Dracula

L’altra versione di Dracula che pochi conoscono

Dracula, la mitica storia del vampiro moderno, vide la luce nel 1897 e, quasi immediatamente, diventò uno dei libri più famosi di sempre. Le sue numerose versioni teatrali, cinematografiche e televisive hanno fatto sì che diventasse parte integrante della cultura popolare quasi in tutto il mondo.

Nonostante questa grande fama, si scoprono spesso novità interessanti, come, per esempio, quella che riguarda le sue prime tradizioni.

I poteri delle tenebre ovvero Dracula in islandese

In Islanda, Dracula apparve qualche anno dopo rispetto all’Inghilterra. Fu grazie all’interesse di Valdimar Ásmundsson, traduttore locale che aveva scoperto il successo dell’opera di Bram Stoker ed era desideroso di presentare una propria traduzione.

Con l’approvazione dell’autore e dell’editore, Dracula uscì in formato seriale, ottenendo un successo spettacolare in tutta l’Islanda.

Fin qui tutto normale. Ma pochi sanno che questa prima traduzione islandese di Dracula, intitolata I poteri delle tenebre (in originale: Mörkrets makter), era molto diversa dalla storia che il resto del mondo stava iniziando ad apprezzare. La prefazione era dello stesso Stoker, che pare avesse un buon rapporto con il suo traduttore. Ma l’opera… non era certo la stessa!

Una recente analisi di questa vecchia opera ha portato alla luce che furono usati nomi diversi per i personaggi, che lo stile era più conciso, con meno circonlocuzioni e maggiori dosi di erotismo.

Alcuni studiosi hanno ipotizzato che il traduttore si sia preso troppe licenze. Tuttavia sembra che Stoker gli avesse inviato una versione successiva del romanzo, sulla quale entrambi hanno lavorato per ottenere il risultato finale.

Una traduzione importante

Così il Dracula islandese, che divenne punta di diamante per la pubblicazione nei paesi nordici, era diverso da quello che tutti conosciamo. In realtà, si ritiene che esista almeno un’altra versione in svedese, anch’essa derivata dalla stessa versione di Stoker e che risalirebbe a un anno prima di quella islandese. Ed è probabilmente da questa serializzazione svedese che l’opera islandese vide la luce nel 1900 a puntate sulla rivista Fjallkonan e poi come libro a sé nel 1901.

Una traduzione importante, tanto che lo stesso Halldór Laxness (Nobel per la letteratura nel 1955) riflette sull’importanza di questa versione in una delle sue memorie.

Per chi fosse interessato, la traduzione di Valdimar Ásmundsson è disponibile anche in italiano nel catalogo di Carbonio con il titolo I poteri delle tenebre a cura di Maura Parolini e Matteo Curton.

Via | Lecturalia
Foto | Wavebreakmedia via Depositphotos

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Roberto Russo

Roberto Russo

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.

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