Andrea Maggi
Andrea Maggi a Iglesias per la Fiera del libro (foto: Valentino Filmthelife)

A tu per tu con Andrea Maggi, il professore più amato d’Italia

Andrea Maggi, classe 1974, scrittore e personaggio televisivo, è un insegnante di lettere dal lontano 2004, ma dal 2017 è diventato Il Professore per antonomasia. Precisamente: “Il professore più amato d’Italia”! Potere della televisione e del docu-reality di Rai Due Il Collegio che lo vede interpretare se stesso in un programma seguitissimo da studenti, genitori, insegnanti.

Ma è davvero solo potere della tv? Noi osiamo dire di no, nel senso che Andrea Maggi grazie alla tv ha potuto mostrare pubblicamente ciò che nella vita già mostrava ai suoi alunni: capacità di interagire con i ragazzi, di ascoltarli, di dosare sensibilità e intransigenza, di svolgere l’arduo compito dell’educatore senza dimenticare d’esser stato un ragazzo. Questo è secondo noi il vero segreto del suo successo.

“Senza i classici, siamo come un organismo senza scheletro: praticamente degli stracci bagnati.

Intervista ad Andrea Maggi

Andrea Maggi

Grazie alla sua disponibilità, eccovi l’intervista che ha gentilmente concesso a  Libri e Parole.

Andrea, il tuo romanzo Storie di amore e di rabbia continua a essere discusso, presentato, apprezzato; non dimentichiamo che ti sei aggiudicato il Premio Internazionale di Letteratura  Città di Como per la Sezione bambini e ragazzi (IX edizione) con questa storia densa di messaggi profondi e importanti, destinato ai ragazzi ma approvata anche dagli adulti. In te oramai uomo adulto, che cosa è rimasto dello studente e ragazzo che eri? Eri provvisto anche tu di quelle fragili e spesso boriose corazze?

Ero un ragazzo come tanti, con la sua boria e le sue fragilità. Avevo anche tanti sogni e volevo contribuire a salvare il mondo. Cose, queste ultime due, che mantengo anche da adulto.

Si legge in rete che hai scritto la tua prima sceneggiatura a 6 anni: è vero o è una leggenda metropolitana? Diventare scrittore faceva parte delle tue fantasie di bambino?

Vero. La scrissi con la Olivetti lettera 22 di mia madre. Il ticchettio della tastiera mi procurava un piacere fisico. Scrivere è stato sempre bello per me, e lo è ancora. Soprattutto adesso che c’è qualcuno che legge quello che scrivo.

Sei un autore abile a far emergere psicologia e carattere dei tuoi personaggi senza dover spiegare nulla al lettore, e sai parlare d’amore o di rabbia attraverso i loro gesti, le loro azioni o reazioni, mostrando un gran rispetto per i sentimenti dei giovanissimi. Secondo te, i classici aiutano uno scrittore d’oggi a immedesimarsi anche nelle emozioni di questi “nuovi” e tecnologici ragazzi? E poi: a loro, gli autori classici, hanno ancora qualcosa da insegnare?

Non mi fido di uno scrittore, o di una scrittrice, che non abbia letto i classici. Ma di cosa vorrebbe scrivere? Che cosa pretenderebbe, di essere originale? Di dire qualcosa che i classici non abbiano detto? Che fesso/a. I classici aiutano sicuramente a capire i giovani di oggi perché parlano di quello che i giovani hanno sempre provato. Purtroppo oggi gli adulti stanno facendo passare il messaggio che ai giovani i classici non servano. Ecco perché molti giovani sono privi di struttura, perché i classici sono l’ossatura della nostra formazione. Senza, siamo come un organismo senza scheletro: praticamente degli stracci bagnati.

Adesso vorrei rivolgermi ad Andrea Maggi lettore: nel ricordo di chi ama leggere, esiste il primo libro che è stato capace di lasciare traccia indelebile, toccando qualcosa di profondo. Il primissimo libro indimenticabile e indimenticato, e non importa a quale età sia apparso sulla nostra strada. Vorresti dirci il tuo qual è?

Certo. I cavalieri della tavola rotonda di Mino Milani. L’ho letto a sei anni ed è stato indimenticabile. Ho un grande debito con Mino Milani. Per un soffio non l’ho conosciuto di persona. Purtroppo non è accaduto. Lo avrei voluto ringraziare di persona. Amen.

Dal 2017, in qualità di insegnante, sei parte integrante della trasmissione di Rai2 Il Collegio. Inutile dire che la tua presenza in tv ti ha reso popolare e molto amato: riconfermato a ogni edizione, sei stato e sei un elemento catalizzatore e forse neppure tu te lo aspettavi! Da insegnante vintage (così ti sei definito più volte) ti sei trasformato in fenomeno social: sei forse il professore di italiano più seguito su Instagram! Ma ad Andrea Maggi uomo, un’esperienza così particolare che cosa ha insegnato?

Ho imparato che i social sono un bel posto, ma non per viverci. Sono grato a tutte le persone che mi seguono e che mi dimostrano tanto affetto ogni giorno; ma dico a loro: diffidate di tutti i guru dei social, perché lavorano tutti per un tornaconto. I veri maestri sono altrove. A scuola, per esempio. Certo, non tutti gli insegnanti sono in gamba. Ma sta a noi cercare i buoni maestri da cui imparare il meglio.

Io sono stato molto fortunato, ho incontrato dei maestri molto importanti per la mia formazione, che mi hanno trattato con rispetto e con schiettezza, mettendomi davanti ai miei punti di forza, ma anche ai miei limiti, senza farmi sconti. Oggi la scuola fa sconti a non finire, è una svendita totale, per paura di traumatizzare i ragazzi. Invece è proprio questa svendita del sapere a creare le ansie e le paure dei ragazzi di oggi: a forza di fare sconti, qualunque prova sembra un’impresa colossale. E così molti preferiscono rinunciare, piuttosto che mettersi in gioco.

Di recente ti abbiamo anche visto sotto le grinfie di Geppi Cucciari nel programma Rai Splendida cornice, che ha ottenuto il pieno consenso dei telespettatori per i contenuti davvero interessanti conditi dalla verve della mia conterranea Geppi, che da molti anni non sbaglia un colpo. Vuoi dirci qualcosa su questa tua nuova esperienza?

È stata una grande opportunità per me, per fare una televisione molto diversa da quella che avevo fatto fino a quel momento. Ho deciso di mettermi in gioco e non è stato facile, ma è stato molto bello: ho imparato tanto, anche e soprattutto da Geppi, che è stata una padrona di casa esigente, ma sempre all’altezza della situazione. Le sono molto grato e spero di poter continuare questa avventura assieme a lei e a tutta la squadra. Sono convinto di poter dare ancora tantissimo.

Grazie professor Maggi: tutto ciò che fai contribuisce ad aprire la mente dei ragazzi ma anche degli adulti, e compi l’impresa usando ogni strumento possibile ma passando sempre per… i libri e le parole!

Sono io che ti ringrazio e ringrazio tutti voi di Libri e Parole.

Susanna Trossero

Susanna Trossero

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

x

Check Also

Razza di zingaro

Razza di zingaro: la storia di Johann Trollmann, il pugile sinti che sfidò il nazismo

Johann Trollmann era un pugile sinti nella Germania nazista. Il più bravo di tutti, ma zingaro: Dario Fo ne racconta la storia.

Il gigante sepolto

Il gigante sepolto di Kazuo Ishiguro: un fantasy epico sull’amnesia e il viaggio

Leggi Il gigante sepolto romanzo di Kazuo Ishiguro che, sotto la veste del fantasy, affronta alcuni temi cari all’autore.