Festa della donna: sciopero delle camiciaie di New York, 1909-1910
Festa della donna: sciopero delle camiciaie di New York, 1909-1910

Perché l’8 marzo è la festa della donna?

L’8 marzo si celebra la festa della donna (anche al plurale: festa delle donne). È il nome con cui è comunemente chiamata la Giornata internazionale della donna e il cui simbolo, in Italia e in Russia, è la mimosa. Ma perché l’8 marzo è la festa delle donne? Cosa ricorda questa data? C’è un po’ di confusione in merito agli inizi di questa festa, tanto che è dovuta intervenire l’ONU stessa per regolarizzare un po’ le cose.

Le origini della festa della donna

Il 3 maggio 1908 la socialista Corinne Brown presiedette la conferenza che, come da usanza, si teneva ogni domenica a Chicago nel Garrick Theater. Quella domenica l’oratore ufficiale era assente e così prese la parola Corinne Brown in quella che era una conferenza a cui erano invitate tutte le donne e, pertanto, si chiamava Woman’s Day, Giorno della donna. L’iniziativa non ebbe un seguito immediato. Sul finire di quello stesso anno, però, il Partito socialista statunitense invitò caldamente tutte le sezioni locale «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 all’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Per questo motivo, la prima celebrazione ufficiale della Giornata della donna ci fu il 23 febbraio 1909.

Sul finire del 1909 ebbe luogo un grande sciopero, a cui aderirono ventimila camiciaie. Lo scioperò andò avanti dal 22 novembre 1909 al 15 febbraio 1910. Domenica 27 febbraio oltre tremila donne si radunarono alla Carnegie Hall per celebrare il Woman’s Day. Fu così che alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi a Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 venne deciso di istituire una giornata comune tutta dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Come detto, negli USA la giornata si celebrava l’ultima domenica di febbraio, mentre in Germania, Austria, Svizzera e Danimarca si tenne per la prima volta domenica 19 marzo 1911, su indicazione del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Una data simbolica, perché il 19 marzo del 1848, durante la rivoluzione, il re di Prussia dovette concedere molti diritti ai suoi sudditi, ma dimenticò di concedere il diritto di voto alle donne.

L’evoluzione della festa della donna

La giornata ebbe alterne vicende e venne celebrata in date diverse, a seconda delle scelte delle singole località. Tuttavia la prima guerra mondiale mise fine alle celebrazioni in tutti gli stati impegnati in guerra. Lo stop ci fu fino all’8 marzo 1917 quando le donne di San Pietroburgo (ricordiamo che allora in Russia era in vigore il calendario giuliano e pertanto non era l’8 marzo, bensì il 23 febbraio) scesero in piazza per invocare la cessazione della guerra. La celebrazione ebbe successo, un tale successo che poi portò al crollo dello zarismo ed è passata alla storia come Rivoluzione russa di febbraio. Così quando il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste si riunì a Mosca, stabilì che l’8 marzo si celebrasse la Giornata internazionale dell’operaia.

E l’incidente in fabbrica che avrebbe dato inizio al tutto? A quanto pare non si è trovato alcun riscontro storico di questo rogo avvenuto nel 1908 in cui avrebbero perso la vita centinaia di donne. Il fatto sarebbe avvenuto presso una non ben precisata fabbrica di camicie. Forse si è fatta confusione con un altro incendio, quello del 25 marzo 1911 in cui morirono 123 donne (in maggioranza italiane ed ebraiche) e 23 uomini. Si fa riferimento anche a manifestazioni avvenute a New York nel 1857, come anche ad altri presunti incidenti a Chicago o a Boston.

La festa della donna in Italia, e non solo

Per quel che riguarda l’Italia la prima Giornata internazionale della donna si tenne, su iniziativa del Partito comunista, il 12 marzo 1922, prima domenica successiva all’8 marzo. Fu poi l’8 marzo 1945 che la neonata UDI – Unione Donne in Italia – tenne la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera. L’anno successivo, su idea di Teresa Noce, Rita Montagnana e Teresa Mattei vene adottata come simbolo la mimosa, che fiorisce proprio i primi giorni di marzo.

Nel 1959 le senatrici Luisa Balboni, comunista, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni, socialiste, lavorarono per presentare una proposta di legge che rendesse la Giornata della donna una festa nazionale, ma non ebbero successo.

Bisognerà attendere il 1972 perché la Giornata abbia la via spianata. In quell’anno, infatti, a Campo de’ Fiori a Roma si tenne una manifestazione molto significativa, anche se poco partecipata, a cui prese parte, tra l’altro, anche l’attrice Jane Fonda.

Giungiamo al 1977 quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite propose l’istituzione di una giornata dedicata alla donna. Così l’8 marzo, già celebrato in diversi paesi, divenne la data ufficiale presso molte nazioni.

Via | Wikipedia
Foto | By Bain News Service [Public domain], via Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

2 commenti

  1. Veramente di chiama Giornata non festa!

    • Grazie della precisazione: come scriviamo all’inizio dell’articolo il termine festa è il nome comune dell’8 marzo, mentre quello ufficiale, come lei giustamente nota, è Giornata.

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