Lolita

Alcune curiosità su Lolita di Vladimir Nabokov

Conoscete Lolita di Vladimir Vladimirovič Nabokov? Si tratta del romanzo che ha ispirato prima il film omonimo di Stanley Kubrick del 1962 con sceneggiatura dello stesso Nabokov e che poi ha ispirato anche il film omonimo del 1997 di Adrian Lyne, rifacimento del film di Kubrick.

Ebbene, tutto parte dal romanzo scritto in inglese, pubblicato a Parigi e solo dopo dieci anni tradotto in russo dallo stesso Nabokov. Una storia editoriale irta di difficoltà, come si può ben capire, anche a causa delle tematiche narrate.

Lolita: una storia editoriale travagliata

A causa dell’amore fra un uomo maturo e una ragazzina preadolescente, il romanzo fece parecchio scandalo all’epoca, tanto che molte case editrici si rifiutarono di pubblicarlo a meno di non fare tagli e censure. Ma Nabokov si rifiutò sempre di cedere e così il romanzo venne pubblicato per la prima volta nel 1955 a Parigi dalla Olympia Press, casa editrice di letteratura erotica.

Tuttavia nel 1956 il ministro degli Interni francese decise di bandirlo per due anni. Per la prima edizione americana bisogna attendere il 1958 grazie alla G.P. Putnam’s Sons: negli USA scalò rapidamente le classifiche dei best seller più venduti, tanto da diventare il primo libro dopo Via col vento a riuscire a vendere 100mila copie durante le prime tre settimane di pubblicazione.

In Russia Nabokov riuscì a tradurlo solo nel 1965 (arrivò da Phaedra a New York due anni dopo), mentre in Italia venne pubblicato nel 1959 da Mondadori. Nel 1993, invece, toccò ad Adelphi pubblicare una nuova versione.

Una storia così travagliata per un romanzo in cui non ci sono né parole né descrizioni oscene. Lo stile con cui è narrata la trama è elegante e l’autore allude alle scabrosità, senza mai arrivare a descriverle.

Nelle prefazioni dell’edizione francese del 1957 e di quella italiana del 1966, Nabokov ha spiegato di aver avuto la prima idea per scrivere questo romanzo fra il 1939 e il 1940 mentre era bloccato a letto da una forma di nevralgia intercostale. Da lì nacque il racconto L’incantatore che parlava proprio dell’attrazione di un uomo maturo per una ragazzina pre adolescente.

Ispirato a una storia vera?

Ma Nabokov continuò per anni a rimuginare su quella trama, fino a dare vita a Lolita. Pur avendo sempre negato di essersi ispirato a storie di cronache, secondo Sarah Weinman nel libro The Real Lolita (2018) Nabokov è partito proprio da una storia vera. Nel dettaglio, nel giugno 1948 Florence Sally Horner, ragazzina di 11 anni, venne rapita all’uscita da scuola a Camden, New Jersey, dopo essere stata ingannata da Frank La Salle, un uomo di 50 anni che si era finto un agente dell’FBI.

Per ben 21 mesi la ragazzina fu tenuta prigioniera attraversando tutti gli USA: abusata dall’uomo, dopo essere stata liberata, l’opinione pubblica, al posto di considerarla una vittima innocente, la colpevolizzò stigmatizzandola come “prostituta”.

Secondo Weinman, Nabokov si ispirò a questa storia per vari motivi, fra cui il fatto che nel capitolo 33 l’autore cita proprio il caso Horner. Però se consideriamo che il germoglio di tutto è quel racconto del 1939, ecco che appare verosimile che la storia narrata in Lolita fosse antecedente ai fatti di cronaca.

La trama di Lolita

La trama del romanzo è suddivisa in due parti.

Prima parte

La voce narrante è quella del professor Humbert Humbert, quarantenne insegnante di letteratura francese. È annoiato e ha alle spalle un matrimonio fallito.

Dopo essersi ripreso da un esaurimento nervoso, decide di trasferirsi nella cittadina di Ramsdale nella Nuova Inghilterra per diventare uno scrittore. Così affitta una stanza dalla vedova Charlotte Haze q ui conosce Dolores (meglio nota come Lo, Lola o Dolly), la figlia di 12 anni.

Molto spregiudicata e maliziosa, Lolita ricorda a Humbert il suo primo amore di tredicenne, Annabelle. Humbert si invaghisce di Lolita che quando parte per la colonia estiva, gli dà un casto bacio sulle labbra.

Intanto Charlotte, innamoratasi di Humbert, gli fa la dichiarazione e lui decide di sposarla col solo scopo di continuare a stare insieme a Lolita. Tuttavia, leggendo i diari di Humbert, Charlotte capisce quali siano le sue scabrose intenzioni e decide di scappare, mandando Dolores in collegio e minacciando Humbert di rivelare lo scandalo in pubblico. Solo che mentre attraversa la strada Charlotte viene investita e muore.

Così Humbert va a prendere Lolita dal campeggio, mentendole e dicendo che la madre è in ospedale. I due, al posto di tornare a casa, cominciano a vagabondare da un motel all’altro. Proprio la prima sera, Humbert dà dei sonniferi a Lolita, ma qui scopre che la ragazzina ha già perduto la verginità con un coetaneo al campeggio.

Seconda parte

Humbert confessa a Lolita che la madre è morta e decide di proclamarsi suo patrigno, pagandola nel frattempo per andare a letto con lei.

Dopo un anno di vagabondaggi i due si trasferiscono nella cittadina di Breadsley.

Humbert iscrive Lolita a una scuola femminile. Sempre più possessivo e ossessionato, le vieta di frequentare il doposcuola e i ragazzi, ma lei lo convince a iscriverla a una scuola di teatro. Qui la ragazzina incontra il commediografo Quilty conosciuto in precedenza a casa della madre.

Mentre Lolita si prepara a debuttare grazie alle sue notevole capacità recitative, litiga con Humbert e scappa. I due si ritrovano e Lolita gli dice che vuole tornare a viaggiare. Humbert accetta anche perché i pettegolezzi sulla sua relazione con la presunta figliastra aumentano. Così i due partono, ma Humbert ha la sensazione di essere inseguito.

Lolita a un certo punto si sente male e deve essere ricoverata. Una volta guarita fugge con un uomo adulto che dichiara di essere lo zio Gustave. Così Humbert comincia a cercarla, ma quando è a un passo da lei, la ragazzina e il misterioso uomo gli sfuggono sempre.

La conclusione della storia

Così alla fine Humbert si mette insieme a una donna di nome Rita. Dopo un anno Humbert riceve una lettera di Lolita, ormai di 17 anni: la ragazza gli dice di essersi sposata, di aspettare un figlio e di aver bisogno di soldi. Così Humbert va da lei e scopre che l’uomo che l’aveva aiutata a scappare era Quilty. L’uomo voleva farla recitare in film porno, ma quando lei si era rifiutata l’aveva cacciata di casa. Poco dopo Lolita aveva incontrato e sposato il marito Dick, ignaro del suo passato.

Humbert le dà dei soldi e cerca di nuovo di convincerla ad andare via con lui. La ragazza rifiuta e così Humbert va da Quilty e lo uccide. Arrestato, in prigione scrive il libro Lolita o le confessioni di un maschio bianco vedovo.

Humbert morirà in prigione per infarto, mentre Lolita morirà di parto a Natale.

Alcune citazioni da Lolita

  • Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia (Incipit).
  • E in verità non ci sarebbe stata forse nessuna Lolita se un’estate, in un principato sul mare, io non avessi amato una certa iniziale fanciulla.
  • Sono abbastanza orgoglioso di saper qualcosa da poter ammettere modestamente di non saper tutto.
  • Era amore a prima vista, a ultima vista, a eterna vista.
  • Penso agli uri e agli angeli, al segreto dei pigmenti duraturi, ai sonetti profetici, al rifugio dell’arte. E questa è la sola immortalità che tu e io possiamo condividere, mia Lolita.

Foto | WikiCommons + Pixabay

Nymeria

Nymeria

Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

x

Check Also

l'ultimo soldato di Mussolini

Andrea Frediani racconta l’ultimo soldato di Mussolini

Leggi L'ultimo soldato di Mussolini romanzo di Andrea Frediani che racconta uno dei periodi più bui della nostra storia recente.

storie di avventura

Storie di avventura: romanzi e consigli

Scopri le più belle storie di avventura, con romanzi e racconti di avventura da leggere per viaggiare con la fantasia pur rimanendo a casa.