Donnafugata
Particolare della copertina del romanzo Donnafugata di Costanza DiQuattro.

Donnafugata, splendido romanzo storico di Costanza DiQuattro

I romanzi storici mi suscitano sempre una piacevole attesa prima della lettura. Le aspettative sono elevate, e non sempre riescono a soddisfare quel misto di ricordo e nostalgia unito a un insaziabile desiderio di sapere.

Alcuni di questi romanzi si rivelano perfetti, un giusto equilibrio tra passato ed esigenze narrative. Molti, purtroppo, rompono questa perfezione cedendo troppo spazio o alla storia, rischiando di diventare un’enciclopedia erudita ma noiosa, o alla fantasia e qui i fatti storici sono solo una cornice di altro che potrebbe avvenire perfettamente ai giorni nostri.

Donnafugata di Costanza DiQuattro (Baldini e Castoldi editore) ha decisamente soddisfatto le mie aspettative.

È un romanzo capace di raccontare la Sicilia dell’800. In particolare narra di una famiglia residente a Donnafugata, vero fulcro del libro, castello magnifico situato nel comune di Ragusa. Contemporaneamente riesce a reggere un ritmo narrativo mai scontato, avvolgente. Un libro che si inizia e si accompagna fino alla fine senza mai riprendere fiato.

Sarà che sono particolarmente legata alla Sicilia e alla sua storia; che leggo da sempre per puro piacere le vicende delle famiglie nobili e illuminate di un passato che oggi sentiamo davvero lontano; o forse sarà che lo stile narrativo scelto da Costanza DiQuattro in Donnafugata è semplicemente perfetto; sta di fatto che da molto tempo non inciampavo in un romanzo così ben equilibrato, coinvolgente e contemporaneamente interessante.

Donnafugata

Donnafugata
Costanza DiQuattro, Donnafugata

Donnafugata narra la vita del Barone Corrado Arezzo, i suoi studi, i suoi amori, paure e tenacia. Ma al pari dei ricordi, gli episodi di questa vita non ci vengono presentati in maniera lineare, bensì alla rinfusa.

Una breve nota a inizio capitolo introduce l’anno di riferimento. Una soluzione ardita che apparentemente può creare confusione, ma che in questo caso riesce a rendere protagonisti tutti i personaggi che via via si susseguono nel romanzo, mettendo al centro della storia il Castello di Donnafugata, luogo incantevole e testimone di avvenimenti che cambieranno per sempre il presente.

Una citazione del libro Donnafugata

La casa era immensa e maestosa.

Nulla era lasciato al caso: ogni suppellettile, ogni oggetto, ogni quadro, ogni orologio da tavolo, ogni sedia, ogni poltrona trasudava la volontà di un gusto preciso e puntuale. La policromia azzardata di colori faceva sì che senza difficoltà alcuna si passasse dal verde smeraldo di un salotto al viola melanzana di un altro, dal giallo brillante della sala da ballo al rosso fuoco della stanza dei vasi cinesi.

La famiglia Donnafugata stava lì da molto tempo eppure la veste raffinata di quel palazzo era stata il frutto di un gusto elegante e certosino che il barone Corrado, vecchia mente ancora lucida e folgorante, aveva affinato durante i suoi studi palermitani e attraverso la carriera politica e diplomatica che solo recentemente aveva abbandonato.

Lo scorrere del tempo

Dal passato al futuro, dalla nostalgia alla speranza, la vita del Barone scivola pagina dopo pagina. Inevitabilmente ci presenta gli amori, gli incontri le passioni, la nascita della figlia, ma anche la morte delle persone più amate, il dolore e la speranza.

Una moglie pia che nelle prime pagine sembra sfuggente ma poi tra passato e futuro rivela tutta la sua forza; una figlia adorata, una figlia femmina in un periodo storico che vedeva solo nel maschio la possibilità di ereditare e tramandare terre e averi, così sfortunata ma contemporaneamente amata; due nipoti apparentemente diverse che svelano la loro bellezza solo continuando la lettura. Una vita colma e degna, come poche.

Storia e storie

Protagonista sempre il Barone Corrado, ma nelle pagine di Donnafugata sono gli odori e i colori della Sicilia a tornare parola dopo parola; gli incantevoli interni del Castello; le frasi in dialetto assieme al profumo della terra e della povertà, mai sminuita o sorvolata dagli Arezzo, padre e figlio; il calore dell’amicizia assieme ai suoni di una terra così erudita e consapevole di esserlo.

Da Napoli a Parigi, da Palermo a Roma, ogni filo narrativo conduce al Castello di Donnafugata. E dove si interrompono i fili, le lettere riescono comunque a far comprendere al lettore ogni dettaglio, ogni emozione.

Un libro consigliato e contemporaneamente amato dove ho ritrovato molti dettagli e verità, una su tutte: è proprio vero che, quando fa caldo, tanto da far mancare il fiato, le uniche energie rimaste vengono usate per parlare di quanto il caldo tolga il respiro.

Il libro

Costanza DiQuattro
Donnafugata
Baldini + Castoldi, 2020

Anna Fogarolo

Anna Fogarolo

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