Libri perduti

8 libri perduti per sempre (forse)

Vi sono tesori ritrovati e tesori invece andati perduti per sempre. La storia dell’umanità, si sa, è costellata di ritrovamenti rocamboleschi. Di scoperte lungamente attese o – perché no – del tutto inaspettate. Tuttavia non vi sono soltanto sorprese che rubano il fiato o tolgono il sonno, ma anche amare delusioni  destinate a mettere la parola fine a decenni di ricerche appassionate e meticolose.

Sulle tracce dei libri perduti

Il mondo della letteratura è, ahimè, pieno di opere che si sono perse lungo la strada. Libri e ancora libri inghiottiti dal nulla. Fagocitati dal tempo o dall’incuria degli uomini. Se l’argomento vi pungola, se volete sapere qualcosa di più sul destino di questi celebri tesori consegnati all’oblio, il nostro articolo sui libri perduti è fatto sicuramente per voi. Buona lettura.

1. La prima versione de Lo strano caso del dottor Jekyll e il signor Hyde di Robert Louis Stevenson

Vi sono  due versioni su quello che accadde alla prima stesura del celebre romanzo di Stevenson, entrambe finiscono però con un bel fuoco pronto a divorarne, una dopo l’altra, le pagine.  Responsabile di questo gesto così definitivo fu sempre e comunque Fanny, la moglie dello scrittore, a cui la prima stesura de Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde non piacque affatto. Poco conta se fu poi la mano stessa di Stevenson a dare alle fiamme il manoscritto o quella dell’incontentabile moglie: l’esito finale non cambia.

2. Double Exposure di Sylvia Plath

Al momento della morte la poetessa americana stava scrivendo un romanzo incentrato su un marito fedifrago. Il tradimento di Ted Hughes e il suo successivo abbandono ebbero un ruolo decisivo nel suicido di Sylvia Plath. Double Exposure sembra essere misteriosamente sparito nel nulla. Molti sospettano che il marito, dopo aver distrutto parti del diario della Plath, abbia fatto piazza pulita anche  di questo ultimo romanzo dai toni palesemente accusatori.

3. L’enciclopedia di Yongle

Commissionata dall’imperatore Yongle della dinastia Ming  nel 1403, questa monumentale opera composta di 11095 volumi fu per seicento anni la raccolta enciclopedica più vasta del mondo. Il suo destino è in parte però poco chiaro. Secondo alcuni l’opera, ricopiata per volere imperiale, bruciò nel corso dell’incendio di Nanchino del 1449, secondo altri venne invece distrutta alla fine della dinastia Ming. Un’altra versione ancora attribuisce la sua comparsa al saccheggio avvenuto in seguito alla famosa rivolta dei Boxer nel 1900. In ogni caso, solo con questa opera i libri perduti sono stati veramente tanti!

4. La storia di Cardenio di William Shakespeare e John Fletcher

Si ritiene che ben 774 opere teatrali scritte durante il Rinascimento siano andati perdute. Tra le più note La storia di Cardenio scritta da William Shakespeare e John Fletcher. L’opera rappresentata per la prima volta nel 1613 era parzialmente ispirata (o almeno così sembrerebbe) al Don Chisciotte di Miguel de Cervantes.

5. I racconti giovanili di Ernest Hemingway

Lo stesso Hemingway ne parla diffusamente nelle sue memorie. Alla base della loro scomparsa un furto avvenuto su un treno diretto in Svizzera. La valigia in cui la moglie aveva stipato tutti i manoscritti dello scrittore venne infatti rubata. Quasi tutte le opere giovanili di Hemingway andarono così perdute, inclusa la prima stesura di un romanzo in cui l’autore di Per chi suona la campana raccontava delle sue esperienze al fronte durante la Prima guerra mondiale.

6. Le memorie di Lord Byron

Tra i libri perduti sono da annoverare anche le memorie di Lord Byron, morto prematuramente il 19 aprile 1824, vennero bruciate dal suo editore, spalleggiato da alcuni amici del grande poeta inglese. Amici che  ne volevano salvaguardare a tutti i costi l’immagine. I piccanti segreti di Lord Byron divennero cosi cenere sotto lo sguardo vigile e attento di John Murray e Thomas Moore.

7. Margite di Omero

Un poema comico attribuito ad Omero e che Aristotele definì il prototipo di tutta la successiva produzione comica.  Il protagonista di quest’opera andata persa è Margite, un buono a nulla incapace di svolgere qualsiasi lavoro od attività.

8. The Poor Man and the Lady di Thomas Hardy

Gli inizi per Thomas Hardy non furono per nulla facili. Tutti gli editori rifiutarono il manoscritto del suo romanzo d’esordio The Poor Man and the Lady, così lo scrittore decise di liberarsene una volta per tutte buttandolo nel fuoco. Ne sopravvivono, tuttavia, alcune tracce nell’omonimo poema e in un racconto più tardo (An Indiscretion in the Life of an Heiress).

Via | Mentalfloss
Foto | wu yi via Unsplash

Giorgio Podestà

Giorgio Podestà

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon). Con Graphe.it ha pubblicato la silloge poetica «E fu il giorno in cui abbaiarono rose al tuo sguardo» e il saggio «Breve storia dei capelli rossi».

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