Frasi di Pasqua di autori famosi
Frasi di Pasqua di autori famosi

Frasi di Pasqua: le più belle citazioni di autrici e autori famosi

La Pasqua è l’occasione per riflettere sul senso della vita che passa e della vita futura, per chi crede. È una festa che è meno sentita del Natale, senza dubbio, ma che ha molta presa sulle persone perché l’idea che la vita possa continuare dopo la morte è senza dubbio una della grandi questioni aperte dell’umanità. In tal senso le frasi di Pasqua di autori celebri possono aiutarci a capire meglio questa festa.

Per chi crede, la Pasqua è la più grande festa perché rende tangibile la realtà di una vita futura. Chi non crede può trovare in questa festa un’occasione per prendersi un momento di pausa dal tran tran quotidiano

Diversi autori e autrici famosi si sono soffermati sulla Pasqua e sul suo senso; una lettura nuova dei testi biblici è quella offerta da Erri De Luca nei suoi molti testi di studi biblici. Le sue frasi sulla Pasqua sono un ottimo punto di partenza. Vediamole, insieme a quelle uscite dalle penne di altri scrittori e scrittrici.

Frasi di Pasqua di celebri autrici e autori

  • Allora sia Pasqua piena per voi che fabbricate passaggi dove ci sono muri e sbarramenti, per voi apertori di brecce, saltatori di ostacoli, corrieri a ogni costo, atleti della parola pace. (Erri De Luca)
  • È l’ora di squarciare le catene, è tempo di far fiorire le anime. (Katherine Lee Bates)
  • Il Nostro Signore ha scritto la promessa della Risurrezione, non solo nei libri, ma in ogni foglia di primavera. (Lutero)
  • Il periodo che precede la Pasqua è il periodo in cui la vita si muove nuovamente verso la sua pienezza e, con questa sua forza oggi così poco compresa, spinge anche noi a rinnovarci, ad abbracciare con una nuova visione lo scorrere incerto della vita. (Susanna Tamaro)
  • Non c’è una differenza biologica fra animali. Perché allora ci fa orrore il pensiero di mangiare il nostro cane, ma massacriamo a ogni Pasqua centinaia di agnelli per fare festa? (Umberto Veronesi)
  • Non si può seppellire la verità in una tomba: questo è il senso della Pasqua. (Clarence W. Hall)
  • Ogni volta che è Pasqua, urto contro la doppia notizia delle scritture sacre, l’uscita d’Egitto e il patibolo romano della croce piantata sopra Gerusalemme. Sono due scatti verso l’ignoto. Il primo è un tuffo nel deserto per agguantare un’altra terra e una nuova libertà. Il secondo è il salto mortale oltre il corpo e la vita uccisa, verso la più integrale resurrezione. Pasqua/pèsah è sbaraglio prescritto, unico azzardo sicuro perché affidato alla perfetta fede di giungere. Inciampo e resto fermo, il Sinai e il Golgota non sono scalabili da uno come me, che pure in vita sua ha salito e sale cime celebri e immense. Restano inaccessibili le alture della fede. (Erri De Luca)
  • Pasqua è il simbolo del Rinnovamento, della Gioia e della Rinascita in questo giorno per tutti un po’ speciale, ti auguro di trasformare i tuoi sogni in una splendida realtà, per sorridere ai giorni avvenire con quella gioia nel cuore che solo le cose autentiche e genuine sanno donarti. Buona Pasqua di serenità e gioia! (Stephen Littleword)
  • Pasqua è voce del verbo ebraico “pèsah”, passare. Non è festa per residenti, ma per migratori che si affrettano al viaggio. Da non credente vedo le persone di fede così, non impiantate in un centro della loro certezza ma continuamente in movimento sulle piste. (Erri De Luca)
  • Pasqua era giunta, la festa della luce e della liberazione per tutta la natura! L’inverno aveva dato il suo addio, ravvolto in un fosco velo di nebbie, e sopra le turgide nuvole in corsa s’avvicinava ora la primavera. Aveva spedito innanzi i suoi messaggeri di tempesta per destare la terra dal lungo sonno, ed essi fremevano su boschi e piani, battevan le ali sulle cime possenti dell’alpe e sconvolgevano il mare dal profondo. Era nell’aria come un lottare e un muggire selvaggio, e ne usciva tuttavia quasi un grido di vittoria: ché tra le burrasche di primavera, frementi di vita, s’annunciava la resurrezione. (Elisabeth Bürstenbinder)

Foto | Pixabay

Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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