Julio Cortázar (1914-1984)
Julio Cortázar (1914-1984)

18 curiosità su Julio Cortázar che dovresti conoscere

Su Julio Cortázar ci sono molte curiosità. Forse anche troppe. Il fatto è che era un uomo particolare tanto che Gabriel García Márquez lo definì come l’essere umano più straordinario mai conosciuto. E noi che non l’abbiamo conosciuto di persona, lo possiamo comunque apprezzare per i suoi scritti (e, se si conosce lo spagnolo, anche grazie ai suoi video su Youtube che ci permettono di apprezzarne l’eloquio).

Curiosità su Julio Cortázar che quasi nessuno sa

  1. Nacque per caso a Ixelles, sobborgo di Bruxelles (era il 26 agosto 1914). Fino all’età di quattro anni visse in Europa con la sua famiglia. Per questo motivo per tutta la vita ha pronunciato la lettera «r» più alla francese che alla spagnola. Il suo nome di battesimo è Julio Florencio Cortázar Descotte.
  2. Fin da piccolo, Cortázar è vissuto tra i libri. Al pari di altri celebri scrittori (come Lovecraft, per esempio), passò molto tempo a letto a causa della salute molto delicata. Una volta ebbe a dire: “Ho trascorso la mia infanzia in una nebbia di troll, di elfi e con un senso dello spazio e del tempo differente da quello degli altri”.
  3. Non risulta strano, pertanto, che Cortázar abbia iniziato a scrivere fin da piccolo. Egli stesso raccontava che a otto anni aveva scritto “un romanzo che mia madre custodisce gelosamente, nonostante i miei disperati tentativi di bruciarlo”. Era scritto in maniera così profonda che i suoi familiari dubitavano che quelle parole fossero uscite dalla penna del piccolo Julio.
  4. Nel 1932 conseguì il titolo di maestro, cosa che gli permise di insegnare. In quello stesso anno, Cortázar scoprì in una libreria di Buenos Aires il libro Opium. Journal d’une désintoxication di Jean Cocteau, che gli fece cambiare del tutto la sua visione della letteratura e lo aiutò a sperimentare il movimento surrealista.
  5. Il suo primo libro pubblicato è stato Presencia e non Bestiario come si pensava. Presencia è una raccolta di poesie che ha visto la luce nel 1938 e venne firmato con lo pseudonimo di Julio Denis.
  6. Era un fan della boxe e per un periodo è stato cronista di quello sport, ma venne licenziato perché si emozionava così tanto con le parole che i radioascoltatori non riuscivano a comprendere un bel nulla.
  7. Un’altra delle sue grandi passioni era il jazz, che troviamo anche in alcune sue opere (Il persecutoreRayuela). Gli viene comunque attribuito un disco di tango, realizzato con Edgardo Cantón e interpretato da Juan Cedrón: parliamo di Trottoirs de Buenos Aires, che venne pubblicato nel 1980.
  8. Insieme alla sua seconda moglie, Ugné Karvelis, presenziò all’investitura di Salvador Allende in Cile.
  9. La dittatura militare argentina vietò, tra gli altri, alcuni libri di Cortázar dal momento che aveva “precedenti ideologici marxisti”.
  10. Si dice che Julio Cortázar non abbia mai smesso di crescere, letteralmente. Quello che è certo è che era molto alto e sembrava invecchiare molto lentamente. A questo proposito Carlos Fuentes raccontò che quando andò a trovarlo, gli aprì la porta di casa un “ragazzo” sui venti anni. Fuentes, allora, disse a chi gli apriva: “Sono venuto per incontrare tuo papà, Julio”. E invece chi aveva aperto la porta era proprio Julio Cortázar che all’epoca aveva cinquant’anni. Per quel che riguarda la sua altezza, invece, quando morì nell’Hospital Saint Lazare si dovette usare una barella più grande del normale per spostarlo.
  11. Amava scrivere lettere. Aurora Bernárdez, sua prima moglie, ha raccolto in cinque volumi oltre mille sue lettere scambiate con amici in tutto il mondo.
  12. Aveva una certa passione per le storie di vampiri. Non sappiamo se questo ha a che vedere con il fatto che, curiosamente, era allergico all’aglio.
  13. In un suo scritto il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa racconta di un Cortázar che a Parigi si lasciò andare all’uso di marijuana e lettura di riviste erotiche.
  14. In origine Rayuela doveva chiamarsi Mandala. Poi l’autore optò per il titolo che conosciamo per via del gioco infantile (la rayuela è, grosso modo, il nostro gioco della campana). In questo testo lo scritto, infatti, istituisce un parallelismo proprio tra il gioco e lo svolgersi della vita.
  15. La maga protagonista di Rayuela è veramente esistita. Varie amanti, amiche e scrittrici affermano di essere state il modello a cui si è ispirato lo scrittore. Due in particolare hanno destato l’attenzione. La scrittrice Alejandra Pizarnik che è stata la prima a dirsi la musa di Cortazár tanto da affermare: «La maga sono io». Tempo dopo, comunque, in molti hanno riconosciuto in Edith Aron la vera musa.
  16. La causa ufficiale della morte di Julio Cortázar (avvenuta il 12 febbraio 1984) è leucemia mieloide cronica, ma ci sono diverse testimonianze che fanno pensare che invece sia morto di Aids.
  17. I suoi resti riposano nel cimitero di Montparnasse, a Parigi, e i fan che vanno a visitarlo sono soliti lasciare sulla sua tomba una rayuela disegnata su carta.
  18. La sua biblioteca personale si trova a Madrid. Nel 1993 la sua prima moglie nonché erede letteraria, ha lasciato tutti i libri raccolti da Julio Cortázar alla Fundación Juan March.

Via | NyL
Foto | Sara Facio [Public domain], via Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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