Copertina del noir La famiglia di Jo Nesbo

Il thriller esplosivo di Jo Nesbø sui legami familiari e la lotta per il potere

Os, un podere montano del minuscolo paesino nella Norvegia settentrionale, ai piedi del monte Ottertind, tremila abitanti, solo mille nell’agglomerato urbano, per gran parte lungo la riva del lago di Budal. Qualche anno fa.

La famiglia

Il 43enne Roy Calvin Opgard, dislessico di un metro e 75, sa di essere (anche) un assassino (già sette omicidi).

Va con la Volvo V60 a trovare il geologo Bent Halden a Oslo e cerca di corromperlo. Offre dodici milioni di corone a lui e al socio aziendale Jon Fuhr per scrivere nel rapporto che la galleria (sotto la montagna) non si può costruire e, quindi, non sarà possibile spostare la statale che attraversa Os e garantisce l’afflusso turistico. Li minaccia pure, avendo approfondito i loro punti deboli.

Roy e Carl

Poi torna al podere dove vive con il fratello 42enne Carl Abel Opgard, rientrato otto anni prima dal Minnesota (dove era cresciuto loro padre), entrambi da ragazzini coinvolti criminalmente nella fine dei loro genitori, sfracellatisi nella gola a strapiombo all’altezza della curva delle Capre, e poi sette anni prima nella morte dell’architetta incinta moglie Shannon di Carl (amante di Roy) e di altri.

Ora Carl (già tre omicidi) dirige il lussuoso albergo spa in via di ampliamento e sta erigendo una casa regale in collina. Roy è sempre lì a gestire la stazione di rifornimento e l’officina e ha in mente un ambizioso costoso progetto: vuole comprare il campeggio in riva al lago, a soli duecento metri dalla piazza, e aprirvi un grande parco divertimenti con ottovolante in legno, tra i più alti ed emozionanti d’Europa (è appena stato a Cracovia a vedere come potrebbe farlo).

Il minore Carl è quello notoriamente più dotato dei due, bravo a scuola, bravo con le donne, bravo con la gente in generale: ha ottenuto quel che spesso Roy pure desiderava. Per almeno due volte erano usciti dai guai solo insieme, uccidendo.

Ora l’agente rurale Kurt Olsen vuole ancora incastrare Roy per la morte del padre, del resto tutti cercano sempre altro (da quel che hanno) e tengono famiglia (da cui il titolo).

L’ottimo romanzo di Jo Nesbø

Il talentuoso Jo Nesbø (Oslo, 1960), già calciatore di A, agente di borsa, giornalista, chitarrista e paroliere (spesso negli stadi con la sua band Di Derre), da quasi trenta anni è famoso nel mondo soprattutto per gli ottimi lunghi tredici noir (1997-2022) della serie Harry Hole (da tempo siamo tutti tragici holeomani), ma scrive spesso altri interessanti romanzi di genere (quando non ha da suonare o arrampicarsi).

L’ottimo romanzo è il seguito di Il fratello, uscito nel 2020 e subito tradotto.

Caratteristiche del noir La famiglia di Jo Nesbø

Le peculiarità stilistiche restano efficaci. La narrazione è sempre quella di Roy in prima persona al passato (proprio del protagonista che usa parlare poco e non è invidioso). L’ambientazione lontana dalla metropoli e quasi fissa sullo sperduto selvaggio gelido ecosistema di monti, foreste, laghi, stradacce e piccoli agglomerati (l’auto con l’uomo sopra la gola rocciosa e in mezzo alla neve della copertina).

Il tema un’introspezione psicologica della potente primordiale relazione di sangue fra due fratelli, pur molto diversi, divenuti inseparabili durante infanzia e adolescenza, a costo di scelte morali sbagliate e vittime. Lo svolgimento una specifica rete di gelosie e rivalità, odi e amori, interessi e alleanze, falsità e pettegolezzi (anche fra loro due) tipici non solo delle piccole comunità.

Pure nel secondo romanzo le scelte sono connesse sia a inevitabili accidenti e crimini di tante esistenze individuali (effimere e precarie) sia ai modelli che si assumono e ai relativi desideri “mimetici” relativi a ciò che desiderano altri (citato anche qui René Girard, lo stesso antropologo francese rivelatore del “capro espiatorio”).

I due fratelli sono una residua famiglia Opgard in vita, ma le passioni affettive e i legami familiari sono tanti: valli a tagliare in quella zona dove ci si conosce tutti e trapela ogni interesse o misfatto!

Gli altri personaggi

Kurt è anche il biondo allenatore della squadra di calcio appena promossa in terza divisione, di proprietà della spa diretta da Carl. Inoltre, Roy s’innamora della 25enne splendida Natalie (che aveva un tempo salvato dal padre), ricambiato.

Le occasioni di amori e sesso, affari e tempeste, sono continue, nelle ultime cento pagine s’alternano meravigliosamente felicità e catastrofi, mai dome. Sembra di stare sull’ottovolante. Discese sanguinanti e risalite ardimentose, almeno tre bei giri completi delle montagne russe (più o meno quelle che il protagonista desidera costruire).

A Roy piace il blues sommesso e gli assolo minimalisti di J.J. Cale (ma risuonano pure Leonard Cohen e altri). Tanta birra e talora vino, pure analcolico (esplicitamente terribile).

Il libro

Jo Nesbø
La famiglia
Traduzione di Stefania Forlani
Einaudi, 2025

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Valerio Calzolaio

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