Nella mattinata di oggi martedì 25 marzo, al Circolo Sportivo romano della Rai in via Fornaci di Tor di Quinto, sono stati presentati i 4 gruppi finalisti della 14esima edizione del Premio Morrione dedicato al giornalismo investigativo, e i vincitori/vincitrici della seconda edizione del Premio Riccardo Laganà, promotore di Biodiversity, Sustainability, Animal Welfare. Si tratta di due Premi under 30 dedicati al giornalismo d’inchiesta, voluti e promossi dall’Associazione Amici di Roberto Morrione con la collaborazione e il supporto della Rai.
Il pensiero critico: una vittima del mondo
Abbiamo ascoltato dalle voci di Valentina Laganà e Mara Filippi Morrione l’importanza di Premi che non devono soltanto portare il nome di Roberto Morrione e Riccardo Laganà ed essere a loro dedicati, ma devono spingersi oltre, ispirandosi a loro e, al contempo, facendosi portavoce dell’idea di servizio pubblico che per tutta la carriera giornalistica Roberto Morrione e Riccardo Laganà hanno perseguito, difeso, abbracciato.
Il politico e giornalista Giuseppe Giulietti, presidente della giuria Morrione, in collegamento video ha ricordato ai ragazzi che si è pieni di dignità anche quando non si vince, e a tutti i presenti che il Premio è una iniziativa che vuole e deve spingere verso la coscienza civile, è luogo di sviluppo e pensiero critico, poiché proprio il pensiero critico è oggi una vittima nel mondo.
Dare spazio alla vocazione e alla passione
Tra i relatori presenti in sala, Alessandra Solarino (Rai News24), ha fatto notare che siamo in un periodo difficile per il giornalismo d’inchiesta, ricordando che in questo momento ben 270 giornalisti sono sotto tutela, ed è un bene per tutti dare spazio ai ragazzi perché tutti abbiamo la possibilità di imparare molto da loro.
Ricordiamo che questi due premi vanno a sostegno dei giovani che hanno la vocazione d’inchiesta. A ciascun progetto finalista viene assegnato un contributo in denaro e l’opportunità della diffusione delle inchieste tramite la Rai.

Da predatori a custodi dell’ambiente: Premio Laganà
La Presidente della giuria Laganà, Sabrina Giannini, giornalista, autrice e conduttrice televisiva, in collegamento video ha ricordato l’essenza del Premio Laganà che – nell’ambito del Premio Morrione – si occupa di giornalismo investigativo ma inoltrandosi nel campo dell’animalismo e dell’ambientalismo. L’attenzione alle dinamiche ambientali deve trasformarci da predatori a custodi dell’ambiente. “L’antispecismo è scomodo – ha precisato – tener conto di tutto, è scomodo”. Vedere l’aspetto complessivo della problematica è fondamentale. Solo chi ha la visione globale può finalmente comprendere che qualunque cosa di male venga fatta a persone, animali o ambiente, è contro tutti noi. Un Premio, il Laganà, che contiene dunque un seme importante che germoglierà nella verità non particolare ma globale.
Premio Morrione: osservatorio sul giovane giornalismo d’inchiesta
Come portare avanti due premi così importanti, come farli crescere, in che modo addirittura auspicarsi che divengano Premi Europei e non soltanto italiani? Ce lo ha suggerito Maria Filippi Morrione: “Sono stati presentati ben 980 progetti e tutto ciò avviene perché siamo davanti a una rete e solo con una rete si ottengono risultati”. Composta di tanti pezzi che anno dopo anno in un gioco di squadra e di supporto, di collaborazioni che via via si allargano, ha trasformato l’iniziativa del Premio Morrione – nato nel 2011 come nuova sezione del Premio giornalistico televisivo Ilaria Alpi – in un osservatorio sul giovane giornalismo d’inchiesta in Italia. E può contribuire a far sì che i nostri giovani, seri, motivati, preparati, non debbano andare all’estero per far sentire la loro voce.
Finalisti e vincitori
Tra i relatori abbiamo ascoltato anche i giornalisti Vittorio Di Trapani, Vincenzo Frenda e Marino Senibaldi, ed è stato quest’ultimo a presentare i giovani autori protagonisti dell’incontro. Tra i 71 progetti inviati per concorrere al Premio Morrione 2025, sono arrivati in finale Marco Castellini e Chiara Garbin (categoria radio-podcast d’inchiesta); Ilenia Cavaliere e Alessandro Masella (categoria video inchiesta); Marianna Doradio e Dora Farina (categoria video inchiesta); Daman Singh, Bianca Turati e Iman Zaoin (categoria video inchiesta). Una novità del Premio è data dall’idea della staffetta generazionale, ovvero i vincitori delle edizioni precedenti divengono tutor delle attuali.
Per quanto riguarda invece il Premio Laganà, la giuria ha scelto tra i progetti a tema ambientale che erano candidati al bando del Premio Morrione, la video inchiesta di Novella Gianfranceschi e Niccolò Palla per la particolare attenzione alle dinamiche ambientali.
Difendere il giornalismo d’inchiesta grazie al nuovo
Nel suo intervento, il relatore Vittorio Di Trapani ha dichiarato quanto in questi due premi si senta “a casa”, perché il servizio pubblico è rappresentato nel suo aspetto più vero, nel suo senso, ricordando che abbiamo oggi più che mai il dovere di impegnarci a difendere il giornalismo investigativo e ciò che rappresenta. E Vincenzo Frenda, altro relatore, ha evidenziato di quanto i ragazzi possano aprirci e illuminarci portando nuove e diverse prospettive.
Scegliere da che parte stare, scegliere la verità
In questa mattinata profonda e ricca, nella Sala A abbiamo respirato qualcosa di importante: il giornalismo d’inchiesta è sempre uno sguardo che va oltre l’apparenza, non si ferma davanti alle difficoltà anzi è nelle difficoltà che il vero si nasconde, ed è nella ricerca di giustizia e verità, tra malefatte e situazioni disoneste, che chi si dedica a questo giornalismo cerca e trova il modo di dire no alle connivenze, al silenzio, ai soprusi e alle omissioni.
Ringraziamo tutti i giurati dei due Premi per il faticoso lavoro svolto, e chiediamo ai giovani finalisti del Premio Morrione e ai vincitori del Premio Laganà, di aiutarci a far nostro il loro credo: scegliere da che parte stare deve portarci sempre a scegliere la verità. Senza timori né bavagli.







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