era in ospedale per una delle numerose dialisi a cui purtroppo doveva sottoporsi). Sono oltre 7 giorni che qui c’è un sole che spacca le pietre ma, sempre i politici, ci impongono di restare in casa…
    6) Qualunque medico sano di mente ti dice che uscire e stare all’aria aperta è fondamentale per il benessere psico-fisico (qualche mente deviata intenderebbe la mia espressione di “stare all’aria aperta” con quella di “stare in mezzo alla gente”; no, sempre tenendo le dovute distanze che, secondo me, dovrebbero essere ben superiori al metro (in Francia ne raccomandano almeno 2), e possibilmente in luoghi fuori dai centri abitati. Non solo. Esporsi ai raggi del sole è fondamentale in questo periodo per rafforzare, tra le altre cose, il sistema immunitario, già provato dal periodo invernale e dai relativi malanni. Avente mai sentito un consiglio del genere? Avente mai udito cosa fare per rafforzare le vostre difese immunitarie dato che, come per qualunque altra infezione virale/batterica, è sempre meglio averle alte?
    7) “Nessuno sarà lasciato solo” lo slogan tanto pubblicizzato dai nostri politici. La moglie dell’amico di famiglia deceduto… dopo che il marito è stato ricoverato, ha dovuto affrontare in TOTALE SOLITUDINE (a 75 anni) la polmonite a casa, con febbre a 39 per una settimana, senza che neanche i figli potessero andare a darle una mano perché messi in quarantena. E non sa ancora che non ha più un marito… e penso alle migliaia di famiglie che hanno vissuto questa situazione. Questo è inaccettabile…

    Grazie per la vostra attenzione.

  56. Abbiamo dovuto moderare dei commenti in quanto troppo veementi. Si può esprimere il proprio dissenso (o consenso) senza dover insultare e, soprattutto, argomentando le proprie posizioni. Grazie!

  57. Grazie per ll prezioso invito alla riflessione

  58. Cito alcune affermazioni degne di nota di alcuni commentatori:
    “non abbiamo mai avuto una vera consapevolezza della pericolosità della natura e della nostra condizione in questo mondo”
    “Potrei conoscere un caso di denuncia o di radiazione? Uno, non ne chiedo tanti. Ed anche un caso di soppressione della libertà di parola”
    “il 5G, le medicine miracolose in Giappone ed in Russia, le denunce, il soggiogamento”
    Avrei molto da dire sui contenuti e sulle implicazioni di queste affermazioni da parte di persone che si ritengono “autorizzate” a parlare, ma visto che, appunto, ormai per parlare o anche solo per avere un’opinione sembra che ci voglia il patentino, mi limito a cedere la parola qualcuno che il… “patentino” c’è l’ha:

    https://www.youtube.com/watch?v=RsoG7pZifTw&feature=youtu.be

    https://www.youtube.com/watch?v=Ic86b27oF3U

  59. Cremonesi Daniela

    Non ho parole. Grazie. Articolo oltretutto scritto benissimo, si lascia leggere e quando finisce si prova un senso di delusione per il fatto che sia già finito, al contrario di quando si leggono certi articoli scientifici un po’ noiosi. Ancora grazie.

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