A proposito di interiezioni
A proposito di interiezioni

Interiezioni ed esclamazioni: alcuni dubbi sulla grafia

Tradizionalmente considerata una delle nove parti del discorso, in realtà l’interiezione è una parola che realizza da solo il significato di un’intera frase: per esempio , un “Ehi!” rivolto a qualcuno che ci spinge in un autobus affollato equivale a un’intera frase del tipo: “Faccia attenzione!”, “Non mi spinga”.

Talvolta possono sorgere dei dubbi su come scrivere alcune interiezioni. Per esempio: Oddio oppure oh Dio? Ahahah o hahaha? Beh o bhe?

Oddio oppure oh Dio?

Oddio oppure oh Dio? Qual è la forma corretta per questa esclamazione?

Siamo di fronte a un’esclamazione: Oh Dio! che nella lingua parlata tipica dei giornali e dei fumetti si contrae in: Oddio! Entrambe le forme sono da considerarsi corrette. Va notata che la reduplicazione della d – dovremmo dire raddoppiamento fonosintattico – è un fenomeno tipico dell’italiano; quando due parole si uniscono, infatti, la consonante iniziale della seconda frequentemente si rafforza e, nella grafia, si raddoppia. “Sebbene”, “ dapprima”, “oddio”.

La risata è ahahah o hahaha?

Continuiamo la nostra disamina di interiezioni ed esclamazione con un classico: come si scrive la risata.

Ahahah o hahaha? È sempre difficoltoso tradurre in lettere i suoni che appartengono alla sfera del parlato. Ne è un esempio la risata: quella che in internet spesso viene digitata come lol (un acronimo, un’abbreviazione dell’inglese laughing out loud, ridere ad alta voce). Ecco che, sempre in inglese, nasce la sequenza hahaha che dovrebbe imitare proprio il suono di una risata con tanto di aspirazione. Riportata integralmente in italiano si perde la piccola componente di aspirazione semplicemente perché nella nostra lingua non esiste l’aspirazione rappresentata graficamente dalla h. In ogni caso, se proprio dovete scrivere questo suono onomatopeico, utilizzate ahahah e non hahaha.

Attenzione: esiste una forma abbreviata scritta “Ahah” che però vale come affermazione: “Va bene, sì, è così”.

Beh o bhe?

Beh o bhe? Né beh, né bhe, ma è più corretto usare la forma be’, in cui l’apostrofo indica il troncamento della sillaba finale. Può avere vari significati:

  • nelle frasi interrogative si usa per sollecitare una risposta: be’, che cosa vuoi?;
  • può avere il senso di “e allora?”: “Ho poi parlato con Antonio” “Be’?”;
  • ha un valore conclusivo se lo si intende come “a questo punto”: Be’, fa’ come ti pare;
  • significa anche “però, con valore avversativo-limitativo: Be’, be’ non esageriamo!
  • si può utilizzare anche per esprimere rassegnazione, nel linguaggio parlato, se si prolunga la vocale: Bee’, lasciamo perdere.

Foto | Pixabay

Natale Fioretto

Natale Fioretto

Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.

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