Denis Diderot
Louis-Michel van Loo, Ritratto di Denis Diderot, olio su tela, 1767

Frasi celebri di Denis Diderot

Denis Diderot nacque a Langres, nella regione della Champagne-Ardenne, il 5 ottobre 1713 e morì a Parigi il 31 luglio 1784.

Nei suoi settantuno anni di vita è stato filosofo, scrittore ed enciclopedista: a lui, infatti, si deve la celeberrima Encyclopédie di cui fu promotore ed editore, direttore e autore (ne scrisse circa 1500 voci, diverse delle quali anonime).

Oltre al lavoro enciclopedico, Denis Diderot scrisse opere di filosofia e di teatro, romanzi e saggi sugli argomenti più vari come anche articoli.

Alcune frasi di Denis Diderot

  • Altro è la verità in poesia, altro in filosofia. Per esser vero, il filosofo deve conformare il suo discorso alla natura degli oggetti; il poeta, alla natura dei suoi caratteri.
  • C’è chi muore oscuro perché non ha avuto un diverso teatro.
  • Come s’erano incontrati? Per caso, come tutti. Come si chiamavano? Che v’importa? Di dove venivano? Dal luogo più vicino. Dove andavano? Si sa forse dove si va? Che dicevano? Il padrone non diceva niente; e Jacques diceva che il suo capitano diceva che tutto ciò che quaggiù ci accade di bene e di male, era scritto lassù (incipit di Jacques il fatalista e il suo padrone)
  • Conto su pochi lettori e ambisco a poche approvazioni. Se questi pensieri non piaceranno a nessuno non potranno che essere cattivi, ma se dovessero piacere a tutti, li troverei detestabili.
  • Diffidate di chi viene a mettere ordine.
  • È facile criticare giustamente; e difficile eseguire anche mediocremente.
  • I miei pensieri sono le mie sgualdrine.
  • Il ruolo di un autore è un ruolo abbastanza vano; è quello di un uomo che si crede in condizioni di dare delle lezioni al pubblico. E il ruolo del critico? È ben più vano ancora; è quello di un uomo che si crede in condizione di dare delle lezioni a colui che si crede in condizione di darne al pubblico.
  • In generale, più un popolo è incivilito, educato, meno i suoi costumi sono poetici; tutto si attenua nell’addolcirsi.
  • La voce della coscienza e dell’onore è ben debole quando le budella urlano.
  • Mangio male quando ho solo del pane possibile.
  • Se la ragione ci è stata donata dal Cielo, proprio come la fede, allora il Cielo ci ha offerto due doni incompatibili e contraddittori.
  • Sì, lo sostengo, la superstizione fa più ingiuria a Dio dell’ateismo.
  • Un’ipotesi non è un fatto.
  • Vedete quest’uovo? Con quest’uovo si rovesciano tutte le scuole di teologia e tutti i templi della terra (La frase di Denis Diderot definisce il concetto che il mondo è materia in movimento e oltre a ciò non è lecito affermare nulla)

Foto | Louis-Michel van Loo [Public domain], attraverso Wikimedia Commons

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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